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Cambiare l’Italia: il manifesto dell’Alleanza delle Cooperative Italiane

ROMA. “Il benessere delle persone è, per noi, il fine del fare impresa. Aiutare chi è in difficoltà, sostenere le famiglie nel lavoro di cura, facilitare l’accesso ai servizi di welfare e all’integrazione, sono essenza della nostra mission. Per noi, il welfare non è un fine, ma uno strumento per favorire la serenità delle persone e rinforzare le comunità e liberare la società dalle grandi paure, contrastando emarginazione e povertà”.

Questo è il passaggio relativo al Welfare nel Manifesto “Cambiare l’Italia cooperando” presentato dall’Alleanza delle cooperative italiane a Roma, durante l’assemblea. Nello specifico ci sono 4 punti che entrano nel merito delle proposte dell’Alleanza.

Contrasto alla povertà. Un paese più equo, meno diseguale, attento ai diritti delle persone più deboli non può prescindere da strumenti operativi di contrasto alla povertà. Per questo, il REI, di recente adozione nel nostro Paese, deve essere reso pienamente operativo in maniera uniforme nel territorio nazionale. La cooperazione sociale dispone di presenza territoriale e competenze per accompagnare percorsi di accompagnamento al lavoro perché la misura possa realizzare le finalità di inclusione sociale e lavorativa.

Cultura e imprese per l’accoglienza. In Italia occorre promuovere una cultura dell’accoglienza che sia fondata sulla diffusione delle reti di accoglienza, sull’integrazione e sulla valorizzazione dei percorsi integrati di accoglienza e inclusione sociale e lavorativa. La gestione della rete di accoglienza attraverso gli SPRAR rappresenta un esempio virtuoso (oltre 30 mila posti) così come è virtuoso valorizzare con maggiore forza il protocollo per la buona accoglienza siglato con Ministero dell’Interno ed ANCI al fine di promuovere servizi standard, l’accoglienza diffusa in piccoli numeri, inserimento lavorativo mirato, programmazione delle azioni a livello territoriale.

Un welfare per le famiglie. Riteniamo che si possa provare a costruire un piano nazionale, anche sperimentale, con opportune manutenzioni normative e deduzioni mirate alle famiglie, affinché con la centralità del privato sociale, anche cooperativo, si possano meglio coordinare e strutturare i servizi alle famiglie, sia garantendole nella relazione con gli assistenti familiari che nella continuità del servizio e dell’integrazione con prestazioni professionali specialistiche.

Sviluppo dell’integrazione sociale, sanitaria ed economica per la promozione della salute. Riteniamo strategico la promozione ed il consolidamento di reti integrate nelle filiere territoriali dei servizi sociali e sanitari, anche prevedendo l’impiego delle nuove tecnologie, sia a supporto dei servizi che della gestione, condivisione, partecipazione attraverso piattaforme dedicate. Al fine di promuovere l’effettiva operatività di tali progetti riteniamo prioritari: a) l’aggiornamento dell’impianto normativo per la gestione dei servizi, principalmente nella sanità di territorio, al fine di realizzare l’aggregazione pluriprofessionale degli operatori e efficaci relazioni pubblico – privato; b) un piano strategico (integrato con le Regioni) per la definizione di linee guida nazionali, che crei le condizioni operative per l’integrazione dei differenti soggetti che operano in questo ambito; c) risorse umane, materiali ed economiche che potrebbero così essere meglio finalizzate alla sostenibilità delle cure rivolte soprattutto alla cronicità e alla non autosufficienza, agevolando inoltre una maggiore uniformità territoriale ed equità sociale nell’accesso a tali servizi.

Su questi punti interviene la presidente nazionale di Legacoopsociali Eleonora Vanni: “assumere nel documento la centralità del welfare come investimento per la promozione dell’equità e delle pari opportunità di esercizio del diritto alla salute dei cittadini è il segno di una organizzazione che mette al centro del suo agire sociale e imprenditoriale le persone e i diritti”.

E aggiunge: “le piste di lavoro individuate nel settore pongono obiettivi di innovazione sostenibile attraverso percorsi di integrazione funzionale, di promozione della partecipazione dei cittadini utenti e dei lavoratori per uno sviluppo locale inclusivo”.

@VolontariatOggi

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