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	<title>VolontariatOggi.info</title>
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	<description>VolontariatOggi.info / Il webmagazine del volontariato / a cura del Centro Nazionale per il Volontariato</description>
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		<title>Rischiare politiche giovanili</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 12:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FIRENZE. “Rischiare Politiche Giovanili. Dall’esperienza di Filigrane al futuro delle politiche e del lavoro per i giovani”. Questo è il titolo del supplemento alla rivista ‘Animazione Sociale‘, diretta da Franco Floris, che la Fondazione Volontariato e Partecipazione, in collaborazione con l’assessorato alle Politiche Sociali della Regione Toscana e il Centro Nazionale per il Volontariato, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_589" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Animazione-Sociale.jpg"><img class="size-medium wp-image-589" style="margin: 2px 5px;" title="Animazione-Sociale" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Animazione-Sociale-300x177.jpg" alt="" width="240" height="142" /></a><p class="wp-caption-text">Animazione Sociale</p></div>
<p><strong>FIRENZE.</strong><strong><em> </em></strong><em>“Rischiare Politiche Giovanili. Dall’esperienza di Filigrane al futuro delle politiche e del lavoro per i giovani”.</em> Questo è il titolo del supplemento alla rivista ‘<a href="http://animazionesociale.gruppoabele.org/" target="_blank">Animazione Sociale</a>‘, diretta da <strong>Franco Floris</strong>, che la <strong>Fondazione Volontariato e Partecipazione</strong>, in collaborazione con l’assessorato alle Politiche Sociali della <strong>Regione Toscana</strong> e il <a href="http://www.centrovolontariato.net/" target="_blank"><strong>Centro Nazionale per il Volontariato</strong></a>, ha curato e che presenterà <strong>sabato 6 marzo</strong> (ore 9.30, Istituto degli Innocenti in piazza Santissima Annunziata 12, a Firenze). <span id="more-588"></span></p>
<p>Questo appuntamento concluderà il programma della tre giorni del campo di Filigrane sulla comunicazione <a href="http://giovani.intoscana.it/?p=2441" target="_blank"><em><strong>“Leggere i contesti – parte II”.</strong></em></a></p>
<p>Dunque, a partire dall’esperienza di <strong>Filigrane</strong> – processo di costruzione delle nuove politiche giovanili promosso proprio dalla <strong>Regione Toscana</strong> e coordinato dal <strong>Cnv</strong> – è stato pensato e redatto questo ’speciale’. Che comprende una grande quantità di materiale eterogeneo che, nel complesso, sarà utilizzato come base di lavoro per avviare un <strong>dibattito sul presente e sul futuro delle politiche e del lavoro per i giovani in Italia</strong>.</p>
<p>Sul <a href="http://www.volontariatoepartecipazione.eu/blog/fondazione/2010/03/04/event-rischiare-politiche-giovanili/" target="_blank">sito della Fondazione Volontariato e Partecipazione</a> è consultabile il programma dettagliato della giornata.</p>
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		<title>Vivere le pari opportunità a Grugliasco</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 12:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>
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		<description><![CDATA[[di ILARIA MIGLIO*] GRUGLIASCO. All’Enaip di Grugliasco quest&#8217;anno le pari opportunità non si insegnano, ma si prova a  viverle insieme, soprattutto in un&#8217;ottica interculturale, data la presenza  massiccia di studenti stranieri sia nei corsi dell&#8217;obbligo formativo che di saldatura.  
