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	<title>VolontariatOggi.info &#187; Legalità</title>
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	<description>VolontariatOggi.info / Il webmagazine del volontariato / a cura del Centro Nazionale per il Volontariato</description>
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		<title>Serial killer della memoria e della libera informazione</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 14:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Articolo 21]]></category>
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		<description><![CDATA[[di ROBERTO MORRIONE*] ROMA. Immersi nelle notizie del braccio di ferro di Gianfranco Fini contro l&#8217;asse Berlusconi-Bossi all&#8217;interno del Pdl e del governo, abbiamo sottovalutato in questi giorni l&#8217;attacco che il premier ha rivolto il 16 aprile contro le fiction e i libri sulla mafia, accanendosi nei confronti  di Roberto Saviano e di Gomorra. Sull&#8217;argomento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_814" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Gomorra.jpg"><img class="size-medium wp-image-814" style="margin: 2px 4px;" title="Gomorra" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Gomorra-300x199.jpg" alt="" width="240" height="159" /></a><p class="wp-caption-text">Gomorra</p></div>
<p>[di <strong>ROBERTO MORRIONE</strong>*] <strong>ROMA.</strong> Immersi nelle notizie del braccio di ferro di <strong>Gianfranco Fini</strong> contro l&#8217;asse <strong>Berlusconi-Bossi</strong> all&#8217;interno del Pdl e del governo, <strong>abbiamo sottovalutato</strong> in questi giorni l&#8217;attacco che il premier ha rivolto il 16 aprile contro le <strong>fiction e i libri sulla mafia</strong>, accanendosi nei confronti  di <strong>Roberto Saviano</strong> e di <em>Gomorra</em>.<span id="more-813"></span></p>
<p>Sull&#8217;argomento <strong>Silvio Berlusconi</strong> è recidivo. Già nel novembre scorso, infatti, si era scagliato inaspettatamente contro le storiche serie della Piovra e in generale le fiction televisive sul tema, che a suo dire lederebbero l&#8217;immagine del Paese all&#8217;estero, arrivando a una sorta di sfogo dell&#8217;anima <em>&#8220;&#8230;strozzerei gli autori della Piovra e chi scrive libri sulla mafia&#8221;.</em> La reazione a questa uscita era stata allora vasta, sul piano culturale e della comunicazione oltrechè su quello politico. <strong>Michele Placido</strong>, che nella Piovra era l&#8217;indimenticabile commissario Cattani, gli aveva ironicamente ricordato che le più note e seguite fiction televisive, dal Capo dei Capi alla vicenda di Provenzano, fino alle figure di Falcone e Borsellino, erano state ideate e prodotte da Mediaset&#8230;</p>
<p>L&#8217;offensiva era poi proseguita il <strong>28 gennaio</strong> al termine del Consiglio dei Ministri a Reggio Calabria, quando alle critiche alle fiction sulla mafia aveva aggiunto una <strong>valutazione sull&#8217;immigrazione clandestina</strong>, sostenendo che <em>&#8220;una riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali&#8221;.</em> Ancora una volta la reazione di sdegno era stata ampia: c&#8217;era chi aveva sottolineato come la camorra e la &#8216;ndrangheta sono così attente a ingrossare le proprie file con gli extra-comunitari da farne strage a Castelvolturno e  da espellerli con la forza a Rosarno, dopo averli sfruttati e schiavizzati nei campi&#8230;  E infine ecco la nuova sortita di pochi giorni fa, nella quale <strong>Berlusconi ha affermato che la mafia italiana, pur essendo per potenza solo &#8220;la sesta al mondo&#8221;,</strong> è la più conosciuta, proprio per i film, le fiction e i libri che ne hanno parlato, a partire da Gomorra.</p>
<p>Nella stessa conferenza, coadiuvato dai ministri <strong>Maroni</strong> e <strong>Alfano</strong>, il presidente del consiglio ha per l&#8217;ennesima volta magnificato l&#8217;azione del suo governo contro la criminalità organizzata, con 500 operazioni di polizia giudiziaria, 5000 arresti di mafiosi, enormi quantità di beni sequestrati, ecc.</p>
