CAPO RIZZUTO (Crotone). Si parla ancora delle ‘povertà’. E nel gruppo di lavoro sulle ‘buone prassi del volontariato’ è emerso chiaramente che le persone marginali “lo sono o lo diventano per povertà economica, culturale, per malattia e per mancanza di opportunità”. In questo contesto si è parlato di un volontariato “supllente” delle istituzioni.
“La povertà, se non viene affrontata con politiche complesse – dice Marzia Tanini dell’Unitalsi – può essere alleggerita dal volontariato. Che però non può intervenire sul cambiamento del sistema”. Il volontariato, secondo quanto è emerso dal gruppo di lavoro, “può generare giustizia sociale laddove le associazioni riescono ad assumere il ruolo di ‘sentinella’ del territorio”. Si è inoltre parlato del ruolo fondamentale della formazione dei volontari e dei percorsi culturali sulle diverse abilità.
La relazione è avvenuta nell’ambito del convegno nazionale “Più solidarietà, meno povertà” (dal 27 al 29 maggio 2010) che sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica è organizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.






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