Acli: “Ingiusto colpire le cooperative”. Poi la contestazione a Sacconi

Maurizio Sacconi

CASTEL GANDOLFO. L’incontro nazionale delle Acli entra nel vivo con la seconda giornata a Castel Gandolfo. Il presidente Olivero ha rilanciato le critiche del segretario di Stato Vaticano Bertone, mentre nel pomeriggio il Ministro Maurizio Sacconi si scatena e viene contestato. «Non condividiamo la parte della manovra che prevedela riduzione dei vantaggi fiscali per le cooperative». Lo ha detto il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, intervenendo nella seconda giornata di studi di Castel Gandolfo, rilanciando leparole del cardinale segretario di stato vaticano, Tarcisio Bertone, che in apertura ha difeso ilvalore sociale del mondo cooperativistico e ha espresso riserve critiche rispetto al provvedimento del Governo.

Vengono colpiti ingiustamente – ha detto il presidente delle Acli – proprio quei soggetti che tanto hanno fatto non solo per l’occupazione, ma anche e soprattutto per generare socialità e coesione. Colpire l’evasione fiscale diventa un obiettivo tanto più significativo se insieme si fa comprendere che i benefici andranno a vantaggio appunto di chi ha fatto la propria parte, di quella fetta disocietà che ha tenuto insieme competizione e cooperazione, economia e responsabilità sociale”.

Poi è intervenuto il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi. “Abbiamo ipotizzato -ha detto Sacconi- un programma per riconoscere nelle Province, ogni tre mesi, quali sono i mestieri più richiesti dal mercato del lavoro, e monitorare le competenze disponibili: programmi che ci consentono di riconoscere le fragilità sui territori riguardo alla richiesta dei lavoratori e le esigenze dei datori dei lavoro. E liberalizzare i Centri d’impiego: significa una responsabilizzazione delle agenzie educative, scuole superiori e università, così come potenziare l’apprendistato”.

Il ministro ha ricordato “l’anomalia italiana dei più bassi tassi di occupazione dal dopoguerra. Il lavoro sommerso non riguarda solo il Sud, l’agricoltura… Come mai questa paura rispetto ai contratti?”.

Non vediamo soluzioni che poniamo da tempo, soprattutto riguardo alle fasce più fragili del mondo del lavoro, dove le ricette tardano ad arrivare”, ha risposto Olivero, che ha aggiunto: “Porteremo avanti le nostre proposte confrontandoci, sempre nell’ottica del raggiungimento del bene comune; sui principi siamo d’accordo, sulle modalità per realizzarli possiamo essere in disaccordo, come del resto le parti sociali. L’elemento drammatico – ha aggiunto, rivolgendosi direttamente al ministro – è che il nostro paese per troppo tempo ha dimenticato e trascurato la centralità del lavoro a livello politico, sociale e anche ecclesiale. È una sfida globale; potremmo avere dei conflitti nel trovare le soluzioni, ma ben vengano se servono a trovare soluzioni migliori”.

Lo stesso Sacconi, ad un certo punto del suo intervento si è scaldato e  se l’è presa “bastardi anni Settanta”, con i “cattivi genitori” e i “cattivi maestri” di quegli anni. Di fronte alle parole di Sacconi, gli aclisti seduti in platea hanno cominciato a fare rumore. Un quadro emblematico con gente che sorrideva, o si metteva le mani sulla faccia. Qualcuno ha urlato “Fascista!” e Sacconi ha risposto: “Sono un anticomunista, questo sì. Vorrei sapere chi è il cretino che mi dà del fascista, vorrei guardarlo in faccia”.

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Commenti

  1. VOLONTARIO ha detto:

    SARAI ANTICOMUNISTA MA QUELLI RIMASTI SONO PUTIN,Nazarbaev,Isayas Afework, LukashenkoECC. SOLO AMICI VOSTRI.