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	<title>VolontariatOggi.info &#187; Società</title>
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	<description>VolontariatOggi.info / Il webmagazine del volontariato / a cura del Centro Nazionale per il Volontariato</description>
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		<title>Incontro europeo delle persone in povertà</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 13:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Anno europeo della povertà e dell'esclusione sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[FIRENZE. Il 25 e 26 giugno convergeranno a Bruxelles tutte le delegazioni dei  27 Stati membri dell&#8217;Unione europea per partecipare ai lavori del nono incontro europeo delle persone in povertà. Si tratta di delegazioni composte da persone che hanno fatto e stanno facendo sulla propria pelle l’esperienza della povertà. La delegazione italiana ha preparato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1202" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/06/povertà.jpg"><img class="size-medium wp-image-1202" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="povertà" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/06/povertà-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Stitch (cc flickr)</p></div>
<p><strong>FIRENZE.</strong> Il 25 e 26 giugno convergeranno a Bruxelles tutte le delegazioni dei  27 Stati membri dell&#8217;Unione europea per partecipare ai lavori del <strong>nono incontro europeo delle persone in povertà</strong>. Si tratta di delegazioni composte da persone che hanno fatto e stanno facendo sulla propria pelle l’esperienza della povertà. La delegazione italiana ha preparato il rapporto <em>“Verso un Piano di lotta contro la povertà e per l&#8217;inclusione sociale”</em>, a partire da una serie di seminari di approfondimento aperti in una serie di città italiane, che a Bruxelles troverà ulteriore esplicazione in un confronto diretto tra delegazioni nazionali, istituzioni europee e europarlamentari.<span id="more-1196"></span></p>
<p>Sono molti i vestiti che indossa la povertà nel nostro paese. Alcuni sono evidenti in modo stridente, altri sono sottesi o deliberatamente nascosti dalla nuova <strong>fabbrica dell’ignoranza</strong>. Tutti meritano di essere evidenziati con chiarezza perché la povertà e l’impoverimento sono diventati, negli ultimi anni in modo particolare, un fenomeno sociale decisamente inumano e degradante. Un fenomeno che non cade dal cielo, ma che attiene invece a una strategia politica miope che non sa  tenere conto degli interessi a lungo termine della società nel suo insieme.</p>
<p>Il <strong>rapporto</strong>, composto di vari capitoli, non è esaustivo ma si concentra &#8211; sforzandosi anche di dare alcuni suggerimenti sul “che fare” &#8211; sulle <strong>priorità scaturite dagli incontri nazionali delle persone in povertà</strong>: il problema dell&#8217;<strong>esclusione finanziaria</strong> e dei <strong>servizi di base</strong>; i tanti problemi delle popolazioni <strong>Rom e Sinti</strong> presenti nel nostro paese, degli <strong>immigrati</strong> e dei <strong>carcerati</strong> ed ex carcerati. E&#8217; un work-in-progress  sul quale continueremo a lavorare e, ci auguriamo, a misurarci con le altre organizzazioni e con i decisori politici.</p>
<p>Segnaliamo solo alcuni dei molti punti che caratterizzano il rapporto. Questi indicatori, anziché favorire la lotta alla povertà, sembra indichino la conduzione di una &#8220;guerra&#8221; ai poveri.</p>
<ul>
<li><strong>Il popolo migrante e Rom</strong></li>
</ul>
<p><em><strong>Straniero = clandestino</strong></em>. Se non troveremo un altro modo di parlare dell’immigrazione diverso dai discorsi sugli sbarchi e sull’irregolarità, resteremo incapaci di gestire responsabilmente l’Italia che si va costruendo, nella quale già adesso 1 ogni 14 abitanti è un cittadino straniero regolarmente soggiornante. Gli sbarchi, che ci ostiniamo a utilizzare come un bollino nero da apporre sul fenomeno migratorio, coinvolgono un numero di persone pari nemmeno all’1% delle presenze regolari, senza contare poi che oltre la metà delle persone sbarcate sono richiedenti asilo, quindi persone meritevoli di protezione secondo le Convenzioni internazionali e la Costituzione Italiana.<br />
