ROMA. Non bastava l’abolizione delle agevolazioni tariffarie per il non profit. Ora è stato bruscamente tagliato anche il “5 per mille”. I provvedimenti del Governo, quindi, rendono sempre più difficile la vita delle associazioni, che in queste ultime ore hanno dato prova di coesione portando avanti in modo compatto e civile la protesta. Ironico è il portavoce del Forum del Terzo Settore, Andrea Olivero. “Ringraziamo i 303 parlamentari che con il loro voto hanno decretato la riduzione del 75% dei fondi destinati al 5 per mille, passati dai già risicati 400 milioni dell’anno scorso ai risibili 100 milioni dell’attuale manovra” commenta polemicamente.
“Ora possiamo solo sperare che al Senato prevalgano la responsabilità ed il buon senso e vengano assegnati al 5 per mille fondi adeguati e non elemosine. Ci auguriamo che d’ora in poi non usino più la parola sussidiarietà nei loro interventi politici”.
Il 5 per mille è quindi ridotto in briciole. E le attività di milioni di italiani e migliaia di associazioni sono a rischio. Per la prossima edizione del 5 per mille il governo ha infatti predisposto una copertura finanziaria di soli 100 milioni di euro rispetto ai 400 milioni attesi. Già prima della lettera al Parlamento sottoscritta da molte associaizoni nazionali, e inviata ieri, il settimanale Vita aveva lanciato una petizione on-line per fare sentire la voce del mondo del volontariato affinché il governo presenti un emendamento per reintegrare la copertura di almeno 400 milioni per il 5 per mille 2011.
Ad oltre 5 anni, infatti, il 5 per mille non solo non è diventato una legge fiscale dello Stato italiano (a differenza di quanto è successo in altri 12 Paesi europei), ma nella Legge di Stabilità ora all’esame della Camera dei deputati, la copertura per la misura sperimentale (da 5 anni) è stata drasticamente decurtata da 400 milioni a 100. Ovvero, il 5 per mille dalla sera alla mattina si trasforma così nell’1,25 per mille, forse. Alla faccia degli impegni presi con la platea dei contribuenti (oltre 15 milioni di cittadini hanno usufruito ogni anno dell’opportunità) e con quella organizzazioni del non profit impegnate nell’assistenza, nella promozione culturale, nella ricerca scientifica (circa 30mila).
Un parere chiaro è stato espresso ieri anche da CSVnet, Forum Terzo Settore, Consulta Nazionale del Volontariato e ConVol. Che hanno ricordato con gratitudine le parole pronunciate quasi un anno fa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel salutare il mondo del volontariato al Quirinale: “Il volontariato produce, certo, beni materiali di aiuto e di sostegno al disagio, alla malattia, alla disabilità, alla dipendenza. Ma, proprio per la capacità di superare i confini di una solidarietà spontanea, familiare e amicale, esso produce pure beni immateriali, comportamenti virtuosi, esempi e modelli degni di essere imitati. […] La legge ordinaria, poi, favorisce fiscalmente e finanziariamente le organizzazioni di volontariato, sia attraverso favorevoli regimi fiscali […], sia attraverso il funzionamento del 5 per mille di cui oggi il Ministro Sacconi ha garantito l’effettività, non solo nell’immediato ma anche in prospettiva, e lo ha fatto con motivazioni e con parole d’impegno che ho molto apprezzato”.
Dai 1.472 milioni di euro del 2010 si è passtai ai 349,4 del 2011, pari a -76%: sono i fondi per i servizi sociali dei Comuni, spesso realizzati con il volontariato e il non-profit, i fondi per la famiglia, per la non-autosufficienza, per l’infanzia, l’adolescenza e i giovani, per calmierare l’affitto e per il servizio civile. Anche per questo anche CSVnet, Forum Terzo Settore, la Consulta del Volontariato e ConVol hanno deciso di promuovere un appello che tutto il mondo del Volontariato e del non profit invierà alle Istituzioni, in cui si chiede di reintegrare le risorse per i servizi sociali e per il 5 per mille.
