ROMA. Quest’anno, in occasione della Pasqua unita, la Comunità di Sant’Egidio ha invitato i responsabili di tutte le comunità cristiane di Roma per un unico incontro di preghiera: insieme ortodossi, evangelici e cattolici. Per l’occasione, presente anche il vescovo della chiesa ortodossa d’Etiopia.
Così oggi, nella Basilica di S.Maria in Trastevere, alla Comunità di Sant’Egidio si sono uniti immigrati delle comunità cristiane ucraina, romena, nigeriana, filippina, bulgara, peruviana, del Bangladesh, Rom e altri.
I cori eritreo ed etiopico, per l’occasione speciale, hanno accompagnato la processione dei celebranti in chiesa cantando insieme. “Segno di unità e di superamento delle divisioni tra i popoli”, scrive la Sant’Egidio.
Sono poi stati offerti a tutti i partecipanti fiori colorati e le tradizionali uova decorate, preparate dalle comunità ortodosse ucraine, romene e bulgare, e dal Movimento “Genti di Pace” della Comunità di Sant’Egidio.
Dopo la preghiera, sulla piazza Santa Maria in Trastevere, gruppi di artisti si sono esibiti in canti e danze tradizionali: rom dalla Romania, bambini ucraini, percussionisti senegalesi, e la “Ensamble pour la paix”, gruppo multietnico promosso dai giovani della Comunità di Sant’Egidio vincitore del Premio dell’Unione Europea “Music against poverty 2009”.

