16 aprile 2014

Patriarca (Cnv): “Il non profit genera lavoro. Noi l’avevamo detto, ora Istat lo ribadisce”

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Poletti e Patriarca al Festival del volontariato

ROMA. “I dati diffusi oggi da Istat sul non profit rivelano un quadro innovativo del settore e regalano strumenti di riflessione e azione”. Così il presidente del Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv) Edoardo Patriarca commenta i nuovi dati sul censimento dell’Istituto nazionale di statistica del non profit che sono stati presentati a Roma. [Leggi]

L’#ItaliaNonProfit genera lavoro: 301mila organizzazioni, più 39,4% dei dipendenti

Il ministro Poletti all'Istat

Il ministro Poletti all’Istat

ROMA. Al 31 dicembre 2011 le organizzazioni non profit attive in Italia sono 301.191, il 28% in più rispetto al 2001 (anno dell’ultima rilevazione censuaria sul settore), con una crescita del personale dipendente pari al 39,4%. La parte più “imprenditoriale” del non profit, quella relativa alle istituzioni con addetti, ha registrato un aumento più contenuto, ma ampiamente positivo (+9,5%). Le unità locali delle istituzioni non profit sono 347.602 (+37,3% sul 2001). E’ quanto emerge dall’ultimo censimento Istat delle istituzioni non profit. [Leggi]

#FdV2014 / Provocazione di Friedman: “Fratres, Avis e Fidas, perché non vi unite?”. In 200 sulla mongolfiera per “I cantieri dei bene comune”

La mongolfiera dei cantieri a #FdV2014

La mongolfiera dei cantieri a #FdV2014

LUCCA. “Frates, Avis e Fidas, perché non vi unite?”. La domanda provocatoria ma pertinente arriva da Alan Friedman nell’ultima giornata del Festival del volontariato. Nel corso dell’incontro “Ritorno a Babele. Oltre le diversità, strumenti per una comunicazione condivisa dei valori”, moderato dell’autore di ‘Ammazziamo il gattopardo’, si è parlato della donazione del sangue dedicata e di temi collegati, dalla comunicazione all’interculturalità. [Leggi]

#FdV2014 / Renzi infiamma i volontari a Lucca. “A maggio pronti con una legge delega sul terzo settore”. Poi rivolge un appello: “aiutateci a far rinascere la speranza”

Edoardo Patriarca, Matteo Renzi, Riccardo Bonacina

Edoardo Patriarca, Matteo Renzi, Riccardo Bonacina

LUCCA. Erano in duemila, stretti dentro l’auditorium dell’ex convento San Francesco a Lucca, ad ascoltare il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in visita al Festival del Volontariato. Incalzato dalla domande del direttore di Vita Riccardo Bonacina e dal presidente del Cnv Edoardo Patriarca, Renzi ha annunciato che entro maggio il governo presenterà una riforma del terzo settore con il coinvolgimento di tutte le forze interessate. Bonacina ha presentato al premier diverse questioni su cui il non profit attende risposta da anni, e su cui la politica ha sempre fatto promesse mai mantenute.  [Leggi]

#FdV2014 / Il ministro Giuliano Poletti si confronta con il Festival del Volontariato. “Non sono un panda. Il Terzo Settore non è una marginalità”

PolettiLUCCA. Nuove concezioni di economia, lavoro e società sono i temi dibattuti da Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, al Festival del Volontariato, nell’incontro intitolato “L’Europa sociale: giovani e lavoro”. [Leggi]

#FdV2014 / Boldrini: “green economy, impresa sostenibile, servizio civile. Ecco dove investire”

Laura Boldrini, presidente della Camera

Laura Boldrini, presidente della Camera

LUCCA. “Qui mi sento a casa”. Con queste parole Laura Boldrini, presidente della Camera, ha esordito al Festival del Volontariato nell’intervista condotta dal vicedirettore del Corriere della Sera, Giangiacomo Schiavi. [Leggi]

#FdV2014 / Protezione Civile: comunicazione tempestiva e accurata con il web e i social

P1050904LUCCA. Protezione Civile protagonista del secondo giorno del Festival del Volontariato. Oggi, la manifestazione che fa del Real Collegio di Lucca il quartier generale dell’associazionismo e del non profit, accoglie importanti momenti di riflessione e dibattito dedicati alla ProCiv. Al centro il tema della comunicazione, affrontato questa mattina con il contributo di Titti Postiglione, Direttore dell’Ufficio Volontariato, Formazione, Comunicazione del Dipartimento della Protezione Civile, e da Luca Calzolari, direttore del Giornale della Protezione Civile.

