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A Lucca i Custodi della città si prendono cura della sua bellezza

LUCCA. Si prendono cura della città, della sua bellezza, della capacità di accogliere, proponendo percorsi e progetti ai cittadini e alle istituzioni. L’esperienza dell’Associazione Custodi della Città per gli Stati Generali sulla Cultura è stata raccontata oggi al Centro Nazionale per il Volontariato per il nuovo incontro della serie “di Lunedì – il secondo del mese” voluti dal presidente del Cnv Pier Giorgio Licheri.

E’ stato il presidente dell’associazione Francesco Petrini a raccontare i Custodi della Città, avventura nata inizialmente come gruppo facebook che conta oggi su più di mille iscritti. “Così ci chiamiamo, l’idea della custodia e della cura della città ci piaceva. Il custode è uno che si prende cura di qualcosa, come chi agisce nel sociale si prende cura di qualcuno. Abbiamo l’ambizione di curarci della città, delle persone che vi vivono e che esprimono determinati bisogni”.

Tante le iniziative che l’associazione ha avviato e portato avanti. “Con queste -ha raccontato Petrini- vogliamo far conoscere la bellezza della nostra città, l’ultima in ordine di tempo la abbiamo dedicata all’archeologia industriale”.

Ed è un amore grande per la città, la sua cultura, la sua storia, quella dei Custodi della Città. “La città ha un corpo, è viva e non solo perché ci vivono le persone, ma perché è viva delle cose del passato -ha raccontato Petrini. La città vive e come custodi ci siamo occupati di questa città, prima come gruppo Facebook e poi come associazione-. Siamo andati dal sindaco di Lucca come gruppo di cittadini chiedendogli che desse vita alla consulta della cultura. A Lucca ci sono tantissime associazioni culturali, ma che lavorano poco in rete. Il Comune ha creato la Consulta della Cultura con il suo regolamento con sei rappresentanti eletti da tutte le realtà associative”.

Una delle richieste dell’associazione Custodi della Città è quella di creare un sistema museale, ma anche di far rivivere le fabbriche dismesse e tutti i reperti di archeologia industriale. “Abbiamo lanciato questi percorsi -ha detto ancora Petrini-, cercando anche di fare le cose da soli, ma le forze sono limitate. A ottobre scadrà l’atto notarile con valenza triennale di costituzione dell’associazione e riuniremo l’assemblea dei soci: dirò loro che come presidente sono stanco, che persone più giovani possono prendere in mano l’associazione e mi auguro che così accada. Anche perché custodi della città non siamo solo noi, ma dovremmo essere tutti”.

@VolontariatOggi

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