<em><strong>Straniero = non cittadino</strong></em>. Se gli immigrati incidono per il 7% sulla popolazione residente e per il 10% sulla creazione della ricchezza nazionale, ciò significa che la loro presenza non costituisce una perdita per il sistema Italia, così come non lo è per gli immigrati stessi e per i Paesi di origine, ai quali i migranti inviano dall’Italia 6,4 miliardi di euro come rimesse, un aiuto molto concreto al loro sviluppo a fronte delle promesse non mantenute a livello di politica internazionale.<br />
<em><strong>Straniero = criminale</strong></em>. Non esiste in Italia un&#8217;emergenza criminalità, perché non ci distinguiamo in negativo in un confronto europeo e nel contesto italiano le denunce penali da alcuni anni sono in diminuzione e il livello attuale (poco più di 2 milioni e mezzo di denunce) è pari a quello dei primi anni ’90, quando iniziava l’immigrazione di massa.<br />
<em><strong>Lotta alle discriminazioni</strong></em>. L&#8217;opinione pubblica, fomentata dai media e da alcuni casi isolati di gravi crimini perpetrati da alcuni Rom ai danni di italiani/e,  è sempre più spaventata e portata a nutrire sentimenti discriminatori, quando non apertamente razzisti nei confronti di queste comunità. Questo sentimento può mettere  in serio pericolo la convivenza civile e portare a reazioni incontrollabili da una parte e dall&#8217;altra.<br />
Quando si parla di integrazione del popolo migrante e Rom, in verità si pensa all&#8217;annullamento di culture e civiltà sedimentate nella storia. E’ per questa via che passa il razzismo e la xenofobia, la discriminazione sociale, politica, economica e culturale. Noi riteniamo che è tempo di cominciare a parlare di convivenza attraverso la quale è possibile il lento processo di integrazione. Il popolo migrante e Rom non può, anche se lo volesse fortemente, separarsi dal proprio bagaglio culturale, torcendo la propria esistenza fino a farla coincidere totalmente con la nostra formazione culturale. E’ questo il pensiero assurdo che riposa dietro al concetto di integrazione. Un artificio sciocco ancorché presuntuoso che non porta bene né a loro, né a noi!</p>
<ul>
<li><strong>Il carcere</strong></li>
</ul>
<p>Nei 43.000 posti carcere sono stipate 67.000 persone. In quali condizioni logistiche, oltre che igienico-sanitarie, non è facile da immaginare! Al punto che crescono di giorno in giorno i ricorsi da parte delle persone detenute alla Corte Europea per la prevenzione della tortura. Mai, dal dopoguerra, la Repubblica Italiana aveva raggiunto queste cifre di detenzione. E di giorno in giorno il record supera se stesso aprendosi a scenari da terzo e quarto mondo.<br />
Il tradizionale e trasversale ricettacolo della povertà ha assunto e sempre più  va assumendo dimensioni paradigmatiche, capace peraltro di fotografare come la lotta alla povertà si trasforma in guerra ai poveri. Segnala altresì come questa strategia politica, economica, sociale e culturale, fondata sull’aggressione alla debolezza tout-court, non sia governabile. Solo alcuni accenni:</p>
<ul>
<li><strong>Morti di carcere</strong></li>
</ul>
<p>Nel corso del 2009 si sono registrati 175 casi di morte di persone detenute (di cui 72 per suicidio). Ossia, un morto ogni due giorni! A fronte delle politiche securitarie sbandierate dal governo italiano in modo propagandistico e in nome delle quali i poveri finiscono in carcere, lo stesso governo non è più in grado di garantire la sola e mera sopravvivenza dei detenuti. A fine marzo di quest&#8217;anno i morti di carcere sono già a quota 50 (di cui 15 per suicidio). E la strage continua con disinvoltura&#8230;</p>
<ul>
<li><strong>Cuccioli d&#8217;uomo crescono, dietro le sbarre</strong></li>
</ul>
