#FdV2014 / Il ministro Giuliano Poletti si confronta con il Festival del Volontariato. “Non sono un panda. Il Terzo Settore non è una marginalità”

PolettiLUCCA. Nuove concezioni di economia, lavoro e società sono i temi dibattuti da Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, al Festival del Volontariato, nell’incontro intitolato “L’Europa sociale: giovani e lavoro”.

“La crisi – ha esordito il ministro – ci ha dato una grande opportunità. L’idea di un’economia sociale considerata solo parte aggiuntiva al binomio Stato-mercato, è ormai fuori da ogni logica. Questo binomio non è più in grado di interpretare i bisogni e il nostro modo di essere. Sono stanco di questa concezione, che vede il Terzo Settore solo come un’eccezione bella. Dobbiamo sforzarci di non essere una marginalità. Non sono un panda, non sono al circo o dentro una gabbia”.

“Se vogliamo una società più equa – ha proseguito Poletti – abbiamo bisogno di una connessione con il Terzo Settore, perché questo mondo è essenziale. Vengono prima le persone, solamente dopo lo Stato e il mercato. Veniamo dal secolo delle masse, con degli strumenti funzionali a quel ciclo. Adesso ci troviamo nel secolo del personal, dove ogni cittadino tende a mediare ciò che vuole essere. La rete è la massima possibilità di fare relazioni e dobbiamo saperne cogliere le opportunità, non mostrare solo i suoi vizi”.

L’idea di una società più solidale poggia su una concezione innovativa: “Dobbiamo interpretare l’economia in modo nuovo – ha spiegato il ministro – cambiando la mentalità di lavoratore e imprenditore, attraverso la cooperazione, la partecipazione, la responsabilità e il protagonismo attivo. Tutti devono avere un’opportunità, non vogliamo che i cittadini restino a casa senza nulla da fare. Accettiamo la complessità come una ricchezza, anziché un problema. Vogliamo costruire un’idea di società in cui le persone siano protagoniste attive e abbiano delle responsabilità”.

“Non basta dare un sussidio alle persone – ha concluso Poletti – ma dobbiamo fare in modo che i cittadini siano utili a sé e agli altri attraverso lo spirito della partecipazione responsabile e dell’impegno comune, con l’idea che la comunità sia la loro risposta. Dobbiamo superare divisioni e particolarismi, perché ognuno può apportare un contributo positivo. Vale di più se riportato all’interno della comunità. È questa la scommessa del volontariato. Il mondo del Terzo Settore è un’opportunità per creare il futuro”.

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