Carcere: l’alternativa c’è. A Rimini una marcia della Comunità Papa Giovanni

Papa Giovanni XXIII

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RIMINI. Il tema del carcere è sempre più al centro del dibattito. In questo contesto La Comunità Papa Giovanni XXIII rinnova la disponibilità a “lavorare tutti insieme” – associazioni, istituzioni, persone di “buona volontà” – nella ricerca e attuazione di risposte definitive. E’ anche con questo obiettivo che il prossimo 11 maggio si terrà a Rimini il quinto pellegrinaggio “Fuori le sbarre, la certezza del recupero”, che prende il nome proprio dal gruppo di lavoro sulle misure alternative alla pena coordinato dal Cnv, Seac e Conferenza nazionale volontariato e giustizia di cui la Papa Giovanni fa parte.

GRAZIE AL PAPA – Tra l’altro la Comunità Papa Giovanni XXIII desidera ringraziare Papa Francesco per aver di nuovo portato il dramma del carcere in Italia all’attenzione dell’opinione pubblica. “La telefonata a Marco Pannella è un gesto illuminato dallo Spirito che abbraccia i tanti che compiono atti di giustizia anche se lontani dalla Chiesa – ha dichiarato Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità. – E lo leggiamo anche come un’esortazione all’unità, a lavorare insieme cristiani e laici, nella lotta per migliorare il sistema carcerario. Siamo convinti che, a fianco di “amnistia” ci sia un’altra parola chiave: “perdono”. Un perdono responsabile a cui si arriva attraverso percorsi di riconciliazione personale e sociale. Solo attraverso programmi di recupero che educano al cambiamento è possibile ottenere una vera sicurezza che l’attuale sistema vendicativo non garantisce per nulla”.

ABBATTERE LA RECIDIVA – Un’affermazione questa confermata dai dati. Primo tra tutti quello sulla recidiva: la percentuale chi sconta la pena in carcere e torna a delinquere una volta fuori è del 75% mentre per chi beneficia di pene alternative si abbassa al 22%. Anche il presidente Napolitano esorta le Camere a fare il punto sulle misure adottate e da adottare, ricordando la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che nel gennaio 2013 ha condannato l’Italia per la situazione delle carceri, dandole tempo fino al 27 maggio per individuare le soluzioni.

UNA STORIA LUNGA 40 ANNI – La Comunità opera nel mondo carcerario da più di 40 anni. Da 10 porta avanti il Progetto Cec (comunità educante con i carcerati), un modello di recupero basato su accoglienza in strutture comunitarie, su formazione e ricerca valoriale, con l’obiettivo del cambiamento personale. Oggi 300 tra detenuti ed ex detenuti beneficiano del progetto, e la recidiva per chi ha concluso è abbattuta al 10%.

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Commenti

  1. […] carceraria italiana e sulla recidiva fotografano una situazione disastrosa. La storia di Kosmin, accolto dalla comunità Papa Giovanni XXIII, serve per indagare il carcere e la possibilità di percorsi alternativi alla pena. Per ricordare […]