12 febbraio 2012

Papa Benedetto XVI pranza coi poveri alla Sant’Egidio

Mensa Sant'Egidio

Mensa Sant'Egidio

[a cura della COMUNITA' DI SANT'EGIDIO] ROMA. Il pranzo di Natale con i poveri è una tradizione della Comunità di Sant’Egidio da quando, nel 1982, un piccolo gruppo di persone povere fu accolto attorno alla tavola della festa nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Erano circa 20 invitati: c’erano alcuni anziani del quartiere, di cui eravamo amici da tempo, che in quel giorno sarebbero rimasti soli, e alcune persone senza fissa dimora conosciute nelle strade di Roma.

Da quel primo pranzo del 1982 la tavola si è allargata di anno in anno e da Trastevere ha raggiunto tante parti del mondo, dovunque la Comunità è  presente. Un Natale straordinario che lo scorso anno ha coinvolto oltre 100.000 persone nei cinque continenti: gente che vive per strada, negli istituti, nelle carceri. Tante persone amici di Sant’Egidio durante l’anno e molti altri che si aggiungono per la festa.

La festa si fa nelle chiese, nelle case, ma anche negli istituti per anziani, per bambini, per disabili, nelle carceri, negli ospedali, perfino nelle strade. Perché il senso è portare la festa anche negli angoli più bui, più freddi, più sperduti e dimenticati. La festa inizia il 24 sera con le tante cene nella strada la notte di Natale con chi non ha casa. Nelle città fredde del Nord, da Mosca ad Anversa a Parigi, dove tra le luci e le insegne luminose, tanti poveri restano soli, o nelle città povere del Sud del mondo.

Anche lì il cibo, un regalo semplice, un piccolo presepe, l’alberello di Natale, la musica, ma soprattutto l’amicizia, la gioia, l’attenzione ad ognuno, sono gli “ingredienti” di una festa bella perché piena di amore.

La festa negli anni si è andata allargando, come per un benefico contagio, e ha raggiunto anche tanti paesi del Sud del mondo in tutti i continenti. Feste belle, in molti casi organizzate con pochissimi mezzi e con un grande impegno da parte di giovani che vivono per lo più in situazioni di povertà  se non di conflitto.

Lo scorso anno in America migliaia di persone hanno fatto festa in Salvador, Messico, Argentina, Guatemala, Ecuador, Cile e anche a Cuba, dove gli adolescenti del Paese dell’Arcobaleno hanno organizzato e animato un pranzo per gli anziani. In molte città dell’Indonesia, che è il più popoloso paese musulmano del mondo, l’invito della Comunità rappresenta un momento di festa e di amicizia tra le diverse comunità religiose. Così anche in Pakistan. Ma anche in tanti luoghi dell’Africa arriverà la gioia della festa: nel solo Mozambico il Natale sarà festeggiato in moltissime città, coinvolgendo bambini di strada, mendicanti, lebbrosi, ciechi, famiglie povere e tanti carcerati.

In Africa la povertà emerge con particolare durezza nelle carceri. Nella maggior parte dei casi non ci sono letti, non ci sono bagni e le celle sono affollatissime. Le condizioni igieniche sono pessime: ci si ammala facilmente e a volte si muore. Il vitto fornito dall’istituzione carceraria è insufficiente. Chi non ha parenti che portano il cibo, soffre per la fame. Per questo molte comunità africane, in Mozambico, Guinea Conakry, Burkina Faso, non solo visitano regolarmente i carcerati, ma nel giorno di Natale preparano un pasto che è per tanti l’unico vero pranzo di tutto l’anno.

In Costa d’Avorio, in Cameroun, in Madagascar, in Tanzania, in Uganda si fa festa con i mendicanti ciechi e i bambini di strada. E’ significativo che, nonostante i pochi mezzi di cui dispongono, le comunità africane raggiungeranno con i pranzi di Natale decine di migliaia di persone, più che nella sola Europa.

Quest’anno, a Roma, ci saranno circa 10.000 ospiti (2000 quelli a Trastevere). Ma il Natale della comunità si celebra, fra le altre città, anche a Genova, Messina, Bari, Milano, Firenze, Torino, Novara, Padova, Napoli, Catania, Cosenza, Palermo, Trieste, Reggio Calabria. Non solo in Italia, quindi, ma oltre 500 città del mondo, in più di 70 paesi: in Europa, nelle Americhe, in Africa e in Asia.

Il programma del Natale 2009 alla Sant’Egidio? Il 24 dicembre sera (ore 20) cena itinerante presso le stazioni e nei luoghi di fortuna con i senza dimora. La cena avrà 12 itinerari e raggiungerà 60 punti nella città di Roma (info dangelo.augusto@fastwebnet.it). Il giorno di Natale, 25 dicembre, pranzo nella Basilica di S. Maria in Trastevere e in altri 38 luoghi. Sabato 26 dicembre, invece, la Comunità di Sant’Egidio e la direzione del carcere di Regina Coeli organizzano un pranzo di Natale con i detenuti a 51 anni dalla storica visita di Giovanni XXIII nel carcere romano. Domenica 27 dicembre 2009, “Festa della Santa Famiglia”: Papa Benedetto XVI visiterà la Comunità di Sant’Egidio e, dopo l’Angelus, pranzerà con i poveri presso la mensa di Via Dandolo.

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