PADOVA. “Ristretti Orizzonti” e “Radicali Italiani” hanno elaborato una proposta di legge con il duplice obiettivo di ridurre il grave sovraffollamento delle carceri italiane e di garantire una maggiore sicurezza alla società e che prevede l’introduzione di una nuova “misura alternativa”, chiamata “Patto per il reinserimento e la sicurezza sociale”.
Le premesse della proposta di legge sono queste: nelle carceri, a fronte di 43.000 posti disponibili, sono rinchiusi circa 66.000 detenuti (in condizioni di attestata incostituzionalità). Di questi, oltre 20.000 stanno scontando pene inferiori ai 3 anni; il “Piano carceri”, più volte annunciato come di imminente approvazione, in realtà non è ancora stato presentato in Consiglio dei Ministri e, comunque, non può certo garantire in tempi brevi la creazione dei 20.000 posti mancanti; la recidiva criminale (cioè la commissione di nuovi reati dopo l’espiazione di una pena) è molto più elevata tra i detenuti che scontano l’intera condanna in carcere (si verifica nel 69% dei casi), rispetto a quelli che scontano la parte finale della pena in affidamento ai Servizi Sociali (19% dei casi).
La proposta, alla cui stesura ha collaborato Alessandro Margara, già Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Giudice di Sorveglianza di Firenze, prevede che i detenuti possano stipulare un “Patto” con le istituzioni, nel quale si impegnano a rispettare tutte le prescrizioni che gli saranno imposte, compresa quella di svolgere gratuitamente una attività risarcitoria (sull’esempio dei “lavori socialmente utili” già previsti dalla legge) e ottenendo “in cambio” di scontare la parte finale della condanna fuori dal carcere, sotto la supervisione del Servizio Sociale. Chi non rispetta le regole, così sottoscritte, torna in carcere.
Potranno accedere a questa “misura alternativa” i detenuti con pena residua fino a 3 anni (2 per i recidivi), purché abbiano già scontato in carcere almeno metà della condanna, e che abbiano un domicilio certo e un lavoro.
I detenuti stranieri, con pena residua fino a 3 anni (2 per i recidivi) invece, potranno chiedere di essere rimpatriati, sottoscrivendo l’impegno a lasciare l’Italia e a non rientrarvi per almeno 5 anni; in caso contrario tornerebbero in carcere a scontare la condanna “sostituita” dall’espulsione.
La proposta prevede anche il coinvolgimento degli enti locali, che dovranno collaborare con i Servizi Sociali della Giustizia, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento lavorativo dei detenuti, utilizzando anche 20.000.000 di euro attinti dalla Cassa delle ammende.
Scarica la proposta di legge (pdf) >>>
(c.s.)







visto che si parla tanto del sovraffolamentoe delle leggi della giustizia sopratutto per i detenuti come a annunciato il presidente al discorso di fine anno e anche i parlamentari che li vanno a trovare di cui fanno la gara a chi visita più carceri fanno tante parole. confusione ma di concreto non si porta a termine nulla ma nel frattempo le persone continuano a morire ma nessuno fa niente:::::::::::::::::::::
ciao mi chiamo angela ho 29 anni e vi dico come sto lottando per fare uscire a mio marito per una truffa pero la truffa della biancheria ha preso due anni e un mese e si trova in sicilia pero gia lui ha scontato un anno e mezzo. si parla solo e non si fa niente promettono una legge quella che dice che chi deve scontare un anno puo’ avere gli arresti domiciliar invece si parla solo e non si rendono conto che ci sono ragazzi che si tolgono la vita perchè lavita all’interno è molto dura e’ vero devono pagare se sbagliano ma non devono comunque essere trattate come bestie non bisogna calpestare la dignità di nesuno aiutateci a fare qualcosa per questi ragazzi grazie angela.