Clima: due giorni per trovare l’accordo

(foto di Namona)

(foto di Namona)

ROMA. Restano solo due giorni alla chiusura del vertice sul clima di Copenhagen. E queste ultime ore saranno decisive per il raggiungimento di un accordo concreto sui tagli alle emissioni di gas serra inquinanti.

Oggi arrivano a Copenhagen oltre 100 tra capi di Stato e di governo da tutto il mondo. Guido Barbera, presidente di Solidarietà e cooperazione Cipsi – Coordinamento di cui fanno parte 45 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale – rinnova l’appello alla responsabilità dei capi di Stato, dei governanti, delle delegazioni presenti al vertice affinché sappiano guardare alla vita e alle persone, non a interessi economici e di potere.

“Auspichiamo -afferma Barberache in queste due giornate conclusive si giunga ad un trattato con obblighi di tagliare l’emissione di gas serra inquinanti e che vengano assunti impegni concreti e verificabili di anno in anno da parte di tutti i paesi del mondo. Non è possibile che ha pagare il pesante scotto del riscaldamento terrestre e dello sfruttamento delle risorse naturali siano solo i paesi più poveri del nostro pianeta. Tutti debbono assumersi le proprie responsabilità con impegni precisi. Non c’è più tempo per le promesse”.

L’aumento della temperatura sulla Terra comporta già gravi conseguenze: il numero di persone in miseria che oggi è di 2,8 miliardi aumenterà fino ad oltre 3 miliardi nel 2020; diminuisce la disponibilità d’acqua nelle regioni a latitudine media e nei tropici con conseguente rischio di calamità naturali e aumento di flussi migratori.

Si stima che entro la metà del secolo, più di un miliardo di persone si troverà ad affrontare la fame e la scarsità d’acqua, di cui 600 milioni nella sola Africa. I cambiamenti climatici provocano poi l’aumento della siccità in agricoltura, cosa che comporterà difficoltà sempre maggiori nel garantire la sicurezza alimentare a tutti i popoli.

“Di fronte a tali scenari -continua Barbera- chiediamo ai capi di Stato e di governo presenti a questa fase conclusiva del vertice, di istituire una commissione universale delle Nazioni Unite che annualmente relazioni al mondo intero sullo stato dell’ecosistema, su quanto viene fatto o non viene fatto, con severe sanzioni internazionali per tutti coloro che non mantengono gli impegni necessari ad una svolta radicale nella tutela dell’ecosistema mondiale. Chiediamo inoltre che a Copenaghen venga riconosciuta ufficialmente l’acqua come bene comune dell’umanità privo di rilevanza economica, da garantire a tutti gli esseri umani come diritto universale. Nessun interesse, di nessun Stato e di nessuna azienda, può essere più grande della tutela della vita e del futuro dell’intera umanità”.

Per quanto riguarda gli impegni finanziari dei paesi europei e di conseguenza dell’Italia, il Cipsi auspica che il governo italiano mantenga le promesse e non si tiri indietro, come ha fatto con la cooperazione internazionale che è stata sostanzialmente smantellata dalla Finanziaria 2010, che prevede uno stanziamento ridicolo pari allo 0,16 % del Pil.

(c.s.)

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