E&#8217; da dicembre, ormai, che l&#8217;associazione sportiva UsAcli del Centro Servizi Formativi di Grugliasco, nata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_584" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/grugliasco.jpg"><img class="size-medium wp-image-584" style="margin: 2px 5px;" title="grugliasco" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/grugliasco-300x183.jpg" alt="" width="240" height="146" /></a><p class="wp-caption-text">Pari opportunità a Grugliasco</p></div>
<p>[di <strong>ILARIA MIGLIO</strong>*] <strong>GRUGLIASCO.</strong> All’Enaip di Grugliasco quest&#8217;anno le <strong>pari opportunità non si insegnano</strong>, ma si prova a  <strong>viverle insieme</strong>, soprattutto in un&#8217;ottica interculturale, data la presenza  massiccia di studenti stranieri sia nei corsi dell&#8217;obbligo formativo che di saldatura.  <span id="more-583"></span></p>
<p>E&#8217; da dicembre, ormai, che l&#8217;associazione sportiva UsAcli del Centro Servizi Formativi di Grugliasco, nata per l&#8217;iniziativa di alcuni insegnanti, convinti che  l&#8217;educazione allo sport aiuti a stare meglio con se stessi e con gli altri, ospita un pomeriggio alla settimana partite di calcetto <em><strong>&#8220;Africa contro Italia&#8221;</strong></em> e un altro pomeriggio lezioni di aerobica &#8220;miste&#8221;, con le segretarie di Grugliasco a dividere la palestra con i saldatori!</p>
<p>Ma vivere le pari opportunità  significa anche partecipare alle iniziative organizzate da altri; è  così che lunedì 1 marzo, primo &#8220;sciopero dei  migranti&#8221; in Italia e in Europa, anche a Grugliasco insegnanti e studenti migranti hanno fatto lezione con una <strong>fascia gialla al braccio</strong> e sono poi andati insieme al presidio davanti a Porta Nuova, per chiedere dignità e diritti per tutti e tutte, a prescindere dalla provenienza.</p>
<p>Per concludere il percorso delle pari opportunità in un&#8217;ottica interculturale, inoltre, giovedì 4 marzo gli studenti dei corsi di saldatura, prossimi allo stage, hanno visitato il centro della città di Torino, per conoscere più a fondo arte e storia del luogo in cui hanno deciso di costruire la propria vita.</p>
<p><em><strong>* Responsabile Comunicazione <a href="http://www.enaip.piemonte.it" target="_blank">Enaip Piemonte</a></strong></em></p>
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		<title>Il &#8220;Milleproroghe&#8221; è legge</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 16:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[5 per mille]]></category>
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		<category><![CDATA[Milleproroghe]]></category>
		<category><![CDATA[Normaiva]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. Con 134 voti favorevoli, 99 contrari e 4 astenuti lo scorso 25 febbraio 2010 il Senato ha approvato il decreto Milleproroghe, che contiene l&#8217;articolo relativo al 5 per mille che consentirà alle associazioni, escluse per errori formali, di consegnare l&#8217;integrazione documentale o le autocertificazioni per l&#8217;assegnazione dei fondi entro il 30 aprile 2010.
Di seguito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_579" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Senato.jpg"><img class="size-medium wp-image-579" style="margin: 2px 5px;" title="Senato" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Senato-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Agenziami</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Con 134 voti favorevoli, 99 contrari e 4 astenuti lo scorso 25 febbraio 2010 il <strong>Senato ha approvato il decreto Milleproroghe</strong>, che contiene l&#8217;articolo relativo al<strong> 5 per mille</strong> che consentirà alle associazioni, escluse per errori formali, di consegnare l&#8217;integrazione documentale o le autocertificazioni per l&#8217;assegnazione dei fondi entro il <strong>30 aprile 2010</strong>.<span id="more-578"></span></p>
<p>Di seguito l&#8217;estratto del maxiemendamento approvato riguardante il cinque per mille:</p>
<p><em>&#8220;All&#8217;articolo 1 apportare le seguenti modificazioni:<br />
Dopo il comma 23, aggiungere, in fine, i seguenti:</em></p>
<p><em>23-quaterdecies.<br />
Al fine di assicurare la pronta definizione delle procedure di riparto delle somme relative al 5 per mille inerenti agli anni finanziari 2006, 2007 e 2008, sono prorogati al 30 aprile 2010:</em></p>
