CAPO RIZZUTO (Crotone). “E’ possibile pensare ad una Calabria, ad un sud, ad un’Europa ‘diverse’. Che resistono alle pressioni, alle minacce, alle difficoltà. Questi posti sono pieni di gente come Norina Ventre. Siamo dalla stessa parte”, dice dal palco del convegno nazionale sulla povertà Giuseppe Brancaccio, membro dell’osservatorio regionale sulle povertà della Regione Campania. “E sono grato a Roberto Saviano, che non si è lasciato intimidire”.
“Pensando a lui e alle nostre terre – aggiunge – lavoriamo affinché nessuno, un giorno, abbia bisogno della scorta per fare delle battaglie civili”. Bracaccio ha continuato così il suo intervento: “Conosciamo una forte degradazione nella vita quotidiana: dovunque ci sia denaro pubblico c’è qualcuno a presidiare. La prima grande battaglia è quella di non accontentarci di essere onesti, ma di cominciare a far circolare in modo collaborativo l’idea di premiare le soluzioni più efficaci. Questo può renderci forti nella contrattualizzazione politica”.
Brancaccio ha poi spaziato sui concetti di sicurezza e precarietà, del peso della criminalità organizzata, della penetrazione sociale, soffermandosi sul fenomeno del controllo sociale della camorra, che supera le associazioni. “Qui ‘povertà’ significa strumentalizzazione delle debolezze”, ha continuato. “Possiamo avere un grande ruolo se insieme eroderemo il terreno di controllo rappresentando le istanze dei più deboli. Come? In prima istanza partendo dal basso. Ma guardando in alto. Norina ci insegna che è possibile disobbedire. In secondo luogo, poi, dovremmo promuovere e sostenere le microreti”.

