12 febbraio 2012

Haiti: raccolti 1,5 milioni di euro. Le donazionioni sono l’unico aiuto possibile

United Nations Development Programme

ROMA. Sono molte, moltissime le persone che in queste ore stanno contattando enti e associazioni organizzate per offrire la propria disponibilità a partire per Haiti come volontari. Purtroppo questo non è possibile. Almeno non in queste prime ore. Perché alla grave emergenza in corso e agli effetti catastrofici del terremoto si aggiunge il rischio di epidemie e il problema ‘sicurezza’ per chi sbarca sull’isola con i generi di prima necessità (cibo compreso). Nell’immediato futuro sarà forse possibile organizzare gli aiuti, coinvolgendo anche tutti coloro che oggi chiedono a gran voce di partire. Il nostro Paese si è sempre contraddistinto per la grande generosità dimostrata di fronte alle emergenze. Ma è altrettanto vero che una volta esaurita la spinta mediatica, spesso anche le passioni si raffreddano. Un disastro come quello che ha colpito Haiti non si risolverà in pochi giorni. Non in pochi mesi. Quindi tenete vivo il vostro desiderio. E nel frattempo, se lo desiderate, donate. Ecco cosa ha scritto Agire, l’Agenzia Italiana per la risposta alle emergenze che raggruppa alcune tra le più importanti e autorevoli organizzazioni non governative presenti in Italia.

“Nelle ultime ore la generosità degli italiani ha consentito ad Agire di raccogliere oltre un milione e mezzo di euro per assistere la popolazione di Haiti colpita da un disastro naturale che trova pochi precedenti nella storia”, si legge in un comunicato.

“In molti casi -prosegue il testo- la voglia di offrire il proprio aiuto alle popolazioni colpite si è manifestata anche attraverso la disponibilità a recarsi sul luogo del disastro per portare assistenza in prima persona. Pur ringraziando e apprezzando lo slancio di generosità di centinaia di cittadini che ci hanno scritto, vorremmo però chiarire che in queste drammatiche situazioni è indispensabile che a partire sia solo il personale altamente qualificato che da anni opera in aree di disastri naturali. Questo per fare si che uno slancio di generosità personale non si trasformi in impedimento per una efficiente ed efficace gestione degli aiuti”.

“L’aiuto più concreto e tangibile che ciascuno può dare al momento -si legge in conclusione- è quello di convincere amici, parenti e familiari che non lo abbiano già fatto a mandare un SMS da cellulari Tim e Vodafone al 48541 o chiamare lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia per consentire alle Organizzazioni Non Governative di assicurare una risposta tempestiva, in grado di salvare il maggior numero di vite possibile. Grazie per la comprensione”.

    Comments

    1. daniela says:

      come si fa’ x partire na dare una mano concreta
      senza dover dare soldi???????????????

    2. daniela says:

      rispondete x pura gentilezza grazie

    3. @Daniela. L’unica cosa da fare, ora, è donare. Non si può fare altro, purtroppo.

      Per saperne di più, ti invito a leggere (oltre che l’rticolo che vedi qui a fianco) anche i commenti scritti qua:
      http://www.volontariatoggi.info/2010/01/14/haiti-volontariato-raccolta-fondi-sms-conto-corrente/comment-page-1/#comment-149

      Grazie.

    4. fulvio says:

      da anni faccio parte di una P.A. regolarmente iscritta al servizio 118 della Liguria. Ho acquisito tutte le certificazioni possibili e vorrei mettermi a disposizione della popolazione di Haiti. Mi spiegate cosa fare, senza dover combattere contro burocrazia e sciacalli buoni a chiedere solo soldi?

    5. sandro says:

      Io sono d’accordo che in primis partino per gli aiuti chi è preposto istituzionalmente,poi saranno loro a richiedere anche il volontariato, però è necessario in breve tempo, pensare ai bimbi rimasti soli , si potrebbero pensare delle forme affido temporaneo presso le nostre famiglie. CHIARAMENTE LE FAMIGLIE DEVONO ESSERE VALUTATE DALLE ISTITUZIONI(chiese,carabinieri,asl, assistenti sociali, medici di base, medici ospedalieri,tribunale dei minori ecc. ecc.) in modo che questi bimbi vengano affidati in mani sicure, e sempre sotto controllo di tali istituzioni,pensando anche che giornalmente, (come i carcerati che ogni gg devono recarsi al commissiariato per la firma)si porta il bimbo all’istituzione preposta per il controllo).
      Chi prende in affidamento temporaneo un bimbo, penso che debba contribuire anche alle spese in piu’ che lo stato dovesse sostenere per far intervenire le istituzioni, di cui parlavo. (scusate ma non so se riesco ad sprimere il concetto).

