Emergency: stop al massacro di Misurata

I medici di Emergency

MILANO. Emergency abbandona la Libia denunciando la strage di civili in corso nel paese. Per Emergency “le bombe non stanno affatto proteggendo la popolazione”. Il team presente all’ospedale locale di Misurata dal 10 aprile scorso, dopo l’annuncio dell’evacuazione (“Ci hanno detto che l’ospedale è un’obiettivo sensibile”, ha dichiarato questa mattina a Radio24 Cecilia Strada), sta abbandonato la Libia. Quello composto dai medici e dagli infermieri di Emergency era l’unico team internazionale attivo a Misurata, la città da mesi sotto assedio dove si registra il più alto numero di feriti della guerra libica.

“Da una settimana stiamo assistendo a un crescente massacro di civili per l’intensificarsi dei combattimenti sempre più vicini alla zona in cui si trova l’ospedale Hikmat, presso il quale lavoriamo”, si leggeva in una newsletter di non molti giorni fa.

“La situazione è di estremo pericolo anche per il nostro personale sanitario -scrive Emergency- che rischia di non potere più essere in grado di assistere i feriti. Nella sola giornata del 16 aprile oltre 70 feriti sono arrivati in ospedale, colpiti dalle bombe o dai proiettili dei cecchini appostati nelle vicinanze. Quindici persone sono arrivate già morte al pronto soccorso, tra questi 6 bambini colpiti alla testa da fucili di precisione”.

Emergency ricorda che la “protezione dei civili e delle zone densamente popolate” è stata indicata come priorità nella Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU n.1973 del 17 marzo 2011.

Ciononostante, ancora oggi, nella città di Misurata “non esiste alcuna forma di protezione per la popolazione. Emergency -si leggeva nella news- ribadisce il proprio ruolo neutrale e puramente umanitario nel conflitto in corso, e conferma la propria disponibilità, ove necessario, a inviare team chirurgici per la cura dei feriti anche nelle zone sotto controllo governativo, come già comunicato in forma ufficiale alle autorità libiche dall’inizio del conflitto“.

Emergency chiede con urgenza a tutte le parti coinvolte nel conflitto “di negoziare un immediato cessate il fuoco, di rispettare la neutralità e l’inviolabilità degli ospedali e di aprire un corridoio umanitario a Misurata per garantire la possibilità di curare i civili in modo tempestivo e in condizioni di sicurezza”.

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