31 luglio 2014

Il volontariato in stazione: il progetto parte dal Sud

Stefano Tabò - presidente CSVnet

Stefano Tabò – presidente CSVnet

ROMA. Il Meridione d’Italia è protagonista del progetto “Volontariato in stazione” che vede l’assegnazione delle prime quattro stazioni in Calabria, Campania e in Abruzzo. Le stazioni sono Motta San Giovanni, Condofuri, Maddaloni Inferiori e Pineto.  [Leggi]

Chi sta meglio si impegna di più. Ecco l’identikit del volontario italiano

Volontari in azione (ph. Anpas)

Volontari in azione (ph. Anpas)

ROMA. La prima quantificazione del lavoro volontario in Italia pubblicata oggi da Istat, CSVnet e Fondazione Volontariato e Partecipazione con la diffusione del report “Attività gratuite a beneficio di altri” tratteggia anche l’identikit di chi si impegna in Italia nel volontariato: ci si impegna di più se si vive in situazioni di benessere, se si hanno titoli di studio più alti e nelle regioni del nord. La ricerca ha anche quantificato quanto “pesa” in termini di lavoro il volontariato italiano: l’ammontare del lavoro volontario si può considerare equivalente a circa 875mila unità occupate a tempo pieno. [Leggi]

Il lavoro volontario vale quanto quello di 875.000 occupati. Istat, Fvp e CSVnet sperimentano il Modulo Ilo

Il presidente della Fondazione Volontariato e Partecipazione Alessandro Bianchini

Il presidente della Fondazione Volontariato e Partecipazione Alessandro Bianchini

ROMA. 6,63 milioni di volontari stimati operativi, di cui 4,14 attivi in organizzazioni. Il Nord Italia che segna il record di tasso di volontariato (16%) e il Sud che ne ha uno più basso (8,6%). La prima quantificazione del lavoro volontario è stata pubblicata oggi da Istat, CSVnet e Fondazione Volontariato e Partecipazione con la diffusione del report “Attività gratuite a beneficio di altri” e svela per tutti i numeri del fenomeno volontario in Italia, tratteggiandone le caratteristiche. Come quella che vuole una percentuale molto più alta di volontari fra chi ha conseguito un titolo di studio più alto come la laurea (22,1%) e inferiore fra chi ha la licenza elementare (6,1%). Così come racconta di un volontariato sempre più appannaggio di chi ha situazioni occupazionali stabili (14,8%) e chi vive in famiglie agiate (23,4%). Il report certifica anche il ruolo fondamentale di donne e anziani nelle attività di aiuto non organizzate e quantifica in 19 il monte ore che in media gli italiani svolgono in volontariato. Coincidono, se quantificate con il criterio del monte ore lavorativo, con circa 875.000 unità occupate a tempo pieno. [Leggi]

Il bilancio della crisi. Le politiche contro la povertà in Italia

Don Francesco Soddu

Don Francesco Soddu

ROMA. Il direttore della Caritas, Don Francesco Soddu, ha sottolineato l’importanza del Rapporto 2014 “Il bilancio della crisi. Le politiche contro la povertà in Italia” presentato oggi in una conferenza stampa che ha visto intervenire anche Cristiano Gori, docente dell’Università Cattolica S.Cuore di Milano e Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali.

LE PAROLE DEL DIRETTORE  SULL’IMPORTANZA DEL RAPPORTO- “Ripartire dalla povertà assoluta significa assumersi la responsabilità di indicare non solo i fattori e le situazioni socio-economiche che più espongono ai rischi di una condizione di grave esclusione, ma anche indicare valutazioni fondate e prospettive realizzabili di politiche pubbliche.”

MISSION DEL RAPPORTO – Il rapporto vuole essere un contributo alla riflessione sulla efficacia delle forme istituzionali di contrasto alla povertà. L’obiettivo del rapporto, è quello di essere uno strumento pronto ad ampliare progressivamente il raggio della valutazione includendovi anche i modelli regionali in questo ambito, e nell’offrire un punto di vista che sappia cogliere in che misura siano realizzabili strategie di tipo nazionale, a partire dalle dotazioni infrastrutturali dei diversi territori. Le pagine del rapporto sono destinate ad essere continuamente controllate e aggiornate frequentemente.

