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	<title>VolontariatOggi.info&#187; Diritti</title>
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	<description>Il webmagazine del volontariato edito dal Cnv</description>
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		<title>Le Ong contro il Governo. Scontro sull&#8217;8 per mille</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[8 per mille]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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		<category><![CDATA[Ong]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà internazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA. E’ partito dal web l’appello degli operatori della cooperazione e della solidarietà internazionale al seguito &#8220;dello scippo dei 145 milioni del fondo 8 per mille a gestione statale che il Governo Monti -dicono- ha deciso di dirottare a usi diversi da quelli previsti per legge&#8221;. Il sito bandiong.it ha lanciato la mobilitazione a partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6352" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><a href="http://www.flickr.com/photos/friendsofeurope/6244406141"><img class="size-medium wp-image-6352" title="mariomonti" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/mariomonti-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">ph. FriendsofEurope (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> E’ partito dal web l’appello degli operatori della cooperazione e della solidarietà internazionale al seguito <em>&#8220;dello scippo dei 145 milioni del fondo 8 per mille a gestione statale che il Governo Monti</em> -dicono- <em>ha deciso di dirottare a usi diversi da quelli previsti per legge&#8221;</em>. Il sito <a>bandiong.it</a> ha lanciato la mobilitazione a partire da Twitter ed ha raccolto le adesioni di 80 Ong italiane oltre che di decine operatori del settore. ActionAid, Cipsi, Link2007, Cini e altre reti regionali hanno rilanciato l’appello. <span id="more-6351"></span></p>
<p>Le Ong criticano la scelta dell’esecutivo di aver dirottato i fondi dell’ 8 per mille a copertura dei costi dell’emergenza carceraria, della protezione civile e dei &#8220;Buoni Vacanza&#8221; cancellando di fatto i fini previsti dalla legge 222/85 (fame nel mondo, beni culturali, assistenza rifugiati, calamità naturali) per i quali le Ong avevano presentato centinaia di proposte progettuali già a marzo 2011.</p>
<p>Il prossimo 15 marzo scadrà il termine per la presentazione di nuovi progetti, quelli per concorrere alla ripartizione dei fondi a gestione statale del 2012. Gli operatori chiedono <em>&#8220;assicurazioni preventive da parte del Governo sul rispetto dei termini di legge e della volontà dei contribuenti che hanno destinato a questi fini una parte delle loro tasse non firmando a favore delle chiese&#8221;</em>.</p>
<p>Le Ong esortano inoltre il Senato a procedere all’analisi di un disegno di legge che prevede norme più stringenti per il rispetto della destinazione dei fondi 8 per mille a diretta gestione statale.</p>
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		<title>Cittadinanza, tutti contro Beppe Grillo. &#8220;E&#8217; battaglia di civiltà. Negarla non ha senso&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Graziano Delrio]]></category>
		<category><![CDATA[L'Italia sono anch'io]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. Le associazioni e le organizzazioni promotrici della campagna L’Italia sono anch’io per la riforma della legge sulla cittadinanza replicano alle dichiarazioni di Beppe Grillo che aveva definito “senza senso” la raccolta di firme sullo ius soli, con “il solo obiettivo di distrarre gli italiani dai problemi reali”. &#8220;Il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6299" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/beppegrillo.jpg"><img class="size-medium wp-image-6299" title="beppegrillo" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/beppegrillo-300x268.jpg" alt="" width="300" height="268" /></a><p class="wp-caption-text">Beppe Grillo</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Le associazioni e le organizzazioni promotrici della campagna <a href="http://www.litaliasonoanchio.it" target="_blank">L’Italia sono anch’io</a> per la riforma della legge sulla cittadinanza replicano alle dichiarazioni di <strong>Beppe Grillo</strong> che aveva definito <em>“senza senso”</em> la raccolta di firme sullo <em>ius soli</em>, con <em>“il solo obiettivo di distrarre gli italiani dai problemi reali”</em>. <span id="more-6298"></span></p>