<p>A questo punto <strong>emergono domande allarmanti</strong>, che abbiamo il dovere di estendere ai cittadini.  Questa brutale e reiterata offensiva è solo il frutto di una insensibilità e di un&#8217;incultura insita nella formazione del personaggio, nella sua vocazione a improvvisare e a stupire fino a contraddirsi e a rasentare la schizofrenia, di un&#8217;incapacità nel valutare i passaggi critici del problema e il rapporto causa-effetto fra la realtà e la sua comunicazione ai cittadini, in una visione mercantile avulsa da ogni responsabilità pubblica come da una scala di valori etici e civili? O è anche un obiettivo freddamente meditato, parte di una strategia volta a distrarre l&#8217;opinione pubblica dalla gravità dell&#8217;espansione criminale, chiamando in causa le connivenze e le responsabilità del governo, estese ormai in gran parte del Meridione all&#8217;intero schieramento politico, attraverso quel sistema illegale che ha nella corruzione e nel voto di scambio i motori?</p>
<p>E hanno un peso in questo sconcertante approccio di Berlusconi le incognite che gravano nelle inchieste aperte sulle stragi mafiose degli anni &#8217;90 e sulla  trattativa fra lo Stato e Cosa Nostra che segnò la fine della prima Repubblica, coincidendo con l&#8217;ascesa politica di Forza Italia e, anche se non definitivamente provato, con l&#8217;avvio stesso delle fortune economiche del Cavaliere? Il ruolo di Marcello Dell&#8217;Utri nei rapporti con Cosa Nostra, il giudizio pendente in Appello dopo la sua condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, sono oggettivi e inquietanti indizi in questa direzione&#8230;</p>
<p>Una cosa è certa: le ripetute sortite contro una comunicazione antimafia che ha segnato un positivo salto di qualità nella conoscenza degli italiani di un fenomeno che mina le basi stesse  dei diritti e dello sviluppo dell&#8217;Italia, richiamano nell&#8217;immaginario, ma anche alla ragione, i comportamenti di una sorta di &#8220;serial killer&#8221;. <em><strong>Killer della memoria</strong></em>, perché  il silenzio sui crimini del passato fa parte di una sotto-cultura mafiosa che ne fa la condizione stessa della propria forza nel presente. <em><strong>Killer della realtà</strong></em>, perché chiama in causa chi denuncia un problema e non il problema in quanto tale, che passa così in secondo piano, come prendersela al solito con il dito che indica la luna. <em><strong>Killer della buona informazione</strong></em>, perché si integra ogni volta con capziose e incomplete notizie che  nascondono dati  decisivi di conoscenza.</p>
<p>E&#8217; vero che vi sono stati importanti arresti e sequestri di beni mafiosi, ma questo vuol dire soprattutto che il problema è diventato enorme: visto che gli interessi criminali stanno dilagando in tutt&#8217;Italia e nel mondo,  è chiaro che la pur eccellente azione repressiva non tocca i gangli vitali e le fortissime complicità politiche, imprenditoriali e sociali di cui godono le mafie. Per non parlare dei Pm che rendono possibili le operazioni di polizia e che al contempo vengono attaccati, vilipesi, minacciati sul piano legislativo o della mancanza di risorse a cui sono sottoposte le forze investigative, costrette a supplire con l&#8217;abnegazione e un faticoso impegno personale. <em><strong>Killer della libertà e dell&#8217;autonomia creativa</strong></em> di tanti autori, scrittori, giornalisti, registi, attori, che dedicano la loro professionalità e l&#8217;impegno civile ai fatti e ai protagonisti della realtà, stabilendo con spettatori e lettori un patto di trasparenza e di lealtà ampiamente ricambiato.</p>
<p>L&#8217;insieme di queste &#8220;uscite&#8221; berlusconiane rappresenta infine non solo un più o meno velato desiderio di una sorta di &#8220;minculpop&#8221; di impronta fascista, ma per alcuni, come Roberto Saviano o l&#8217;autore teatrale Giulio Cavalli, già costretti per la loro denuncia a una vita blindata, ulteriore isolamento e minacce da non sottovalutare.</p>
<p><strong>* Presidente di <a href="http://www.liberainformazione.org/" target="_blank">Libera Informazione</a></strong></p>