<p><em>a) il termine per l&#8217;integrazione documentale delle domande regolarmente presentate dai soggetti interessati ai sensi dell&#8217;articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 gennaio 2006, dell&#8217;articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 marzo 2007 e dell&#8217;articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 marzo 2008, pubblicati, rispettivamente, nelle Gazzette Ufficiali n. 22 del 27 gennaio 2006, n. 127 del 4 giugno 2007 e n. 128 del 3 giugno 2008;</em></p>
<p><em>b) il termine per la presentazione delle dichiarazioni sostitutive, ai sensi dell&#8217;articolo 5, commi 1, 2 e 3, del decreto del Ministro dell&#8217;Economia e delle finanze del 2 aprile 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 2009, per le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI, individuate dal medesimo decreto del Ministro dell&#8217;Economia e delle finanze 2 aprile 2009, come modificato dal decreto del Ministro dell&#8217;Economia e delle finanze 16 aprile 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2009.&#8221;</em></p>
<p>I dettagli sul sito del <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/34761.htm" target="_blank">Senato</a>.</p>
<p><em>Fonte CSVnet </em></p>
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		<title>Alleanza per la democrazia, contro la &#8216;ndrangheta</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA['Ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Alleanza]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Locride]]></category>
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		<description><![CDATA[REGGIO EMILIA. A Reggio Emilia è stata annunciata la costituzione dell&#8217;Associazione nazionale dell&#8217;Alleanza con la Locride e la Calabria. Dal palco della manifestazione 1 marzo 2010 &#8220;Da Sud a Nord: un&#8217;Alleanza per la Democrazia&#8221;,  Vincenzo Linarello, portavoce dell&#8217;Alleanza, sottoscritta da 725 enti e più di 3000 persone in tutta Italia, lancia un patto territoriale tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_574" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Mafia.jpg"><img class="size-medium wp-image-574" style="margin: 2px 5px;" title="Mafia" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Mafia-300x246.jpg" alt="" width="270" height="221" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di k21991</p></div>
<p><strong>REGGIO EMILIA.</strong> A Reggio Emilia è stata annunciata la costituzione dell&#8217;<strong>Associazione nazionale dell&#8217;Alleanza con la Locride</strong> e la Calabria. Dal palco della manifestazione 1 marzo 2010 <em>&#8220;Da Sud a Nord: un&#8217;Alleanza per la Democrazia&#8221;</em>,  <strong>Vincenzo Linarello</strong>, portavoce dell&#8217;Alleanza, sottoscritta da 725 enti e più di 3000 persone in tutta Italia, lancia un patto territoriale tra società civile, cooperazione, sindacati, imprese profit e istituzioni al fine di porre in essere misure urgenti di prevenzione e lotta all&#8217;infiltrazione della &#8216;ndrangheta al nord, anche per non vanificare la battaglia antimafia in Calabria.<span id="more-573"></span></p>
<p>Dopo il 1 marzo 2008 a Locri ed il 1 marzo 2009 a Crotone, quest&#8217;anno l&#8217;evento si è tenuto Reggio Emilia, dando seguito all&#8217;intenzione di essere presente, un anno su tre, in una località che si fosse distinta, fuori dalla Calabria, per un impegno di lotta contro l&#8217;infiltrazione della &#8216;ndrangheta e delle massonerie deviate.</p>
<p>Sud e Nord Italia insieme, per quello che è ormai un appuntamento fisso di grande mobilitazione civile: un messaggio importante di una rete che non si ferma ai confini della Calabria, ma che vuole coinvolgere attivamente tutta la nazione, con azioni concrete, contenute nel <a href="http://www.goel.coop/elenco_appello_locride_enti" target="_blank">Manifesto dell&#8217;Alleanza</a>, nella speranza condivisa che un cambiamento è realmente possibile.</p>
<p>La scelta di Reggio Emilia non cade per caso: in questa città l&#8217;Alleanza, nata nel 2008 su iniziativa del Consorzio Sociale GOEL, Comunità Libere e Calabria Welfare, ha una forte e radicata presenza. Da questa intesa si è costituito  il Comitato Organizzativo Festa 1 marzo 2010 a Reggio Emilia, promosso da Co.Lo.Re. (Coordinamento Locride-Reggio Emilia), da cui è nato un osservatorio civico antimafie, con lo scopo di rilevare indicatori di rischio interessanti ai fini dell&#8217;infiltrazione della &#8216;ndrangheta nel territorio. Al comitato hanno aderito singoli cittadini, istituzioni e organizzazioni nazionali, regionali e locali.</p>