<p>La media numerica dei bambini da zero a tre anni che con le loro mamme sono tenuti in carcere senza alcuna tutela, si mantiene mediamente sulle sessanta unità (considerato il turn-over). Si tratta prevalentemente di persone migranti e rom. La propaganda, di nuovo, della tutela dell’infanzia e dei nuclei familiari in stato di povertà non ha riscontri, lasciando di fatto nascere e crescere i cuccioli d’uomo dietro le sbarre.</p>
<ul>
<li><strong>C.I.E. (Centri per l&#8217;Identificazione ed Espulsione)</strong></li>
</ul>
<p>Un capitolo a parte meritano i CIE per i migranti. Si tratta di centri di detenzione a tutti gli effetti deputati allo <em>“straniero povero”</em>. Una detenzione che si può protrarre fino a sei mesi senza reato, se non quello di essere fuggiti da situazioni di fame e guerre. Rispetto al carcere il CIE è più impermeabile e perciò si ha notizia dei maltrattamenti solo quando le persone recluse si ribellano violentemente determinando con ciò il passaggio dal CIE al carcere.</p>
<ul>
<li><strong>Maltrattamenti generalizzati</strong></li>
</ul>
<p>A fronte del fenomeno migratorio, il nostro ministro degli interni in carica, che presiede il comando di tutti gli organi di polizia (quella penitenziaria compresa), ebbe a suggerire pubblicamente che bisognava “essere più cattivi”. Un suggerimento che ha trovato e trova riscontro nelle modalità operative di tutti i corpi di polizia  che quotidianamente si produce in maltrattamenti e violenze che talvolta sfociano nella morte della persona incarcerata. Il caso Cucchi – Uva –Lonzi – Bianzino – ecc., non sono altro che la punta di un iceberg di violenza che imperversa in tutti i luoghi di detenzione.</p>
<p>Il rapporto illustra i molti vestiti che indossa la povertà e da cui abbiamo estrapolato due aspetti  trasversali e paradigmatici che ben possono funzionare da indicatori generali. La delegazione italiana al nono incontro europeo delle persone in povertà si farà portavoce delle richieste e delle aspettative delle persone che sperimentano o hanno sperimentato sulla loro pelle la povertà e l&#8217;esclusione sociale.</p>
<p><em>&#8220;Ci auguriamo</em> &#8211; scrivono i rappresentanti delle siglie coinvolte &#8211; <em>che le nostre istituzioni, a tutti i livelli, sappiano prendere impegni precisi e assumersi le loro responsabilità nella lotta contro la povertà e l&#8217;esclusione sociale, non lasciando cadere nel vuoto le possibilità offerte dal 2010, Anno europeo contro la povertà e l&#8217;esclusione sociale&#8221;.</em></p>
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		<title>Un anno nero per energia, trasporti e banche</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 14:29:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA. Quattro anni per farsi cancellare dalla banca dati cattivi pagatori, “solo” un anno per ottenere i rimborsi di Trenitalia o disdire un contratto di fornitura di energia. Più di 6 mesi per la liquidazione di un sinistro auto. Tre mesi per riparare il guasto della linea telefonica di casa. E chi protesta al call [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1008" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/energia.jpg"><img class="size-medium wp-image-1008" style="margin: 2px 3px;" title="energia" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/energia-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Hop-Frog (cc flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Quattro anni per farsi cancellare dalla banca dati cattivi pagatori, “solo” un anno per ottenere i rimborsi di Trenitalia o disdire un contratto di fornitura di energia. Più di 6 mesi per la liquidazione di un sinistro auto. Tre mesi per riparare il guasto della linea telefonica di casa. E chi protesta al call center del servizio clienti, mette in conto almeno 30 minuti di “la preghiamo di attendere”. Dura la vita del cittadino alle prese con i servizi di pubblica utilità in Italia. <span id="more-1006"></span></p>