<ul>
<li><strong>IL FATTO</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: left;"><em>Nel giro di pochi giorni si sono ripetuti tentativi di intimidazione nei confronti di <a href="http://www.articolo21.org/" target="_blank">Articolo 21</a> e di Libera Informazione. Dopo l&#8217;incursione notturna di ignoti nella sede di Articolo 21, con il furto di 7 computer, gli hackers sono entrati nel sistema informatico di quel sito distruggendo un articolo di Roberto Morrione sugli attacchi che il Presidente del Consiglio ha mosso contro le fiction televisive e i libri sulla mafia, con riferimento a Gomorra e a Roberto Saviano.<br />
Il 21 aprile l&#8217;aggressione informatica ha colpito il sito di Libera Informazione &#8211; Osservatorio sull&#8217;informazione per la legalità e contro le mafie, avendo ancora di mira esclusivamente quell&#8217;editoriale. Al di là della gravità del reato, sorge spontanea la domanda su chi e perché non vuole che si esprima liberamente un&#8217;opinione critica su una posizione di Berlusconi che sta suscitando forti reazioni e sdegno nella società civile, fra i famigliari delle vittime di mafia, nel mondo dell&#8217;editoria e della comunicazione.<br />
Su questa sconcertante e violenta aggressione Libera Informazione, come già Articolo 21, ha inoltrato denuncia alla polizia, chiedendo con fermezza che sia fatta piena luce sugli autori e che sia garantita in condizioni di sicurezza la libertà di stampa. Una cosa comunque è certa: noi non ci facciamo intimidire e proseguiremo con tutte le nostre forze e a testa alta nell&#8217;impegno per la legalità, contro le mafie, di denuncia delle complicità che a ogni livello ne consentono l&#8217;espansione.</em><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Fondazione Libera Informazione<br />
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie</strong></p>
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		<title>Libera ringrazia per il ricordo delle vittime della mafia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 10:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di ILARIA RAMONI* e LORENZE FRIGERIO**] MILANO. È passata più di una settimana dalla straordinario giornata che abbiamo vissuto insieme, a Milano, lo scorso 20 marzo e ancora non si è spenta l’eco di un successo in termini di partecipazione e presenza, forse inaspettato e perciò capace di riempirci di orgoglio e di gioia. Grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_677" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Foto-di-Sandra-Gobbato.jpg"><img class="size-medium wp-image-677" style="margin: 2px 4px;" title="Foto di Sandra Gobbato" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Foto-di-Sandra-Gobbato-300x136.jpg" alt="" width="240" height="109" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Sandra Gobbato</p></div>
<p>[di <strong>ILARIA RAMONI</strong>* e <strong>LORENZE FRIGERIO</strong>**] <strong>MILANO. </strong>È passata più di una settimana dalla straordinario giornata che abbiamo vissuto insieme, a Milano, lo <a href="http://www.volontariatoggi.info/2010/03/20/mafia-oggi-si-ricordano-le-vittime-innocenti/">scorso 20 marzo</a> e ancora non si è spenta l’eco di un successo in termini di partecipazione e presenza, forse inaspettato e perciò capace di riempirci di orgoglio e di gioia.<span id="more-676"></span></p>
<p>Grazie a tutti voi, è stato possibile <strong>dimostrare che esiste un’Italia che non vuole rassegnarsi a vivere nell’illegalità</strong> e nella violenza, condizioni imprescindibili per la realizzazione degli affari mafiosi.</p>
<p>Grazie a tutti voi, abbiamo camminato con i <strong>familiari delle vittime delle mafie</strong>, testimoniando nei fatti che il miglior modo di ricordare quanti sono caduti in tutti questi decenni è impegnarsi ogni giorno a partire dall’assunzione di responsabilità di ciascuno.</p>
<p>Grazie a tutti voi, abbiamo vissuto l’entusiasmo di migliaia e migliaia di giovani, molti dei quali incontrati in questi mesi di preparazione nelle scuole, nelle Università, nelle associazioni. Sappiamo che anche grazie a loro il nostro Paese un giorno sarà migliore.</p>