<p>L&#8217;evento è iniziato il 27 febbraio con una serie di appuntamenti in preparazione dell&#8217;1 marzo, giorno del  corteo pubblico, conclusosi dal palco allestito in P.zza Prampolini, con i saluti del Sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio e gli interventi degli enti rappresentanti dell&#8217;Associazione dell&#8217;Alleanza.</p>
<p>c.s.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anziani più poveri e indebitati</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA. Cresce la povertà assoluta degli anziani e peggiorano le loro condizioni di vita, il fenomeno riguarda soprattutto gli anziani soli ultra 65enni. Ad essere interessati sono 7 anziani su 100 nel 2008 e le coppie con anziano capofamiglia, circa 5 su 100. Lo mette in evidenza la prima indagine su “La condizione sociale degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_570" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Anziana.jpg"><img class="size-medium wp-image-570" style="margin: 2px 5px;" title="Anziana" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/Anziana-300x198.jpg" alt="" width="270" height="178" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Soylentgreen23</p></div>
<p><strong>ROMA.</strong> Cresce la povertà assoluta degli anziani e peggiorano le loro condizioni di vita, il fenomeno riguarda soprattutto gli anziani soli ultra 65enni. Ad essere interessati sono <strong>7 anziani su 100 nel 2008</strong> e le coppie con anziano capofamiglia, circa <strong>5 su 100</strong>. Lo mette in evidenza la prima indagine su <em><strong>“La condizione sociale degli anziani”</strong></em> presentata a Roma dall’<a href="http://www.auser.it/" target="_blank">Auser</a>.<span id="more-568"></span></p>
<p>I dati sui consumi mensili degli anziani, confermano l’ipotesi del <strong>progressivo peggioramento delle condizioni reali di vita per questa fascia della popolazione</strong>. Le statistiche ISTAT mostrano, infatti, come negli ultimi 6 anni (2003 – 2008) la spesa media mensile di un anziano solo cresca esclusivamente nelle componenti dei costi per l’abitazione e l’energia (+1,1%) e dei trasporti (+1%). Al contrario, nello stesso periodo, l’anziano che vive solo ha ridotto soprattutto le spese per l’alimentazione (- 1,4%) e abbigliamento e calzature (- 0,5%). Nel caso di coppia senza figli con capofamiglia ultra 65enne, solo una voce di spesa risulta in aumento: quella destinata all’abitazione ed energia +3,2%. In calo tutte le altre voci di spesa.</p>
<ul>
<li><strong>Gli anziani si impoveriscono e si indebitano</strong></li>
</ul>
<p>La conferma viene dalla Banca d’Italia dai dati sulla struttura dei debiti familiari e sulla vulnerabilità finanziaria delle famiglie.<br />
Le famiglie anziane con capofamiglia over 64 e quasi anziane con capofamiglia di età compresa tra i 55 e i 64 anni, risultano quelle con il debito per beni di consumo più elevato, rispettivamente dell’11,9% e del 13,8%. In assoluto i nuclei con capofamiglia ultra64enne sono anche quelli più indebitati con amici e parenti.</p>
<ul>
<li><strong>Pensioni: il regno della disuguaglianza</strong></li>
</ul>
<p>In questo contesto – sottolinea l’indagine dell’Auser- il sistema pensioni rafforza ulteriormente le condizioni di disagio degli anziani, ponendosi anche come il regno della disuguaglianza, soprattutto al Sud.<br />
Sfiora, infatti,  i 780  euro l’importo medio mensile delle pensioni percepite dagli anziani che risiedono in Italia  Ma se il pensionato, con più di 65 anni,  vive al Sud, la quota di cui può disporre diminuisce di quasi  160  euro (620 euro), se invece appartiene alle regioni del Nord-Ovest aumenta  fino a 910 euro. Se poi l’anziano del Sud è uomo, allora l’assegno pensionistico sale fino a 792 euro e scende  addirittura fino  490 euro per le donne.  Infine, mediamente, tra un settantenne e un ultra-ottantenne in pensione passa una differenza di oltre 180 euro (da 680 a 500 euro pro-capite).E’ lo specchio del divario – territoriale, fra uomo e donna, per fasce d’età &#8211; che esiste in tema di pensioni ed anziani over 65.<br />