<p>Dove si annidano i principali problemi? Nel 2009 le <strong>telecomunicazioni</strong> si confermano &#8211; per il quarto anno &#8211; in testa ai servizi più criticati dai cittadini (20% delle segnalazioni), seguiti a ruota dai <strong>servizi bancari &amp; finanziari</strong> (18% di lamentele), anche se la vera emergenza riguarda il settore dell’<strong>energia elettrica &amp; gas</strong> (+72% di reclami rispetto al 2008), soprattutto a causa delle distorsioni registrate in concomitanza con l’apertura del mercato. In preoccupante ascesa anche il trend di <strong>reclami</strong> nei trasporti (+61%), negli stessi servizi bancari &amp; finanziari (+40%) e nei servizi pubblici locali (+24%). Migliorano, di contro, i rapporti tra i cittadini e la PA (-34%).</p>
<p>Il dossier da cui sono tratti questi dati è disponibile su <a href="http://www.cittadinanzattiva.it">www.cittadinanzattiva.it</a>. L’analisi, illustrata oggi a Roma alla presenza, tra gli altri, del vicepresidente della Camera dei Deputati, <strong>Rosy Bindi</strong>, è il frutto di<strong> 8.403 segnalazioni</strong> che i cittadini hanno rivolto nel 2009 al Pit Servizi, il servizio di Cittadinanzattiva che da 10 anni fornisce gratuitamente ai cittadini assistenza e tutela dei diritti nei servizi di pubblica utilità. Ne emerge una classifica dei settori in cui si riscontrano le maggiori criticità.</p>
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		<title>&#8220;Noi la Repubblica la festeggiamo così&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 14:22:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA. Per la seconda volta, anche quest&#8217;anno il Comune di Genzano di Roma, in occasione dell&#8217;anniversario della proclamazione della Repubblica festeggia i diciottenni, nuovi cittadini, con due eventi rivolti soprattutto ai giovani: il 31 maggio alle ore 18, presso il Palasport, incontro con Don Luigi Ciotti, un prete contro le Mafie. L&#8217;incontro proseguirà presso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1002" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/manifesto-primo-giugno.jpg"><img class="size-medium wp-image-1002" style="margin: 2px 4px;" title="manifesto-primo-giugno" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/manifesto-primo-giugno-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il manifesto dell&#39;iniziativa</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Per la seconda volta, anche quest&#8217;anno il Comune di Genzano di Roma, in occasione dell&#8217;anniversario della proclamazione della Repubblica festeggia i diciottenni, nuovi cittadini, con due eventi rivolti soprattutto ai giovani: il 31 maggio alle ore 18, presso il Palasport, incontro con Don <strong>Luigi Ciotti</strong>, un prete contro le Mafie. <span id="more-1001"></span></p>
<p>L&#8217;incontro proseguirà presso il Parco del ristorante <em>“La casina delle rose” </em>con <em>“La cena giusta”,</em> utilizzando i prodotti delle cooperative di <strong>Libera</strong> nei terreni sequestrati alla mafia. Il primo giugno alle ore 21, invece, presso il Palasport, concerto di <strong>Roy Paci e Aretuska</strong>, durante il quale verrà consegnata ai diciottenni la Costituzione della Repubblica italiana.</p>
<p><em>&#8220;Siamo abituati</em> – ha detto l&#8217;Assessore alla cultura, <strong>Eugenio Melandri</strong> – <em>a festeggiare la Repubblica con la parata militare. Io credo sia necessario comprendere che l&#8217;Italia non si caratterizza per il suo esercito, bensì per i suoi cittadini che partecipano alla vita democratica, si impegnano per la legalità, contro ogni genere di mafie e si sentono cittadini&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;La nostra</em> – ha proseguito Melandri – <em>è una Costituzione nata dalla resistenza e dalla liberazione, che ha voluto disegnare i contorni di uno Stato in cui tutti hanno gli stessi diritti, che ripudia la guerra, che si fonda sul lavoro, che sa accogliere i profughi e i rifugiati. E&#8217; questo che vorremmo che i nostri ragazzi pensassero, quando si festeggia la Repubblica. Qualche giorno fa abbiamo celebrato l&#8217;ennesimo funerale di due ragazzi italiani morti in Afghanistan. L&#8217;Italia, secondo la nostra Costituzione, ripudia la guerra. Ai nostri ragazzi chiediamo di prendere in mano la Costituzione e di impegnarsi nella vita sociale, politica, culturale e imprenditoriale del nostro paese. Perchè non siamo più costretti a celebrare cerimonie di questo genere”.</em></p>