<p><a href="http://www.volontariatoggi.info/2010/04/01/libera-ringrazia-per-il-ricordo-delle-vittime-della-mafia/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Grazie a tutti voi, abbiamo dimostrato che Milano e la Lombardia hanno la consapevolezza di doversi misurare con mafie, illegalità e corruzione, ma che è iniziata la battaglia civile per ripristinare democrazia e legalità anche in questi territori.</p>
<p>Grazie a tutti voi, sappiamo che è possibile <strong>costruire condizioni di vita migliore</strong>, dove ogni individuo abbia piena cittadinanza, dove sia il diritto e non il favore a garantire l’esistenza di tutti.</p>
<p>Grazie a tutti voi, per il lavoro di preparazione precedente il 20 marzo, lavoro spesso difficile e fuori dalle luci della ribalta, tanti incontri e appuntamenti che hanno favorito la partecipazione alla giornata finale e hanno segnato il territorio di Milano e della Lombardia.</p>
<p>Grazie a tutti voi, perché da soli non sarebbe stato possibile realizzare questa giornata.</p>
<p>Grazie a tutti voi, per quello che faremo insieme da qui in avanti.</p>
<p><em><strong>* Referente Libera Milano<br />
** Referente Libera Lombardia</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mafia: oggi si ricordano le vittime innocenti</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MILANO. Dopo la Sicilia, tra i terreni restituiti alla legalità attraverso il lavoro delle cooperative di Libera Terra, l&#8217;Assemblea dei Soci di &#8220;Cooperare con Libera Terra&#8221; oggi si sposta a Milano. Tutto accade in una giornata particolare, quella della &#8220;Memoria e dell&#8217;Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie&#8221; promossa da &#8220;Libera. Associazioni, nomi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_629" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Foto-Libera.jpg"><img class="size-medium wp-image-629" style="margin: 2px 5px;" title="Foto Libera" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Foto-Libera-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Foto Libera</p></div>
<p><strong>MILANO. </strong>Dopo la Sicilia, tra i terreni restituiti alla legalità attraverso il lavoro delle cooperative di Libera Terra, l&#8217;Assemblea dei Soci di<a href="http://www.cooperareconliberaterra.it/" target="_blank"><em> &#8220;Cooperare con Libera Terra&#8221;</em></a> oggi si sposta a Milano. Tutto accade in una giornata particolare, quella della<em><strong> &#8220;Memoria e dell&#8217;Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie&#8221;</strong></em> promossa da <a href="http://www.libera.it" target="_blank">&#8220;Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie&#8221;</a>.<span id="more-627"></span></p>
<p>Una manifestazione giunta alla 15° edizione che è cresciuta di anno in anno e diventata punto di riferimento nazionale per tutte quelle realtà impegnate nell&#8217;affermare valori di legalità e giustizia sociale, valori costitutivi il movimento cooperativo.</p>
<p>L&#8217;esperienza di &#8220;Cooperare con Libera Terra&#8221; rappresenta quel <strong>percorso di co-responsabilità</strong>. Un concreto esempio di cooperazione tra cooperative che sviluppa nuova impresa , un incrocio di percorsi capaci di contaminarsi reciprocamente per creare nuovo spirito cooperativo e nuova cittadinanza democratica unendo, alla pari, il Nord e il Sud del nostro Paese.</p>
<p>Il <strong>problema delle mafie non riguarda solamente il Mezzogiorno, ma attraversa tutta la penisola e oltre</strong>. Al Nord operano cellule mafiose che sono al centro del narcotraffico, sfruttano lavoro nero, riciclano denaro sporco, investono capitali nell&#8217;edilizia e nel commercio, alterando l&#8217;economia di mercato. E&#8217; la mafia dei colletti bianchi che agisce dove ci sono maggiori possibilità di business. E&#8217; quindi il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti stimati in 150 miliardi all&#8217;anno.</p>