“Oggi – spiega Titti Postiglione – siamo qui per fare il punto su un percorso che abbiamo iniziato insieme cinque mesi fa e che ha al centro la comunicazione della nostra identità e del nostro operato di Protezione Civile. Lo facciamo attraverso la presentazione dei risultati di una ricerca sulla comunicazione effettuata da realtà associative e istituzionali della Protezione Civile e la testimonianza diretta di alcune singole esperienze ritenute in questo ambito significative”.

“Idea di rete come punto di partenza e punto di arrivo: è questo l’approccio che le realtà parte integrante della ProCiv sono chiamate a condividere rispetto al tema della comunicazione – continua Postiglione -. Il network costituisce infatti l’anima stessa del nostro essere: il servizio nazionale di ProCiv è un sistema coeso, costituito da diversi soggetti che operano in maniera coordinata. La nostra comunicazione deve dunque rispettare e riflettere questa identità. Non meno importanti sono poi tempestività e accuratezza – conclude -: sono questi i due aspetti, apparentemente inconciliabili, che il nostro modo di comunicare vuole mettere assieme. Si tratta di una sfida complessa, ma di fronte alla quale non ci tiriamo indietro”.

Siti web e social network per una comunicazione digitale piuttosto diversificata e capillare, caratterizzata da una grande attenzione finalizzata a garantire l’affidabilità delle notizie diffuse, dalla presenza di una policy e da un’interazione e un coinvolgimento diretto degli utenti presente soprattutto nelle fasi di emergenza. Sono queste le caratteristiche principali della comunicazione condotta dalla Protezione Civile secondo la ricerca presentata da Luca Calzolari.

“Il punto di partenza di questa indagine dedicata alla comunicazione nella Protezione Civile – spiega Calzolari – è stato una call a cui hanno risposto un buon numero di soggetti. Quello che è emerso è stato innanzitutto una profonda differenza nel modo di comunicare tra associazioni e istituzioni, sia in situazioni ordinarie che in condizioni di emergenza”.

“Nei cosiddetti “tempi di pace” – continua -, le associazioni tendono soprattutto a comunicare le attività svolte. Oltre a ciò, sono solite condividere e diffondere campagne nazionali e informazioni che provengono da soggetti istituzionali. Gli strumenti utilizzati sono Facebook, Twitter, il sito web, whatsapp, ma anche Youtube e Instagram. Diverso l’atteggiamento delle istituzioni, che, usando prevalentemente i propri siti, diramano, oltre alle attività istituzionali, normative, codici di allerta, comunicati stampa e comportamenti da tenere in caso di emergenza”.

“La comunicazione cambia radicalmente in tempo di emergenza – puntualizza Calzolari -. In questi casi, le associazioni tendono in prevalenza a condividere informazioni provenienti da fonti certificate. Ad esser diffusi sono anche aggiornamenti in tempo reale, corredati di contributi multimediali realizzati dai volontari. Le istituzioni si fanno invece vera e propria fonte di informazione, diffondendo news su viabilità, sicurezza, aree di attesa, con aggiornamenti costanti sulla situazione, cercando di coniugare tempestività e accuratezza. Anche nelle situazioni di crisi si mantiene quella differenziazione nell’uso dei mezzi di comunicazione che abbiamo registrato nelle fasi ordinarie: mentre le associazioni utilizzano molto i social (Facebook, Twitter, ma anche Whatsapp), le istituzioni preferiscono i loro siti ufficiali, a cui affiancano mezzi più tradizionali (comunicati stampa, …) e, in secondo luogo, i social network”.

“In tutti questi casi – aggiunge -, foto e filmati rappresentano un elemento di corredo fondamentale per l’informazione diffusa, in grado di dare un’idea immediata e inequivocabile della situazione. Una maggiore interazione con la cittadinanza è infine risultata esser presente soprattutto durante i momenti di emergenza. Ciò che è emerso con forza nelle situazioni di crisi è il bisogno, condiviso sia dalle associazioni, sia dalle istituzioni, di figure formate, volontari digitali o operatori professionisti necessari per una comunicazione efficacie”.

E infine la Policy. “Dalla ricerca è emerso come una policy esista nella comunicazione della Protezione Civile – dichiara Calzolari -. Le sue linee guida sono la coerenza con la mission perseguita, la coerenza tematica, la certificazione e l’affidabilità delle informazioni. Molta attenzione è dedicata anche alle norme che devono esser rispettate dagli utenti esterni della comunicazione, coincidenti prevalentemente con la normale netiquette”.

La tematica della comunicazione nell’ambito della Protezione Civile verrà approfondita questo pomeriggio, a partire dalle 14,30, alla presenza del capo Dipartimento Franco Gabrielli.