<p>c.s.<em><br />
</em></p>
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		<title>Giornata contro lo spreco alimentare</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 13:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Segrè]]></category>
		<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Festival della Cittadinanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Spreco alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[PADOVA. Lo spreco alimentare in Italia ha raggiunto dimensioni preoccupanti: recuperando le eccedenze di piccola e grande distribuzione, si potrebbero riutilizzare ogni anno 244.252 tonnellate di cibo per un valore di 928.157.600 euro. Sarebbe quindi possibile fornire tre pasti al giorno a 636.600 persone e risparmiare 291.393 tonnellate di CO2 prodotte a causa dello smaltimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_988" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/stand_liston.jpg"><img class="size-medium wp-image-988" style="margin: 2px 4px;" title="stand_liston" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/stand_liston-300x200.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Festival della Cittadinanza</p></div>
<p><strong>PADOVA.</strong> Lo spreco alimentare in Italia ha raggiunto dimensioni preoccupanti: recuperando le eccedenze di piccola e grande distribuzione, <strong>si potrebbero riutilizzare ogni anno 244.252 tonnellate di cibo</strong> per un valore di <strong>928.157.600 euro</strong>. Sarebbe quindi possibile fornire tre pasti al giorno a 636.600 persone e risparmiare 291.393 tonnellate di CO2 prodotte a causa dello smaltimento del cibo. Nasce così<em> “Last Minute Market-Food”</em>.<span id="more-987"></span></p>
<p>Si tratta dell’associazione presieduta da <strong>Andrea Segrè</strong> che recupera i prodotti invenduti ancora idonei per essere consumati, creando benefici per l’interno mercato alimentare: dagli enti pubblici alle imprese distributrici, dai mercati all’ingrosso alle attività di ristorazione.</p>
<p>Saranno questi i temi che animeranno la presentazione in anteprima nazionale del libro <em>“Last minute Market. La banalità del bene e altre storie contro lo spreco”</em>, in programma domani 8 maggio (ore 11.00) a Palazzo Moroni all’interno del <strong>Festival della Cittadinanza</strong>. L’autore Andrea Segrè, Preside della Facoltà di Agraria di Bologna, sarà affiancato da <strong>Sergio Tisato</strong> di Caritas Padova e dal giornalista <strong>Roberto Pinton</strong>.</p>
<p>Il pomeriggio culturale del Festival della Cittadinanza prevede, a Palazzo della Ragione, la rassegna teatrale <em>“La cittadinanza va in scena”</em>: gli studenti dei Licei Galileo Galilei, Modigliani, Cornaro e Marchesi allestiranno, a partire dalle 17.30, quattro spettacoli per celebrare la Costituzione Italiana. Sempre a Palazzo della Ragione, la rassegna <em>“The Art Miles Mural Project” </em>propone l’esposizione di alcune lenzuola dipinte, per far vivere attraverso l’arte il tema della <em>“Pace, responsabilità di tutti”.</em></p>
<p>Sabato e domenica sarà  inoltre possibile conoscere e approfondire la storia e l’arte della città di Padova, attraverso visite guidate gratuite (info e prenotazioni: 049684932). Grazie all’accordo con Turismo Padova Terme Euganee, i visitatori del Festival della Cittadinanza possono richiedere gratuitamente la Festival Card e acquistare con lo sconto di € 1 la PadovaCard, il passaporto per scoprire in modo economico e facile la città, con ingresso gratuito a 12 siti di interesse storico-artistico, l’accesso gratuito a tutta la rete APS di trasporto pubblico e parcheggio gratuito per auto e moto nel principale parcheggio cittadino.</p>