<p><em>&#8220;Cooperare per una nuova economia&#8221;</em>, il tema centrale della nostra Assemblea, significa scegliere di organizzare la legalità contro il crimine organizzato. Significa porre al centro l&#8217;etica e la responsabilità d&#8217;impresa per uno sviluppo economico sano e reale del nostro paese. Significa far fronte comune, Nord e Sud, per liberare l&#8217;Italia dalle mafie.</p>
<p>c.s.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alleanza per la democrazia, contro la &#8216;ndrangheta</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alleanza]]></category>
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		<description><![CDATA[REGGIO EMILIA. A Reggio Emilia è stata annunciata la costituzione dell&#8217;Associazione nazionale dell&#8217;Alleanza con la Locride e la Calabria. Dal palco della manifestazione 1 marzo 2010 &#8220;Da Sud a Nord: un&#8217;Alleanza per la Democrazia&#8221;,  Vincenzo Linarello, portavoce dell&#8217;Alleanza, sottoscritta da 725 enti e più di 3000 persone in tutta Italia, lancia un patto territoriale tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_574" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Mafia.jpg"><img class="size-medium wp-image-574" style="margin: 2px 5px;" title="Mafia" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Mafia-300x246.jpg" alt="" width="270" height="221" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di k21991</p></div>
<p><strong>REGGIO EMILIA.</strong> A Reggio Emilia è stata annunciata la costituzione dell&#8217;<strong>Associazione nazionale dell&#8217;Alleanza con la Locride</strong> e la Calabria. Dal palco della manifestazione 1 marzo 2010 <em>&#8220;Da Sud a Nord: un&#8217;Alleanza per la Democrazia&#8221;</em>,  <strong>Vincenzo Linarello</strong>, portavoce dell&#8217;Alleanza, sottoscritta da 725 enti e più di 3000 persone in tutta Italia, lancia un patto territoriale tra società civile, cooperazione, sindacati, imprese profit e istituzioni al fine di porre in essere misure urgenti di prevenzione e lotta all&#8217;infiltrazione della &#8216;ndrangheta al nord, anche per non vanificare la battaglia antimafia in Calabria.<span id="more-573"></span></p>
<p>Dopo il 1 marzo 2008 a Locri ed il 1 marzo 2009 a Crotone, quest&#8217;anno l&#8217;evento si è tenuto Reggio Emilia, dando seguito all&#8217;intenzione di essere presente, un anno su tre, in una località che si fosse distinta, fuori dalla Calabria, per un impegno di lotta contro l&#8217;infiltrazione della &#8216;ndrangheta e delle massonerie deviate.</p>
<p>Sud e Nord Italia insieme, per quello che è ormai un appuntamento fisso di grande mobilitazione civile: un messaggio importante di una rete che non si ferma ai confini della Calabria, ma che vuole coinvolgere attivamente tutta la nazione, con azioni concrete, contenute nel <a href="http://www.goel.coop/elenco_appello_locride_enti" target="_blank">Manifesto dell&#8217;Alleanza</a>, nella speranza condivisa che un cambiamento è realmente possibile.</p>
<p>La scelta di Reggio Emilia non cade per caso: in questa città l&#8217;Alleanza, nata nel 2008 su iniziativa del Consorzio Sociale GOEL, Comunità Libere e Calabria Welfare, ha una forte e radicata presenza. Da questa intesa si è costituito  il Comitato Organizzativo Festa 1 marzo 2010 a Reggio Emilia, promosso da Co.Lo.Re. (Coordinamento Locride-Reggio Emilia), da cui è nato un osservatorio civico antimafie, con lo scopo di rilevare indicatori di rischio interessanti ai fini dell&#8217;infiltrazione della &#8216;ndrangheta nel territorio. Al comitato hanno aderito singoli cittadini, istituzioni e organizzazioni nazionali, regionali e locali.</p>
<p>L&#8217;evento è iniziato il 27 febbraio con una serie di appuntamenti in preparazione dell&#8217;1 marzo, giorno del  corteo pubblico, conclusosi dal palco allestito in P.zza Prampolini, con i saluti del Sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio e gli interventi degli enti rappresentanti dell&#8217;Associazione dell&#8217;Alleanza.</p>
<p>c.s.</p>
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		<title>Sicurezza e mafia: 200 giovani dicono la loro</title>