<p><em>&#8220;Il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini che nascono nel nostro Paese da genitori stranieri</em> -dicono- <em>ha il senso di una battaglia di giustizia e di civiltà. 78mila bambini nati in Italia da genitori stranieri, nel solo 2010, sono 78mila buone ragioni per non &#8216;distrarsi&#8217;, per prestare attenzione ad una realtà che rappresenta non solo il futuro ma già il presente del nostro Paese. Ciò che ci appare &#8216;senza senso&#8217;</em> -scrivono ancora le organizzazioni- <em>è negare la legittimità e l’opportunità di una battaglia di civiltà come quella per il riconoscimento di un diritto fondamentale che riguarda centinaia di migliaia di persone con la motivazione che i problemi degli italiani sarebbero &#8216;altri&#8217;, come se i milioni di immigrati che da anni vivono in Italia e i loro bimbi che frequentano le nostre scuole non condividessero già gli stessi problemi, le stesse gioie, e lo stesso destino. Per fortuna</em> -aggiungono i promotori- <em>il consenso incontrato dalla Campagna l’Italia sono anch’io dimostra che esiste nel Paese una coscienza civile diffusa, che non considera affatto irrilevanti il tema dei diritti, della tutela delle minoranze, dell’uguaglianza e della giustizia sociale. Principi peraltro sanciti dalla nostra Costituzione&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Da parte nostra</em> -si legge nel comunicato- <em>con l’umiltà di chi non si arroga il compito storico di risolvere tutti i problemi del mondo, ma con la consapevolezza di concorrere a una battaglia di grande valore democratico, continueremo a raccogliere con rinnovato impegno le firme necessarie per depositare in Parlamento le due proposte di legge di iniziativa popolare per la riforma della cittadinanza e l’allargamento del  diritto di voto alle amministrative alle persone di origine straniere. Tutti i cittadini e le cittadine sono invitati quindi a  rivolgersi ai comitati della propria città per firmare le proposte di legge in questi ultimi giorni di raccolta&#8221;.</em></p>
<p>La campagna <em><strong>L’Italia sono anch’io</strong></em> è promossa da Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza,  Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 &#8211; Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco. Sostiene l’iniziativa l’editore Carlo  Feltrinelli. Portavoce del Comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci <strong>Graziano Delrio</strong>.</p>
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		<title>La boutade di Grillo in soccorso delle proposte di legge sulla cittadinanza</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Sarubbi]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[L'Italia sono anch'io]]></category>
		<category><![CDATA[Seconde generazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. L&#8217;ultima uscita di Beppe Grillo sulla cittadinanza ai figli degli immigrati residenti in Italia ha raggiunto uno degli obiettivi della campagna che la propugna: parlarne il più possibile. Considerando il numero sempre più massiccio di nemici che l&#8217;ex comico si è fatto negli ultimi anni, sicuramente la sua uscita ha aggregato molto consenso intorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6294" class="wp-caption alignleft" style="width: 296px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/2012/01/25/la-boutade-di-grillo-in-soccorso-delle-proposte-di-legge-sulla-cittadinanza/grillo/" rel="attachment wp-att-6294"><img class="size-full wp-image-6294" title="grillo" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/grillo.jpg" alt="" width="286" height="176" /></a><p class="wp-caption-text">Beppe Grillo</p></div>
<p><strong>ROMA</strong>. L&#8217;ultima uscita di <strong>Beppe Grillo</strong> sulla cittadinanza ai figli degli immigrati residenti in Italia ha raggiunto uno degli obiettivi della campagna che la propugna: parlarne il più possibile. Considerando il numero sempre più massiccio di nemici che l&#8217;ex comico si è fatto negli ultimi anni, sicuramente la sua uscita ha aggregato molto consenso intorno alla campagna stessa. Lo ha fatto forse inconsapevolmente, senza tenere conto che dietro alla campagna ci sono forze associative e politiche impegnate da anni nella promozione dei diritti di cittadinanza. Molta parte di quell&#8217;Italia &#8220;sana&#8221; che fino a pochi anni fa lui stesso favoriva e sosteneva. &#8220;<a href="http://www.litaliasonoanchio.it/">L&#8217;Italia sono anch&#8217;io</a>&#8221; è il nome della campagna che si sta radicando sempre di più e trovando sostegni importanti fra cui l&#8217;appello giunto qualche settimana fa dal Capo dello Stato <strong>Giorgio Napolitano</strong>. <span id="more-6293"></span>L&#8217;ex comico genovese ha scritto queste parole: &#8220;<em>La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall&#8217;altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della &#8220;liberalizzazione&#8221; delle nascite&#8221;</em>.</p>