<p><strong>Info.</strong><br />
<a href="http://www.festivaldellacittadinanza.it" target="_blank">www.festivaldellacittadinanza.it</a></p>
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		<title>Rifiuti &#8220;d&#8217;oro&#8221;: dal 2000, costi lievitati del 55%</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 08:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cittadinanzattiva]]></category>
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		<category><![CDATA[Tia]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. Rifiuti a peso d’oro: a Siracusa, la spesa annua per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ammonta a 407€, il quadruplo rispetto alla città meno cara d’Italia, Reggio Calabria (95€). Roma la quinta città più cara d’Italia con 337€, preceduta solo da Salerno (356,5€), Catania (365€), Caserta (393€) e Siracusa. Tra i 10 capoluoghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_943" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/Rifiuti.jpg"><img class="size-medium wp-image-943" style="margin: 2px 4px;" title="Rifiuti" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/05/Rifiuti-300x199.jpg" alt="" width="270" height="179" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di luca.lista (CC Flickr)</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Rifiuti a peso d’oro: a Siracusa, la spesa annua per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ammonta a 407€, il quadruplo rispetto alla città meno cara d’Italia, Reggio Calabria (95€). Roma la quinta città più cara d’Italia con 337€, preceduta solo da Salerno (356,5€), Catania (365€), Caserta (393€) e Siracusa. Tra i 10 capoluoghi con le tariffe più alte, solo uno, Trieste, è del Nord (309€). In generale, la <strong>media annua più alta</strong> si registra in Campania (301€), la<strong> più bassa</strong> in Molise (126€), a dimostrazione di una marcata differenza tra aree geografiche del Paese che trova conferma anche all’interno di una stessa Regione.<span id="more-915"></span></p>
<p>In Sicilia, per esempio, a Trapani (182€) e Ragusa (198€) la Tarsu arriva a costare meno della metà di Siracusa. Lo stesso dicasi in Lombardia, dove la Tarsu pagata a Milano (262€) supera di 130€ la Tarsu pagata a Cremona (132€), o in Toscana, dove la Tia pagata a Livorno (308€) supera di ben 141€ la Tia pagata a Firenze (167€).</p>
<p>Nello studio realizzato dall’<strong>Osservatorio prezzi &amp; tariffe di Cittadinanzattiva</strong>, l’analisi a carattere nazionale del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in termini di costo sopportato da una famiglia-tipo di tre persone con reddito lordo complessivo di 44.200€ ed una casa di 100 metri quadri. L’indagine, condotta con il contributo dei rilevatori civici di Cittadinanzattiva, ha riguardato tutti i capoluoghi di provincia nel 2008.</p>
<p>On line su <a href="http://www.cittadinanzattiva.it" target="_blank">www.cittadinanzattiva.it</a> l’indagine completa con il prospetto per ciascun capoluogo e la composizione delle voci di costo.</p>
<p>In media, in un anno la nostra famiglia-tipo ha sostenuto nel 2008 una spesa di 223 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, con un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. <strong>Cinque le città che nell’ultimo anno hanno fatto registrare incrementi record</strong>, superiori al 20%: Salerno (+67,4%), Caltanissetta (+40%), Lecco (+29%), Chieti (+25%) e Benevento (+21,5%).</p>
<p>Inoltre, da gennaio 2000 a marzo 2010, secondo dati <strong>Istat</strong>, l’incremento registrato a livello di tariffe rifiuti è stato del 55%.</p>
<p>In negativo, da segnalare anche il <strong>ritardo con il quale i capoluoghi di provincia hanno adottato la Tariffa d’igiene ambientale</strong> (Tia), introdotta dal Decreto Ronchi nell’ormai lontano 1997: sono solo il 45%, mentre la maggioranza dei capoluoghi (55%) è rimasta fedele alla Tarsu (Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani).</p>