		<link>http://www.volontariatoggi.info/2010/01/05/sicurezza-e-mafia-200-giovani-dicono-la-loro/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 11:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FIRENZE. Una città più sicura è soprattutto quella dove forze dell&#8217;ordine e telecamere permettono un maggior controllo e rispetto delle leggi. Ma una città più sicura è anche quella dove gli spazi pubblici sono vissuti, una città (o un quartiere) non abbandonata a se stessa ma di cui ci si riappropria e una città più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_268" class="wp-caption alignleft" style="width: 139px"><strong><strong><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/01/Festa-della-legalità.jpg"><img class="size-medium wp-image-268" style="margin: 2px 7px;" title="Festa della legalità" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/01/Festa-della-legalità-215x300.jpg" alt="Festa della legalità" width="129" height="180" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Festa della legalità</p></div>
<p><strong>FIRENZE.</strong> Una città più sicura è soprattutto quella dove forze dell&#8217;ordine e telecamere permettono un maggior controllo e rispetto delle leggi. Ma una città più sicura è anche quella dove gli spazi pubblici sono <strong>vissuti</strong>, una città (o un quartiere) non abbandonata a se stessa ma di cui ci si riappropria e una città più illuminata, pulita e in ordine. Così come il miglior contributo alla sicurezza, piuttosto che le ronde o la giustizia fai da te &#8211; che pure un ragazzo su dieci sceglie, o l&#8217;una o l&#8217;altra -, è la <strong>denuncia</strong>, la collaborazione con le forze dell&#8217;ordine e un miglior senso critico per non farsi suggestionare da quello che dicono giornali e televisioni. <span id="more-266"></span><br />
<strong>Così su sicurezza e legalità la pensano per lo più i giovani</strong>, almeno quelli – più di duecento studenti provenienti un po&#8217; da tutta la regione; che oggi hanno partecipato a Firenze e in collegamento sul web da altre quattro città toscane (Arezzo, Abbadia San Salvatore, Massa e Capannori) al primo town meeting elettronico che ha animato la <a href="http://www.regione.toscana.it/diritti/legalita/" target="_blank">Festa della legalità</a> promossa dalla Regione.</p>
<p><strong>Seduti attorno ad un tavolo, per sei ore</strong><br />
Il <em><strong>town meeting</strong></em> è un&#8217;espressione di partecipazione diretta che ha radici lontane, usato negli Stati Uniti nel Settecento quando le cittadine del New England ancora non avevano un sindaco. Con le nuove tecnologie, il town meeting elettronico diventa una grande assemblea &#8216;virtuale&#8217; dove, seduti in non più di dieci attorno a grandi tavoli rotondi prima si discute &#8211; con l&#8217;aiuto di un facilitatore, collegati con un computer ad una regia centrale che associa e rielabora le opinioni di tutti &#8211; e poi si vota, con un telecomando, le risposte che scorrono sul grande schermo. Ed è quello che è successo oggi al Palacongressi e sulla rete, sesto t own meeting organizzato in meno di quattro anni in Toscana.</p>
<p><strong>Le istituzioni devono saper ascoltare i ragazzi</strong></p>
<p><em>“L&#8217;insicurezza è un male dei nostri tempi</em> – commenta l&#8217;assessore alle riforme istituzionali, <strong>Agostino Fragai</strong> -. <em>Spesso si tratta più di una manifestazione di disagio sociale che di un pericolo oggettivo. E che questa sia presente nella popolazione anziana è abbastanza naturale: si può contare meno sulle proprie forze e il mondo non è più, per tante ragioni, quello di un tempo”</em>. <em>“Deve stupire e preoccupare di più</em> – aggiunge &#8211; <em>quando anche fra i giovani si manifestano sintomi di scarsa fiducia nel futuro e di chiusura verso il diverso. Non è così per la maggioranza dei ragazzi. Bisogna saper ascoltare, però. E questo town meeting può essere di grande aiuto.&#8221;</em><em> “L&#8217;esperienza di oggi</em> &#8211; aggiunge il vice presidente della giunta regionale, <strong>Federico Gelli</strong> &#8211; <em>dimostra che è possibile aprire una strada nuova capace di far crescere insieme due diritti fondamentali, quello alla legalità e alla sicurezza e quello alla partecipazione: attraverso un percorso in cui ogni cittadino può diventare protagonista”.</em></p>