<p>Che lo abbia fatto per ignoranza del tema, perchè è propriamente convinto che sia un errore, o per difendere i &#8220;grillini&#8221; bolognesi che non hanno votato la proposta in consiglio comunale non fa differenza: ancora una volta Grillo sta facendo parlare di sé sul tema dell&#8217;immigrazione che lo ha sempre contraddistinto per posizioni quanto meno ambigue. Un autogol comunque troppo esaltato, ma che sicuramente sta giovando alla campagna. La quale sta prendendo piede anche in sede politica.</p>
<p>“<em>Con la relazione del ministro Riccardi in commissione affari Costituzionali si può aprire in Italia una pagina nuova: dall’immigrazione vista esclusivamente come emergenza e pericolo, si passa finalmente a lavorare per l’integrazione. Di questo processo, la cittadinanza ai minori figli di genitori stranieri rappresenta l’architrave: questi ragazzi sono i veri mediatori culturali dell’Italia di oggi</em>”, ha detto Andrea Sarubbi (Pd), primo firmatario del testo di riforma bipartisan sulla cittadinanza.</p>
<p>Il quale non manca l&#8217;occasione di attaccare Grillo.</p>
<p>“<em>Sullo ius soli si possono avere opinioni diverse, ma le argomentazioni con cui Beppe Grillo liquida sul suo blog il problema della cittadinanza ai figli degli immigrati non sono degne di una risposta a 5 stelle</em>”, ha detto Sarubbi.</p>
<p>“<em>Grillo è abituato a ragionare per paradossi, e può darsi che agli italiani ipnotizzati dall’antipolitica i paradossi siano sufficienti. Ma il paradosso vero</em>  -ha proseguito Sarubbi- <em>è che un milione di italiani di fatto non lo siano per la legge: bambini e ragazzi nati e cresciuti qui, con una storia diversa da quella dei propri genitori e con un compito fondamentale di mediazione culturale anche rispetto alla propria famiglia di origine. Può darsi che Grillo, dall’alto della sua tastiera, non ne abbia mai incrociato uno. Può darsi, insomma, che ignori l’argomento. Per questo lo invito ad un confronto aperto sulla riforma della cittadinanza. Luogo e data li scelga lui. Io mi accontento di portare con me una proposta di legge, qualche idea e soprattutto le storie dei tanti ragazzi incontrati in questi anni</em>”.</p>
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		<title>Costa Concordia: Sant&#8217;Egidio in aiuto dei lavoratori stranieri</title>
		<link>http://www.volontariatoggi.info/2012/01/24/costa-concordia-santegidio-in-aiuto-dei-lavoratori-stranieri/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Città eco solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Concordia]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Egidio]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. Centottanta cittadini filippini e 170 indonesiani, rimasti senza nulla, lontani dal loro paese e dalle loro famiglie. Sono i 350 lavoratori stranieri che il 13 gennaio scorso si trovavano a bordo della nave Costa Concordia, naufragata al largo dell’Isola del Giglio. &#8220;Si è parlato di loro come degli &#8216;angeli&#8217; che hanno aiutato e portato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6272" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia.jpg"><img class="size-medium wp-image-6272" title="costa-concordia" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">ph. darkroom productions (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Centottanta cittadini filippini e 170 indonesiani, rimasti senza nulla, lontani dal loro paese e dalle loro famiglie. Sono i 350 lavoratori stranieri che il 13 gennaio scorso si trovavano a bordo della nave Costa Concordia, naufragata al largo dell’Isola del Giglio. <em>&#8220;Si è parlato di loro come degli &#8216;angeli&#8217; che hanno aiutato e portato in salvo centinaia di persone&#8221;</em> dice la Sant&#8217;Egidio. <em>&#8220;Lavoratori provenienti da pesi lontani, erano sbarcati completamente bagnati, infreddoliti e quasi tutti a piedi nudi. Nessuno di loro aveva abiti di ricambio, ne’ una famiglia o una casa a cui chiederli&#8221;</em>. <span id="more-6271"></span></p>
<p>Si sono rivolti alla Comunità di Sant’Egidio che, dal Centro di raccolta e smistamento di Roma, la &#8220;Città eco solidale&#8221;, ha inviato in poche ore ai naufraghi giacconi, scarpe, generi di prima necessità e indumenti pesanti con cui potersi coprire.</p>
<p>L’Ambasciata filippina presso la Santa Sede ha voluto ringraziare particolarmente la Comunità di Sant’Egidio per il sostegno, facendo sapere che tutti i cittadini filippini, dopo una messa di ringraziamento, sono ora in viaggio per Manila, mentre un solo connazionale è ancora nel nostro Paese perché ricoverato in ospedale.</p>