<p><em>“In Italia</em> -commenta di <strong>Antonio Gaudioso</strong>, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva- <em>più della metà dei rifiuti va ancora a finire in discarica, la produzione pro capite di rifiuti urbani è pressocché stabile, mentre ciò che non accenna a diminuire è il carico delle tariffe, specie in quelle aree del Paese, come il Sud, dove il reddito pro capite è più basso. In sostanza, il servizio non migliora mentre i costi sopportati dalle famiglie sono sempre maggiori, e da questo punto di vista il caso della Campania è quanto mai esemplificativo. Quel che emerge dall’analisi è la mancanza di una politica nazionale della gestione dei rifiuti, capace di legare gli elementi di costo ad elementi di qualità del servizio, a tutto vantaggio di chi continua ad operare in assoluta assenza di trasparenza se non proprio nell’illegalità, come peraltro più volte denunciato da Legambiente. Anche nella gestione dei  rifiuti, come per l’acqua, la recente riforma dei servizi pubblici locali non può prescindere dall’istituzione di una indipendente Autorità di regolamentazione e controllo, oltre che da un convinto coinvolgimento dei cittadini e delle Associazioni che ne tutelano i diritti, nella valutazione del servizio, come peraltro previsto dal comma 461 dell’articolo 2 della Legge Finanziari 2008 (l. 244/2007)&#8221;.</em></p>
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		<title>&#8220;Siamo tutti pedoni&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 12:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_786" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Vignetta-di-Rebori.jpg"><img class="size-medium wp-image-786" style="margin: 2px 4px;" title="Vignetta di Rebori" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Vignetta-di-Rebori-300x194.jpg" alt="" width="240" height="155" /></a><p class="wp-caption-text">Vignetta di Rebori</p></div>
<p><strong>BOLOGNA.</strong> Ogni anno sulle strade italiane vengono uccisi <strong>600 pedoni</strong> di cui il 30% perde la vita mentre attraversa la strada sulle strisce. Più di <strong>20.000 vengono feriti</strong>. Oltre il 50% delle vittime ha più di 65 anni. Molte tragedie sarebbero evitabili con il semplice rispetto delle regole da parte di chi guida. Per richiamare l&#8217;attenzione sui diritti violati dei cosiddetti utenti deboli della strada, è partita il 15 aprile scorso la campagna nazionale <a href="http://www.siamotuttipedoni.it/" target="_blank"><em>&#8220;Siamo tutti pedoni&#8221;</em></a>. <span id="more-753"></span></p>
<p>Tante le città coinvolte: da Venezia a Bari, da Bologna a Cosenza, da Genova a Palermo. E ancora Roma, Monza, Napoli, Varese, Pisa, Trieste, Palermo, Barletta, Verona&#8230; Le azioni di <strong>sensibilizzazione</strong> si svolgeranno non casualmente a ridosso delle strisce pedonali dove agli automobilisti in attesa del verde verrà consegnato un libretto con vignette e messaggi di personaggi che inviteranno a guidare mettendo al primo posto la sicurezza. Nel libretto vignette di <strong>Giannelli</strong>, <strong>Vauro</strong>, <strong>Giuliano</strong>, <strong>Staino</strong>, <strong>Pillinini</strong>, <strong>Rebori</strong>, <strong>Maramotti</strong>, <strong>Minoggio</strong>, <strong>Gomboli</strong> e <strong>Zaniboni</strong>. La campagna<em> &#8220;Siamo tutti pedoni&#8221;</em> durerà sino al 31 maggio.</p>
<p>Si svolge sotto l&#8217;Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è promossa da Centro Antartide, Osservatorio per l&#8217;educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia Romagna, Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil Pensionati, Associazioni Familiari e Vittime della Strada, Aci, Auser, Coop Adriatica, Conad, Legambiente, Unione Italiana dei Ciechi, Aias, Anmic, Anpas, Asaps, Anmil.</p>
<p><strong>Download:</strong> <a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/04/Libretto_Siamo_Tutti_Pedoni-2010_mail.pdf">scarica il libretto in pdf &gt;&gt;&gt;</a></p>
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