[a cura di GIANLUCA TESTA] LUCCA. Spedire una rivista o una qualunque lettera ai propri soci, alle associazioni italiane di volontariato costerà cinque volte tanto. Le tariffe agevolate sono state abolite in tutta fretta con un decreto interministeriale del 30 marzo scorso. Il giorno dopo segue la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. L’entrata in vigore? Il primo aprile. Purtroppo non si è trattato di uno scherzo. Ma di un provvedimento dagli effetti devastanti per la comunicazione (e i bilanci) di molte organizzazioni. Soprattutto perché questo periodo coincide con il lancio di molte campagne promozionali del ’5 per mille’. Un’iniziativa lodevole che, dopo le sperimentazioni, avrebbe dovuto trovare la sua stabilità giuridica. Così non è stato. E i processi, ora, sono resi ancor più complicati da questi improvvisi rincari.
Prendiamo ad esempio la rivista cartacea edita dal Centro nazionale per il volontariato. Ebbene, Volontariato Oggi -oltre che ai propri soci e agli abbonati- è spedita gratuitamente a tutte le associazioni di volontariato italiane iscritte ai registri regionali. Complessivamente, quindi, il Cnv si fa carico della spedizione di circa 22mila ‘pezzi’. Il cui costo unitario, grazie alle agevolazioni, ammontava a 0,0615 centesimi. Ora che le agevolazioni sono state abolite, quella cifra si è quintuplicata raggiungendo lo 0,2830 centesimi. Tradotto? Anziché spendere circa 1.350 euro, la nuova spedizione costerà all’associazione ben 6.226 euro: 4.876 euro in più che saranno sottratti ad altri servizi e attività.
Così è per il Cnv e per tutte le associazioni italiane, che si troveranno a fare i conti con un bilancio penalizzato. Tutti denari sottratti ai servizi assistenziali (anziani, minori, immigrati), alla cooperazione e non solo. Il settimanale Vita ha subito lanciato un appello on-line, che anche noi abbiamo legittimamente sottoscritto. Nel frattempo Uspi (Unione stampa periodica italiana) ha avviato tavoli tecnici con la Presidenza del Consiglio e Poste Italiane, i cui resoconti sono stati pubblicati anche sul sito www.uspi.it.
Sono stati in molti a prendere posizione: dalla rivista Ristretti Orizzonti a CSVnet fino all’Auser nazionale, che “esprime profondo sdegno e grandissima preoccupazione per la cancellazione delle tariffe postali agevolate. I risparmi alla spesa vengono così fatti ricadere sul Terzo settore -si legge in una nota-. Una pugnalata alla schiena con effetto immediato, un vero e proprio subdolo colpo di mano. Un’operazione che di fatto mette il bavaglio alla società civile e taglia le gambe all’editoria del Terzo settore”. In merito a questo decreto è intervenuta anche la Focsiv, che ha inviato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi una lettera firmata dal segretario generale Sergio Marelli per chiedere “impegni concreti” e per “cercare di trovare una soluzione giusta ed equa alla situazione”. In particolare, nella lettera, Marelli ha sottolineato l’impegno della Federazione nella cooperazione con i popoli dei Sud del mondo e nella promozione di una cultura della mondialità anche attraverso le sue due riviste periodiche nazionali (“Volontari e Terzo Mondo” e “Volontari per lo Sviluppo”) cui si aggiungono le oltre 50 riviste degli organismi soci per un totale di circa 400.000 lettori raggiunti in Italia e all’estero. “In questo momento storico, in cui si auspica anche la ripresa economica -si legge nel testo- a seguito del provvedimento citato, ci vediamo costretti a ridurre sensibilmente la spedizione di tutte le nostre riviste, nella prospettiva anche di una riduzione ai contratti in essere con grafici, fornitori, tipografie, in quanto la nostra realtà non può accollarsi l’aumento della spesa derivante dall’invio, a tariffe maggiorate, delle riviste presso i nostri lettori e sostenitori, in quanto diventerebbe troppo onerosa e assolutamente non sostenibile per i nostri bilanci”.
E’ critico anche il Forum del Terzo Settore. “Auspichiamo -aveva affermato in un primo momento Andrea Olivero, portavoce del Forum- che venga immediatamente avviata la verifica di tali disponibilità finanziarie e che non venga quindi a decadere l’unico sostegno di cui gode l’editoria del Terzo settore, uno tra i segmenti più importanti della comunicazione sociale del nostro Paese”.
Nel dire questo, Olivero chiedeva un un confronto immediato col Governo. L’insoddisfazione suscitata dalle interrogazioni parlamentari in merito alla cancellazione delle tariffe postali agevolate, arrivata in attesa di una convocazione da parte del Governo, ha portato il Forum a convocare una conferenza stampa (in programma domani -martedì 20 aprile- alle 12, presso la sede nazionale Acli in via Marcora 18/20, a Roma) nella quale saranno presentate le nuove posizioni in merito alla questione. “Riteniamo inaccettabile -spiega Olivero- che il Governo prima cancelli per decreto le tariffe postali agevolate per le pubblicazioni del terzo settore e poi si proponga solo come mediatore di una trattativa privata tra Poste ed editori senza assumersi la responsabilità istituzionale di sostenere un importante presidio dell’informazione democratica del paese. Non ci è stato concesso dal Governo l’incontro che abbiamo ripetutamente chiesto per esporre le nostre ragioni: lo faremo in conferenza stampa”.
E intanto, in attesa qualche risposta concreta, c’è chi si organizza. E’ il caso di Arché, che nella propria newsletter (ovviamente on-line) rivolge un appello ai propri iscritti: “Se volete aiutarci a fare fronte all’aumento del 500% delle tariffe postali -si legge- vi chiediamo di fare un semplice gesto: inviateci il vostro indirizzo email e il vostro cellulare. Potremo così contattarvi senza spese postali…”.






[...] del Forum del Terzo Settore, nel corso della conferenza stampa convocata per discutere dell’abolizione delle tariffe postali agevolate. “Non sappiamo se il decreto del 30 marzo sia stato frutto di una colpevole disattenzione o di un [...]