18 maggio 2012

Dal volontariato nuova speranza all’Europa

Un momento del convegno organizzato da Silvia Costa

ROMA. “Dobbiamo costruire uno spazio europeo della cittadinanza attiva e del volontariato come una riposta alla nuova prospettiva aperta anche dal Trattato di Lisbona che dà più solido fondamento giuridico ai diritti e alle libertà fondamentali delle persone, alla coesione e all’equità sociale e alla costruzione di una più forte solidarietà internazionale”. Lo ha affermato l’europarlamentare Silvia Costa nel corso del convegno “2011 Anno europeo del volontariato: tra inclusione e innovazione sociale” svoltosi stamani a Roma organizzato dal Partito Democratico e dalla Fondazione Risorsa Donna. Solo liberando tutte le potenzialità di costruzione della cittadinanza attiva -ha proseguito Costa-, della responsabilità verso la comunità e mettendo al centro della convivenza globale un nuovo fondamento etico si può dare una nuova speranza all’Europa”.

Il convegno ha visto una folta partecipazione di associazioni e istituzioni che si occupano dei temi sociali: erano presenti rappresentanti di associazioni di volontariato, parlamentari italiani ed europei ed amministratori locali.

I lavori sono proseguiti con le riflessioni condotte da Nicolò Lipari, già relatore della legge sul volontariato che esattamente vent’anni fa ha rappresentato un quadro di riferimento molto avanzato in Europa, e da Renzo Razzano, presidente di Spes Lazio e vice presidente del Centro Europeo per il Volontariato, che ha richiamato le proposte e le attese dei volontari europei alla UE.

Grande apprezzamento del pubblico per l’intervento dell’onorevole Lipari.

In questi 20 anni -ha detto Lipari- abbiamo assistito alla progressiva trasformazione del gratuito in doveroso, quello spazio di gratuità viene considerato come una sorta di doverosità necessaria. In questo c’è forse anche una misura di responsabilità del volontariato istituzionale su cui dobbiamo riflettere”.

Oggi -ha detto ancora Lipari sviluppando una riflessione sulla situazione politica- il sistema politico tende a creare dipendenze e sudditanze e opera in un modello antitetico rispetto alla gratuità e tutto ciò incide sull’idea stessa di democrazia che non può essere periodica registrazione di una differenza. E’ essenzialmente solidarietà e di conseguenza gratuità. Diffidate dai politici che non ci rimettono qualcosa nell’esercizio dell’attività pubblica. Devono anche loro in una certa misura essere volontari. Se la remunerazione è perdita della comuntà, solo attraverso la gratuità si può scoprire tramite l riconoscimento dell’altro l’autentica dimensione dell’esser parte“.

Il volontariato in Europa – ha dichiarato Renzo Razzano, vicepresidente del Cev  - è un fenomeno così ampio e sfaccettato che è difficile darne una definizione univoca. Senza questa definizione, tuttavia, non è possibile costruire politiche comuni di sostegno ed è dunque urgente dotarsi di strumenti di conoscenza e rilevazione, stabili e condivisi. Accanto a ciò, è necessario migliorare le infrastrutture del volontariato, con particolare attenzione ai paesi di recente affaccio all’Unione. Ma soprattutto, va rafforzata la consapevolezza che per l’Europa il volontariato non è solo uno strumento di supporto in situazioni di emergenza, ma un protagonista insostituibile per la costruzione della cittadinanza attiva”.

    Scrivi un commento

    *