“Chiediamo al Governo e al Parlamento – si legge nell’appello – di onorare gli impegni, di ascoltare il non-profit e di non colpire i servizi sociali, di non togliere quelle risorse che in applicazione del principio di sussidiarietà i cittadini danno al Volontariato e al Terzo Settore. Chiediamo al Parlamento di compiere un atto di grande responsabilità, reintegrando il 5 per mille e i fondi per i servizi sociali”.
Sul tema è intervenuto anche le Misericordie d’Italia. “Dopo i tagli ingiustificati che ogni anno i governi hanno attuato alle risorse destinate al servizio civile - si legge in un appello firmato da Gabriele Brunini, presidente della Confederazione – si colpisce ancora una volta la grande risorsa del volontariato italiano, riducendo in maniera significativa quel sostegno che arrivava da una libera scelta dei cittadini italiani, con la destinazione del 5 per mille. Le Misericordie d’Italia rivolgono un appello al Presidente del Consiglio, ai Ministri competenti e a tutti i parlamentari affinché non si colpisca e non si mortifichi ulteriormente la capacità operativa delle organizzazioni di volontariato, che sono occasioni di partecipazione attiva dei cittadini al bene comune ed alla responsabilità sociale, secondo i principi di sussidiarietà, riconosciuti dalla carta costituzionale e tante volte richiamati dalle forze politiche di maggioranza e di opposizione. Il taglio alle risorse del 5 per mille, di cui era stata promessa la stabilizzazione definitiva, e la scarsità di risorse attribuite al servizio civile, che impedisce a tanti giovani italiani di impegnarsi in significative attività assistenziali e di soccorso a favore del prossimo, vanno assolutamente rivisti nell’immediato e prima dell’approvazione del disegno di legge di stabilità in discussione nei prossimi giorni. Sia pure in un momento di grave incertezza politica il volontariato organizzato deve alzare la propria voce, stanco che alle parole di apprezzamento, da tutti espresse, non corrispondano atti concreti di valorizzazione e di sostegno”.







Si naviga nella confusione. Se il 5×1000 è un sostegno indirizzato al volontariato analogo all’8×1000 inataccabile; qui possono nascere delle considerazioni. Il cittadino Italiano concede il proprio contgributo indirizzandolo ad un codice fiscale che corrisponde ad una Associazione di volontariato ONLUS. Perchè il Governo non rispetta la volontà di chi desidera indirizzare una donazione sulla propria contribuzione e chiede adirittura una rendicontazione sull’offerta liberale indirizzata, e non chiede ciò anche alla Chiesa? Possiamo comprendere l’attuale crisi economica che stiamo attraversando ma se dobbiamo affrontare sacrifici, dobbiamo sacrificarci tutti insieme. Il volontariato esisteva prima del del 5×1000 e la Chiesa ha 2000 anni di storia. Vale la pena di essere coerenti e dire che i soldi non ci sono per nessuno perchè in questo momento servo per altre cose.
Prima si risanano i conti di casa ed si salvano i posti di lavoro, poi si pensa al resto.
Il Volontariato saprà inventare come sempre altri mezzi di aiuto sociale e la chiesa come sempre saprà preghare perchè questo brutto momento sia superato in breve tempo. Così con rinunce e preghiere il buon Dio ci darà premio. Sono un volontario che ogni giorno cerca di risolvere i problemi economici della propria Associazione per dare aiuto ai nostri assistiti. Il Governo è stato messo li da noi per governare, al fine del suo mandato noi sapremo scelgiere, non dico il meglio ma il meno peggio. Ho letto il vostro articolo che è un argomento superconoscito dal mondo del volontariato. Non facciamo ne proteste, ne vogliamo chiediamo piaceri o elemosine; continueremo a fare il nostro dovere perchè questo è il nostro ideale. Ogniuno di noi con le proprie decisioni deve assume la propria responsabilità
Basta Ciao, non ho più tempo mi devo dedicare al volontariato. Buona Giornata