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		<title>Amnesty scrive a Monti: &#8220;Cooperazione con Tripoli basata su diritti umani&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 21:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. In vista della prossima visita in Libia del 21 gennaio, Amnesty International ha scritto al presidente del Consiglio Mario Monti, chiedendo al governo italiano di prendere in considerazione una serie di raccomandazioni relative alla situazione dei diritti umani in Libia e alla tutela dei diritti umani dei migranti e dei richiedenti asilo. Per favorire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6224" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/libia.jpg"><img class="size-medium wp-image-6224" title="libia" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2012/01/libia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">ph. Rafa http://www.micamara.es (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> In vista della prossima visita in Libia del 21 gennaio, Amnesty International ha scritto al presidente del Consiglio Mario Monti, chiedendo al governo italiano di prendere in considerazione una serie di raccomandazioni relative alla situazione dei diritti umani in Libia e alla tutela dei diritti umani dei migranti e dei richiedenti asilo. Per favorire le profonde riforme indispensabili per dare vita a un sistema di garanzie che rappresenti una rottura con l’eredità della totale impunità per le violazioni dei diritti umani lasciata dal precedente governo libico, Amnesty International sollecita il governo italiano ad assicurarsi che il rispetto dei diritti umani e la responsabilità per le violazioni dei diritti umani permeino tutte le discussioni con le autorita’ libiche, nonché a offrire assistenza nello sviluppo e nell’attuazione di un programma globale di riforme nel campo dei diritti umani nel paese. <span id="more-6223"></span></p>
<p>A questo proposito, il governo italiano dovrebbe incoraggiare le autorità libiche, tra l’altro, a: adottare le misure necessarie per abolire la pena di morte; riformare i settori della sicurezza e delle forze di polizia, cosi’ come il sistema giudiziario penale; porre fine agli arresti arbitrari e garantire che i detenuti abbiano accesso a un avvocato; sradicare la tortura e gli altri trattamenti, disumani e degradanti; porre fine a qualsiasi tipo di discriminazione e adottare misure concrete per proteggere da violenza, minacce, intimidazioni e abusi coloro che sono sospettati di essere migranti irregolari; ratificare la Convenzione del 1951 relativa allo status dei rifugiati e il suo Protocollo del 1967 e cooperare pienamente con l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.</p>
<p>Riguardo alla cooperazione in materia d’immigrazione tra Italia e Libia, Amnesty International chiede al governo italiano di: desistere dal condurre qualsiasi operazione di ‘respingimento’ (rinvio forzato) in mare verso la Libia o di cooperazione con la Libia nell’intercettare migranti e respingerli;<br />
* mettere da parte il Memorandum d’intesa sul ‘controllo delle migrazioni’, firmato con il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) il 17 giugno 2011, fino a una revisione approfondita dell’incidenza sui diritti umani degli accordi firmati dai due paesi in questo settore, e finché non siano state introdotte le necessarie modifiche, al fine di garantire che il ‘controllo dell’immigrazione’ non abbia mai luogo a spese dei diritti umani; assicurarsi che ogni forma di cooperazione con le autorita’ libiche, futura e in corso, in materia di immigrazione sia assolutamente trasparente e subordinata all’impegno e alla capacita’ delle due parti di rispettare appieno i diritti umani di richiedenti asilo, rifugiati e migranti, e che sia coerente con il diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale dei rifugiati.</p>
<p>La lettera di Amnesty International ricorda come i precedenti accordi in materia di ‘controllo dell’immigrazione’ abbiano comportato gravi violazioni dei diritti umani, tra cui le operazioni di ‘respingimento’ (rinvio forzato) in mare verso la Libia, risultanti in arresti arbitrari, tortura e detenzione a tempo indeterminato in condizioni disumane. Vengono citati, tra gli altri, il Protocollo tra la Repubblica italiana e la Gran Giamahiria araba libica popolare socialista, firmato dal ministro dell’Interno italiano e dal suo omologo libico il 29 dicembre 2007 (modificato nel 2009), il Protocollo aggiuntivo tecnico-operativo, firmato dal Capo italiano di polizia e dal suo omologo libico (lo stesso giorno) e le disposizioni pertinenti del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione firmato nell’agosto 2008 dall’ex primo ministro Berlusconi e dall’allora leader libico Muammar al-Gheddafi.</p>
<p>Ha destato motivi di preoccupazione anche il Memorandum d’intesa firmato il 17 giugno 2011 tra le autorita’ italiane e il Cnt, con cui le due parti hanno confermato il loro impegno a una gestione comune dei flussi migratori attraverso l’applicazione degli accordi già esistenti di cooperazione sull’immigrazione irregolare’, nonché all’aiuto reciproco e alla cooperazione nella ‘lotta contro l&#8217;immigrazione irregolare’, anche attraverso il ‘rimpatrio di immigrati irregolari’.</p>