    6. @Fulvio. Come ho già scritto e detto altre volte, preferisco l’azione concreta all’aiuto in denaro. Ma stavolta non ci sono troppe alternative. Le cose da fare sono tante, e il denaro non è mai sufficiente. Se si considera che ora partire da volontario non è possibile (fatta eccezione per le organizzazioni preparate a questo tipo di intervento), anche se il metodo della donazione non è il migliore è senz’altro l’unico possibile. Poi starei attento nell’utilizzo della definizione “sciacalli buoni”. C’è chi si impegna. E le mele marce non guastano certo un sistema che per il momento dimostra di funzionare. Mi stupisco di più di quelli che, di fronte allo sbandieramente mediatico delle emrgenze gravi, dimostrano solidarietà e passione ma che poi, nelle emrgenze quotidiane, risultano quasi indifferenti. Su questo dovremmo porci delle domande.
      @Sandro. Sono perfettamente d’accordo con te. Per organizzare gli interventi di cui parli sarà necessario un po’ di tempo. Del resto non è facile dare una nuova organizzazione a un Paese spazzato via. Risolte le priortà sarà possibile pensare al resto. E anche di questo daremo senz’altro notizia.

    7. Marco says:

      Non basta essere soccorritori 118 per essere preparati ad affrontare un’emergenza del genere, questo è davvero tutt’altro e anche un esperto in emergenze internazionali e aiuti umanitari troverà molto impegnativo il lavoro, più dello tsunami, più del darfur ecc. Daniela mi spiace ma saresti un peso. Tra sei mesi o ancora dopo forse potrai unirti a qualche associazione ma anche lì nutro le mie riserve sull’utilità di volontari senza formazione specifica. Quindi cos’è, si può solo aprire il portafolio? Certo che no. Non hai esperienza specifica, fattela. Non si tratta di un hobby, vuol dire smetti di fare quello che hai fatto fin’ora e inizi una nuova carriera. Altrimenti attivati per tutte le emergenze che hai tutto intorno a te e nelle quali puoi davvero fare la differenza. Nelle nostre città solo per fare un esempio i senzatetto muoiono di freddo, gli stranieri hanno bisogno di assistenza (ci sono veri rifugiati anche da noi!) le organizzazioni che provvedono a dare pasti caldi soffrono sempre di carenza di volontari. Effettivamente è molto più esotico un bel terremoto in un’isola lontana.

      Scusa il taglio un po’ duro, ma questa è sacrosanta verità.

    8. Vincefa says:

      salve come si può fare per avere in addozione un bimbo in t’haiti

    9. @ Marco.
      Sei molto pragmatico nella tua esposizione. Ma condivido tutto quello che hai detto. Questa dovrebbe essere la posizione da tenere.
      @ Vincefa.
      Guarda, dal sito di ‘Agire’ (http://www.agire.it) ripropongo le donazioni:
      - 20 € per assicurare un kit sanitario di primo soccorso
      - 100 € per garantire tende agli sfollati
      - 300 € per assicurare l’allestimento di un ambulatorio
      - 500 € per acquistare medicinali di primo soccorso
      QUesto a grandi linee. Ora è già difficile riuscire a identificare chi è sopravvissuto e chi no. Quindi l’adozione a distanza, almeno per come siamo abituati a interpretarla, non credo sia possibile. Ma ci informeremo e faremo sapere.

    10. daniela70 says:

      Ho letto tutte le esaurienti risposte date.
      Anch’io vorrei dare la mia disponibilità. Posso lasciare i miei dati per quando sarà possibile andarci visto che per ora ho letto che è impossibile (giustamente) per chi non ha competenza specifiche ma solo tanta buona volontà e motivazione?
      A chi li lascio?
      Grazie per l’attenzione.
      D.F.

    11. @ Daniela70.
      Avendo scritto il messaggio, per quel che ci riguarda abbiamo già la tua mail.
      Appena sarà possibile fare qualcosa invieremo un messaggio a tutti quelli che hanno scritto in questi commenti.
      Grazie davvero.

    12. michele says:

      Tornato da poco dal kenya come volontario sono riuscito a raccogliere una buona somma, grazie a cene ed eventi, che ho utilizzato in africa per un orfanotrofio di amici. Adesso ho ancora dei fondi che mi sono avanzati e che vorrei assolutamente destinare ad haiti.

      Mi potrebbe dare un consiglio? Quale organizzazione?
      La cifra si aggira intorno ai 1000 euro (so che non è molto, ma sicuramente un aiuto in più)

      avevo programmato il mio prossimo viaggio sempre in Africa ad agosto, ma ora sento davvero il bisogno di dare una mano ai bambini di haiti , crede che per quel periodo sia possibile pensare ad un viaggio nelle zone colpite dal terremoto?

      MICHELE

    13. @ Michele.
      Caro Michele, ben tornato.
      Per quel che riguarda i fondi residui, sentiti libero di scegliere chi preferisci. Personalmente, se dovessi fornire un’indicazione, segnalerei Medici senza frontiere.Puoi trovare qui tutte le info:
      https://www.medicisenzafrontiere.it/donazionionline/default.asp?codiceDestinazione=4
      Riguardo alla partenza di agosto, be’, è davvero troppo presto per definire qualcosa.
      Grazie ancora.

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