12 febbraio 2012

17 gennaio 2010: “Giornata Mondiale dei Migranti”

Foto di Cinocino (Flickr)

ROMA. In occasione della Giornata Mondiale dei Migranti, in programma il 17 gennaio 2010, la Comunità di Sant’Egidio promuove a Roma, in molte città intaliane e in molti paesi europei, momenti di incontro, di preghiera, di festa, per sostenere la conoscenza e la convivenza pacifica  tra cittadini italiani e cittadini stranieri.

Papa Benedetto XVI, ricorda la Sant’Egidio, ha recentemente affermato: “Bisogna ripartire dal significato della persona. Un immigrato è un essere umano, differente per provenienza, cultura, e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri (…) Invito a guardare il volto dell’altro e a scoprire che egli ha un’anima, una storia e una vita- è una persona-e che Dio lo ama come ama me.” (Discorso all’Angelus, 10 gennaio 2010).

Ebbene, a seguito degli episodi di violenza che si sono verificati nei giorni scorsi a Rosarno, secondo la Sant’Egidio è più che mai necessario per tutti (responsabili istituzionali, politici, uomini di cultura, gente comune) lavorare per costruire spazi di umanità e di rispetto delle persone nelle città, nelle periferie e su tutto il territorio nazionale.

“Per costruire una cultura dell’accoglienza e del dialogo – scrive la Comunità – è necessario ribadire quanto i migranti rappresentino una risorsa per i paesi di accoglienza. Lo sono per tante famiglie italiane: moltissimi sono gli anziani che grazie all’aiuto di tante donne straniere possono vivere in tranquillità nelle loro case. I lavoratori immigrati contribuiscono notevolmente a sostenere lo sviluppo economico del nostro paese”.

  • I migranti e i rifugiati minorenni

Il messaggio per la Giornata Mondiale dei Migranti del 2010 è dedicato ai minori, ai bambini stranieri, ai piccoli. Dai bambini si deve ripartire per un confronto sui temi dell’immigrazione più sereno e capace di guardare al futuro. I bambini ed i ragazzi di origine straniera sono oggi in Italia poco meno di 900 mila, di questi 520 mila sono nati nel nostro Paese, parlano l’italiano, frequentano le nostre scuole (sono il 7% dell’intera popolazione scolastica), le nostre parrocchie ed oratori (la maggioranza da famiglie di fede cristiana). Condividono con i bambini e i ragazzi della loro età – italiani per nascita- gli impegni, i desideri, i problemi, i sogni, le mode e le inquietudini di una cittadinanza e di una identità in formazione, affidata per la sua piena riuscita agli adulti di oggi. Sono bambini e ragazzi che, in molti casi non conoscono la lingua del paese di origine: la loro inflessione dialettale è veneta in Veneto, siciliana in Sicilia; Per loro l’Italia, dove sono nati e cresciuti, è l’unico Paese nel quale possano davvero identificarsi, a condizione che non ne siano tenuti ai margini.

  • Le proposte della Comunità di Sant’Egidio

La Sant’Egidio propone: a) che sia attribuita la cittadinanza, al momento della nascita, al bambino nato in Italia da genitori stranieri già regolarmente soggiornanti, i quali mostrino in concreto di volersi inserire nella società italiana; b)che al positivo inserimento del minore nel nostro Paese, anche se nato all’estero, corrispondano adeguate modalità di attribuzione della cittadinanza, già prima del compimento della maggiore età; rendendo altresì disponibili procedure opportunamente agevolate di naturalizzazione nei primi anni dell’età adulta per coloro che siano comunque giunti durante la minore età in Italia;  c) che a coloro che diventano cittadini non venga anacronisticamente imposta la rinuncia alla cittadinanza di origine, salva la ricorrenza di imperiose, specifiche ed eccezionali esigenze di politica estera e di interesse nazionale; d) che ai giovani vissuti in Italia sin dalla tenera età, ma già divenuti maggiorenni sotto il vigore della legge n. 91/1992, sia transitoriamente consentito di valersi delle nuove regole di acquisto della cittadinanza durante la minore età.

c.s.

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