<p><strong>Ragazzi in cerca di protezione<br />
</strong>Dalla mattina fino alle quattro del pomeriggio gli duecento ragazzi del town meeting si sono confrontati su tre grandi temi: la sicurezza urbana, i diritti (e la violenza) sulle donne e le infiltrazioni mafiose. Ci sono risposte che ti aspetti ed altre che sparigliano invece il campo. Il <strong>45% di loro dice che i cittadini dovrebbero collaborare con le forze dell&#8217;ordine</strong> e denunciare le illegalità e che questo è il miglior contributo per far crescere la sicurezza. Senza farsi suggestionare da giornali e televisioni (29%). <strong>I giovani chiedono più protezione:</strong> il 47% pensa che una città più sicura sia quella con più polizia a giro e più telecamere per strada. Ma sono in fondo ottimisti: pochi, solo il 2%, pensa che non si possa far niente. Chiedono anche più educazione alla legalità: a scuola con programmi che partano fin dalle elementari (32%), nella società con l&#8217;esempio degli adulti (29%) ma anche aiutando le famiglie nel loro importante ruolo educativo (16%) o utilizzando gli stessi mezzi di comunicazione di massa, spesso sul banco degli imputati. Ed è in parte quello che il Comune di Pisa sta cercando di fare, come ha spiegato l&#8217;assessore alla scuola e alla cultura della legalità Maria Luisa Chiofalo, attraverso un progetto di educazione nelle scuole con la partecipazione di professionalità specifiche, come quelle degli avvocati.</p>
<p><strong>Più educazione sui diritti delle donne</strong><br />
Anche sul rispetto dei diritti delle donne molto si può fare, secondo i giovani, con l&#8217;educazione: intervenendo sui massi media che sono i responsabili della mercificazione delle donne (36%), aiutando la donna a promuovere un&#8217;immagine più forte di se stessa (28%) o incentivando la sua autodeterminazione (19%). Per far crescere il rispetto tra uomini e donne pensano che occorra educare i futuri adulti fin dall&#8217;asilo (27%), ma può aiutare anche una maggiore interazione tra i sessi (39%). L&#8217;importante, almeno per il 15% di ragazzi e ragazze, è che la donna non “lasci passare” comportamenti prevaricanti considerandoli “naturali”. CI sono però anche donne fragili. E in questo caso la miglior risposta è l&#8217;assistenza e una giustizia che funziona (38%), maggiori tutele e controlli sui luoghi di lavoro (21%) e centri di ascolto più numerosi e diffusi (15%). Inoltre serve più informazione.</p>
<p><strong>Quote rosa: per i ragazzi sono inutili</strong><br />
Quanto alle quote rosa solo per un terzo (32%) sono utili per difendere il diritto delle donne ad un pari trattamento. Per il 12% sono inutili e per quasi un quarto (24%) addirittura fonte di discriminazione. Ancora più sorprendente è la risposta alla domanda se una donna può essere libera di gestire il proprio aspetto fisico senza per questo essere considerata una provocatrice. Solo il 63% degli oltre duecento giovani del town meeting (tra cui le ragazze sono il 51%) risponde sì. Per un terzo questo diritto non esiste.</p>
<p><strong>Mafia, troppa collusione con la politica</strong><br />
L&#8217;ultimo tema è stato la mafia, con l&#8217;ex magistrato Pierluigi Vigna che ha commentato in diretta i risultati. E sulla mafia i ragazzi sembrano avere un&#8217;idea ben precisa. Il problema è il collegamento con la politica (96%): per il 91% è addirittura il problema principale. E i cittadini si rivolgono alla mafia, dicono sempre i ragazzi, “perché è più accessibile dello Stato&amp;rd quo; (59%) e non tanto per paura (11%) o soldi (10%). Un giudizio negativo, sulla classe politica italiana, che torna anche sui modi per promuovere l&#8217;educazione alla legalità: il 39% risponde “rinnovando la classe politica, perché l&#8217;attuale non dà buon esempio di legalità”.</p>
<p>c.s.</p>
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		<title>Libera: &#8220;Solidarietà al giornalista Angelo Venti&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 14:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Venti]]></category>
