5 febbraio 2012

Protezione civile: in vista del seminario parla Zamberletti

Rivolta delle cariole (foto di R. Pensa)

[di RICCARDO PENSA*] LUCCA. La Fondazione Volontariato e Partecipazione sta organizzando per il 27 di aprile, a Firenze, un seminario di protezione civile che tratterà il tema della partecipazione del volontariato e della società civile in riferimento al rischio sismico. Il programma degli interventi è in via di definizione e sarà presto pubblicato sul sito della Fondazione (sezione ‘protezione civile’). E’ comunque prevista la presenza di rappresentanti di associazioni di volontariato, comitati aquilani, istituti di ricerca, enti locali. In vista di questo appuntamento, abbiamo raccolto e pubblicato una video intervista a Giuseppe Zamberletti, presidente del Centro Nazionale per il Volontariato nonché padre fondatore della Protezione civile moderna.

Nell’intervista, Zamberletti riflette su un modello di protezione civile incentrato sulla prevenzione dei rischi che derivano da uno sviluppo delle attività umane poco sensibile agli equilibri del territorio.

http://www.volontariatoepartecipazione.eu/video/2010.03-giuseppe-zamberletti-intervista.flv

La protezione civile è dunque, in questo senso, materia affine alla tutela dell’ambiente e non solo soccorso in emergenza. La rivoluzione culturale necessaria a far passare questo messaggio rappresenta un onere di cui il volontariato deve farsi carico.

Per il presidente del Cnv, le associazioni che si occupano di protezione civile rappresentano le “sentinelle dei rischi sul territorio”,  che vigilano su abusi e trascuratezze che possono arrecare danno alla comunità e all’ambiente. Il volontariato, quindi, assume il ruolo di “sindacato della prevenzione” che collabora in maniera dialettica e non subalterna con le istituzioni. Ne risulta una ricomposizione dell’universo stesso del volontariato di protezione civile, che porta a un confronto e una cooperazione fra associazioni impegnate nell’emergenza, associazioni ambientaliste e comitati di difesa del territorio.

Giuseppe Zamberletti (foto G. Testa)

Zamberletti, introducendo gli argomenti che saranno al centro del dibatto del seminario del 27 aprile a Firenze, si sofferma poi sull’importanza di una pianificazione partecipata in tempo di pace della ricostruzione post-sisma. A tale proposito, parlando de L’aquila, il presidente del Cnv denuncia l’improvvisazione con cui è stata affrontata la fase post-emergenziale. L’inventore del “modello Friuli”, della ricostruzione “dov’era e com’era” gestita dal basso, attribuisce all’imposizione del Piano Case la grave colpa di aver aggirato la consultazione della popolazione, creando così, fra i cittadini, confusione e delusione. A quasi un anno dal terremoto, inoltre, l’assenza di ulteriori interventi di recupero del patrimonio edilizio e di ricucitura del tessuto economico e sociale, rischia di produrre la definitiva diaspora della comunità aquilana.

* Fondazione Volontariato e Partecipazione

    Comments

    1. matteo says:

      “Zamberletti riflette su un modello di protezione civile incentrato sulla prevenzione dei rischi che derivano da uno sviluppo delle attività umane poco sensibile agli equilibri del territorio”. suona un pò grottesca se parliamo del presidente di una società che sta investendo cifre a 9 zeri in un impresa criticata più volte proprio per l’ immane impatto ambientale, il dubbio vantaggio per una parte d italia che forse investirebbe più volentieri certe cifre in infrastrutture, e soprattutto in un momento storico di generale ripensamento della mobilità…
      non so, mi convince un pò poco…

    2. Riccardo Pensa says:

      Caro Matteo, ti ringrazio per l’osservazione.
      Quello che posso dirti è che Zamberletti è stato intervistato in qualità di presidente del Cnv e soprattutto di padre fondatore della moderna protezione civile italiana. In questo senso, non è strano che egli si esprima a favore di un modello di gestione dei rischi basato sulla prevenzione e la cura del territorio, avendolo promosso già in passato attarverso il lavoro che ha portato all’approvazione della legge n. 225/92.
      Capisco d’altra parte le tue perplessità relative alla circostanza per cui chi sostiene tali posizioni rivesta attualmente la carica di presidente della società Stretto di Messina spa e quindi sia impegnato nella realizzazione di un’opera per la quale è legittimo interrogarsi proprio in riferimento alla prevenzione dei rischi, quello sismico in particolare, e alla tutela dell’ambiente.

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