<p>Amnesty International ha già avuto modo di esprimere la sua seria preoccupazione in merito a questo sviluppo. Durante il conflitto della Libia, gli africani subsahariani sono stati particolarmente soggetti ad arresti arbitrari da parte delle forze che si opponevano al colonnello Gheddafi, basati sul colore della loro pelle e sulla convinzione che le forze di Gheddafi utilizzassero mercenari centroafricani. Un rapporto del Segretario generale dell’Onu al Consiglio di sicurezza, presentato il 28 novembre 2011, ha evidenziato che circa 7000 persone erano detenute nelle carceri e nei centri di detenzione improvvisati, molti dei quali sotto il controllo di brigate rivoluzionarie.</p>
<p>Dal momento della nomina del nuovo governo libico, nel mese di novembre, Amnesty International ha continuato a ricevere segnalazioni da parte di africani subsahariani che denunciano di essere perseguitati, minacciati e maltrattati. I rappresentanti di Amnesty International che hanno visitato il centro di detenzione di Ain Zara, sono venuti anche a conoscenza di circa 400 africani subsahariani, arrestati nel dicembre 2011 durante la loro fuga in barca verso l’Europa. Molti di loro hanno riferito di continuare a essere detenuti senza alcuna accusa formale in un centro di detenzione a Tripoli.</p>
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		<title>In uno studio del Naga come vivono i rom a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 12:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Naga]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO. Uno studio a cura dei volontari di Medicina di Strada del Naga, pubblicato sulla rivista Epidemiologia &#38; Prevenzione, analizza i dati sociodemografici e sanitari raccolti a Milano negli interventi effettuati sul territorio dal gennaio 2009 al dicembre 2010. Nei due anni di riferimento i volontari del Naga hanno visitato 1.142 persone -circa la metà delle persone rom presenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2895" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/2011/04/27/santegidio-no-allo-sgombro-dei-rom/rom-2/" rel="attachment wp-att-2895"><img class="size-medium wp-image-2895" title="rom" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2011/04/rom1-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">ph. Francesco Paraggio (cc flickr)</p></div>
<p><strong>MILANO</strong>. Uno studio a cura dei volontari di <strong>Medicina di Strada del Naga</strong>, pubblicato sulla rivista <em>Epidemiologia &amp; Prevenzione</em>, analizza i dati sociodemografici e sanitari raccolti a Milano negli interventi effettuati sul territorio dal gennaio 2009 al dicembre 2010. Nei due anni di riferimento i volontari del <strong>Naga</strong> hanno visitato 1.142 persone -circa la metà delle persone rom presenti a Milano secondo le stime ufficiali- quasi tutte provenienti dalla Romania e abitanti in 14 aree dismesse e campi non autorizzati (a eccezione di un’unica area comunale).<span id="more-6203"></span>“<em>Le condizioni abitative, il minor tasso di scolarità e di occupazione rispetto alla popolazione italiana e le difficoltà di accesso ai servizi sanitari sono potenziali fattori di rischio per la salute delle persone rom che abitano nei campi irregolari di Milano</em>” spiegano i volontari di Medicina di Strada, autori della ricerca “<em>le risorse di cui disponiamo sull’unità mobile e gli sgomberi incessanti a cui sono sottoposte queste persone non ci consentono di seguire nel tempo alcune malattie, come per esempio quelle cronico-degenerative</em>” chiariscono, “<em>ma abbiamo raccolto e analizzato dati su scolarità, lavoro, abitudine al fumo e altre informazioni sociodemografiche che hanno </em><em>mostrato una fotografia inedita delle condizioni di vita della popolazione rom a Milano</em>”.</p>
<p>Nonostante i limiti illustrati, i dati raccolti aggiungono infatti un tassello significativo ai pochi elementi disponibili sulla tematica della vita nei campi rom a Milano -e in Italia in generale-, confermando che le persone che abitano aree dismesse e campi irregolari sono svantaggiate per reddito, condizioni abitative e istruzione, subendo una forte discriminazione. Chiudono i volontari: “<em>Di fronte alle sollecitazioni a compiere azioni concrete contro queste discriminazioni, la politica di allontanamento dal territorio non può essere una risposta: è evidente che i continui sgomberi subìti hanno avuto il solo risultato di peggiorare le condizioni abitative di queste persone, aumentandone di conseguenza i risc</em><em>hi per la salute</em>.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><br />
</em></p>
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