12 febbraio 2012

Mamma Africa: “Ero sola, ma credo nell’unità del volontariato”

Norina Ventre a Capo Rizzuto

CAPO RIZZUTO (Crotone). Toccante l’intervento di Norina Ventre, meglio conosciuta come Mamma Africa, l’anziana donna della Piana di Gioia Tauro che durante i fatti di Rosarno si è prodigata per portare aiuto agli immigrati. “E’ la prima volta che mi metto a disposizione per parlare pubblicamente, grazie per l’invito” ha detto.

“Sono una semplice cattolica che fa il suo dovere. Faccio piccole cose. Basterebbe volersi bene gli uni gli altri e volerne specialmente ai più bisognosi. Non c’è niente di più straordinario in tutto questo…” prosegue Norina, intervenuta al convegno nazionale “Più solidarietà, meno povertà” (dal 27 al 29 maggio 2010) che, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è organizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

La donna ha poi raccontato la sua esperienza durante i tragici giorni di Rosarno: “Ho fatto una mensa nella mia piccola campagna con tavoli e sedie trovati qua e là. Ho raccolto gli extracomunitari offrendogli un piatto di pasta calda, un pezzo di pane. Durante quelle terribili giornate, le istituzioni non esistevano affatto – ha detto commossa – gli immigrati si mettevano in fila per mangiare qualcosa, ma quando alla fine non c’era più nulla per quelli che stavano in fila, rimaneva solo lo sconforto. C’era e c’è tanto, tanto bisogno. Ma non abbiamo visto affatto le istituzioni”.

“Non vedevano. Non sapevano. Siamo abbandonati in Calabria”. Mamma Africa – che, con un lamento, ha dichiarato di essersi sentita “sola” – ha concluso la sua testimonianza auspicando che “tutte le associazioni possano rimanere unite per portare un contributo concreto e reale per i più bisognosi. Dobbiamo essere tutti uniti”.

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