Se si intende fare della lotta alla povertà una priorità politica, due sono gli scenari ipotizzati: la prosecuzione di un c.d. welfare all’italiana, oppure l’avvio di un Piano nazionale contro la povertà.
La prima ipotesi consiste nel consolidamento delle modalità d’intervento già tipiche del sistema italiano di protezione sociale: vengono stanziati significativi finanziamenti aggiuntivi e li si utilizza per un nuovo contributo economico, puro e semplice, dunque non affiancato da servizi alla persona. Non vengono, altresì, coinvolte le realtà del welfare locale.
La scelta invece di un Piano nazionale contro la povertà comporterebbe l’introduzione progressiva del Reis – reddito di inclusione sociale, auspicato dall’Alleanza contro la povertà in Italia, alla quale Caritas Italiana aderisce – con un percorso quadriennale. Sin dall’inizio viene definito il punto di arrivo (le caratteristiche del Reis a regime) e sono determinate le tappe intermedie (ampliamento dell’utenza in ogni annualità). Le sperimentazioni previste dal Governo Letta e l’eventuale decisione del Governo Renzi di estendere il bonus di 80 euro alle famiglie in povertà confluirebbero nel Piano.

CONCLUSIONE  DI DON SODDU  - “L’ambizione che nutriamo  è quella di inaugurare a partire da quest’anno un itinerario di analisi, approfondimento, studio e ricerca che permetta di realizzare uno strumento di riflessione a cadenza annuale, limitato negli obiettivi, ma riteniamo potenzialmente prezioso in una fase del nostro paese segnato certamente dalla crisi e dalla crescita esponenziale del dato di povertà assoluta, ma anche dalla consapevolezza ormai diffusa che sia quanto mai necessario rubricare questo tema nell’agenda politica del paese”

Il volontariato è il cliente più affidabile per le banche, ma chiede un trattamento migliore

Diamo credito al volontariato

Diamo credito al volontariato

ROMA. Le organizzazioni di volontariato (OdV) in Italia gestiscono le proprie risorse in maniera oculata e sono economicamente e finanziariamente affidabili. Secondo lo studio presentato oggi (mercoledì 16 luglio) a Roma a Palazzo Altieri e realizzato dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione (Fvp) in collaborazione con il Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv) e il Banco Popolare, l’81,5% delle OdV ha chiuso l’ultimo esercizio in pareggio o leggero utile. Le OdV riescono sempre di più a differenziare le fonti di entrata e a saldare i propri debiti, nonché a riscuotere i crediti verso terzi, nel rispetto dei tempi stabiliti. Solo il 2,2% del campione intervistato dichiara di avere difficoltà nei pagamenti di debito e il 2,6% a riscuotere crediti verso privati. Un vantaggio competitivo che sta generando interesse da parte del mondo bancario che fino ad oggi ha guardato poco al volontariato come ad un universo da apprezzare e sostenere con politiche creditizie che ne riconoscano il valore. [Leggi]

Banco Popolare anticipa il 5 per mille alle organizzazioni del terzo settore

Diamo credito al volontariato

Diamo credito al volontariato

ROMA – Sì, il Banco Popolare anticiperà il 5 per mille alle organizzazioni di volontariato e del terzo settore. L’iniziativa “Anticipo 5×1000” – così si chiamerà – fa parte di “Incontro”, la linea di prodotti e servizi ideata dal Banco e dedicata alle associazioni. E’ stata presentata in occasione dell’evento “Diamo credito al volontariato” tenutosi oggi a Roma (Palazzo Altieri) su iniziativa del Centro Nazionale per il Volontariato, della Fondazione Volontariato e Partecipazione e di Banco Popolare. [Leggi]

Sempre più poveri al sud, migliorano i single giovani e le coppie con un solo figlio

Aumentano anche nel 2013 i poveri in Italia

Aumentano anche nel 2013 i poveri in Italia

ROMA. Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 mila). Le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione (10 milioni 48 mila persone), quelle in povertà assoluta il 9,9% (6 milioni 20 mila). Tra il 2012 e il 2013, l’incidenza di povertà relativa tra le famiglie è stabile (dal 12,7 al 12,6%) in tutte le ripartizioni territoriali; la soglia di povertà relativa, pari a 972,52 euro per una famiglia di due componenti, è di circa 18 euro inferiore (-1,9%) al valore della soglia del 2012. Lo affermano i dati dell’Istat sulla povertà in Italia relativi al 2013 resi noti oggi. [Leggi]