		<category><![CDATA[Aquila]]></category>
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		<description><![CDATA[[di LIBERA INFORMAZIONE*] ROMA. L’articolo che Angelo Venti ha scritto denunciando l’opacità, la scarsa trasparenza e il centralismo del sistema di gestione degli appalti pubblici e dei subappalti per il terremoto in Abruzzo da parte della Protezione Civile è stato duramente attaccato dalla Prefettura dell’Aquila, in un comunicato dai toni intimidatori che è stato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_201" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Guido-Bertolaso.jpg"><img class="size-medium wp-image-201" style="margin: 2px 7px;" title="Guido Bertolaso" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2009/12/Guido-Bertolaso-300x230.jpg" alt="Guido Bertolaso" width="210" height="161" /></a><p class="wp-caption-text">Guido Bertolaso (foto G. Testa)</p></div>
<p>[di <strong>LIBERA INFORMAZIONE</strong>*] <strong>ROMA.</strong> L’<a href="http://www.site.it/terremoto-subappalti-a-piccone-piatto-ricco-mi-ci-ficco/11/2009/" target="_blank">articolo</a> che <strong>Angelo Venti</strong> ha scritto denunciando l’<strong>opacità</strong>, la <strong>scarsa trasparenza</strong> e il <strong>centralismo</strong> del sistema di gestione degli appalti pubblici e dei subappalti per il <strong>terremoto in Abruzzo</strong> da parte della <strong>Protezione</strong> Civile è stato duramente attaccato dalla <strong>Prefettura dell’Aquila</strong>, in un comunicato dai toni intimidatori che è stato in modo sconcertante inviato a tutti i giornali, siti ed emittenti locali, ma non allo stesso Venti, né al suo <a href="http://www.site.it/" target="_blank">Site.it</a>. <span id="more-200"></span></p>
<p><strong>Libera Informazione</strong> esprime la massima <strong>solidarietà</strong> ad <strong>Angelo Venti</strong>, la cui professionalità e correttezza è al di fuori di ogni dubbio, insieme con l’accuratezza e la precisione con le quali sta seguendo da mesi il dramma della popolazione colpita e i problemi della ricostruzione, rappresentando un prezioso punto di riferimento informativo per decine di colleghi, per gli amministratori e per la stessa magistratura.</p>
<p><strong>In qualità di giornalista, ma anche di rappresentante del presidio di Libera a L’Aquila, Angelo Venti ha denunciato fin dai primi giorni i rischi di infiltrazioni mafiose negli appalti e nei subappalti</strong>, analizzando sulla base di precise testimonianze quanto stava avvenendo e i fenomeni di accentramento di poteri e di discrezionalità che hanno stravolto in molti casi <strong>competenze</strong>, <strong>funzioni</strong> e <strong>normative</strong>.</p>
<p>Anche l’ultimo articolo, che riassume ricorrendo a fonti certe e documentate i limiti e le <strong>anomalie</strong> che contraddistinguono l’intero sistema messo in atto dalla <strong>Protezione Civile</strong>, si basa esclusivamente su precedenti impegni assunti pubblicamente e dichiarazioni della stessa Prefettura e su un’oggettiva analisi dei ritardi e dell’assenza operativa degli istituti di controllo preposti.</p>
<p>Lo stesso Angelo Venti ha peraltro <strong><a href="http://www.site.it/prefettura-di-laquila-dalle-conferenze-stampa-irrituali-ai-comunicati-stampa-irrituali/12/2009/" target="_blank">già risposto</a> alle argomentazioni e alle critiche</strong> del <strong>comunicato della Prefettura</strong> con <strong>concreti dati</strong> e <strong>argomenti</strong> che smentiscono un attacco evidentemente pregiudiziale e disinformato. Riaffermando piena fiducia nell’impegno e nella correttezza professionale di Angelo Venti, <strong>Libera</strong> è al suo fianco nel respingere qualsiasi intimidazione o tentativo di isolarlo nel proseguimento del suo impegno civile.</p>
<p><em><strong>* <a href="http://www.liberainformazione.org" target="_blank">Osservatorio</a> sull&#8217;informazione per la legalità e contro le mafie</strong></em></p>
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