La distribuzione degli importi medi delle pensioni e in particolare di quelle di vecchiaia riflette le conseguenze di problemi cronici  e conferma che l’Italia  è un paese ad alta povertà e disuguaglianza, un fenomeno che riguarda soprattutto il Mezzogiorno. In sostanza, sia le forti differenze territoriali che riguardano i trattamenti salariali e previdenziali dei lavoratori dipendenti privati e autonomi, sia il fenomeno del lavoro sommerso, hanno pesato negativamente sul rendimento delle pensioni e anche in termini di copertura del sistema di protezione sociale.<strong><br />
</strong></p>
<ul>
<li><strong>Risultati del III Rapporto Auser Enti Locali e Terzo Settore</strong></li>
</ul>
<p>Di contro i comuni si ritrovano stretti sempre più  nella morsa dei tagli alla spesa e agli organici, costretti ad affrontare un forte incremento della domanda e del bisogno  sociale. In sostanza la gestione dei servizi sociali vede sempre più protagonista il Terzo Settore, in presenza però di regole e criteri di affidamento ancora incerti e poco trasparenti. Lo mette bene in evidenza il “III Rapporto Enti Locali e Terzo Settore” dell’Auser  presentato oggi sempre a Roma.<br />
In base ai dati rilevati dall’Auser, sono soprattutto i Comuni più grandi per dimensione demografica -  dove probabilmente la crescente domanda di assistenza necessita, per poter essere soddisfatta, di un numero elevato di operatori &#8211; ad affidare all’esterno la gestione dei servizi sociali e alla persona.  I settori d’intervento che assorbono le quote maggiori di risorse destinate all’acquisto di prestazioni sociali, riguardano la gestione degli asili nido, delle strutture residenziali e dei  ricoveri per anziani  e dell’assistenza domiciliare.<br />
Nel 2009 circa il 51,6% della spesa comunale  finalizzata all’assistenza,  è stata impiegata dai Comuni per affidare all’esterno, in particolare a favore delle imprese sociali e delle associazioni del territorio, la gestione di interventi e servizi sociali. Questo fenomeno,  presenta caratteristiche più marcate nelle aree del Mezzogiorno (circa il 55%); nelle aree del Nord-Ovest si riduce, invece, la quota della spesa per l’acquisto di servizi (49,1%).</p>
<ul>
<li><strong>La qualità degli appalti sociali</strong></li>
</ul>
<p>Il 15% delle gare sono state indette sulla base del criterio di aggiudicazione al prezzo più basso determinato mediante massimo ribasso sull&#8217;elenco delle offerte. Questa formula è volta a premiare esclusivamente i ribassi proposti dalle imprese sociali rispetto alla base d’asta o prezzo base  progettato dal Comune, ignorando, in definitiva, le componenti tecniche e qualitative delle offerte.<br />
Tale prassi è ancora adottata dai Comuni, nonostante che la legge 328/2000 e le norme regionali di settore sollecitino, ormai da anni, le amministrazioni pubbliche ad abbandonarla.<br />
Neanche il 20% dei bandi comunali contiene disposizioni dettagliate per tutelare la sicurezza sul lavoro e in materia di antinfortunistica, relativamente ai dipendenti delle imprese sociali.<br />
Nella quasi totalità dei bandi esaminati, inoltre, le amministrazioni locali non hanno applicato gli indirizzi della riforma dell’assistenza per la diffusione delle forme di aggiudicazione cosiddette negoziate, volte cioè a sviluppare – attraverso le formule dell’ “appalto concorso” e della “co-progettazione” &#8211; le capacità progettuali dei concorrenti del Terzo Settore.<br />
Solo 8 delle 140 gare pubbliche prevedono, infatti, l’aggiudicazione di servizi sociali sulla base dell’”appalto concorso” (che lascia libertà alle imprese sociali di proporre progetti di ampio respiro per la gestione di una determinata prestazione sociale);  inoltre, solo 7 Comuni hanno chiesto a cooperative e associazioni sociali di co-progettare insieme un servizio,  attivando, così come prevede anche il “Codice degli appalti” (Dlgs 163/2006)  un tavolo di lavoro congiunto, tra ente committente e impresa aggiudicataria, finalizzato a monitorare e a ri-programmare continuamente la gestione dell’intervento sociale.<br />
Ad aggiudicarsi la fetta più grossa sono le cooperative sociali, soprattutto nel Nord Ovest (88%). Le associazioni di volontariato risultano affidatarie dei servizi sociali al Sud per il 21% nelle isole per il 23%.<br />
Le  cooperative sociali gestiscono in particolare servizi di assistenza domiciliare agli anziani, interventi assistenziali di base (gestione di centri con ospiti residenziali), e servizi all’infanzia, specie quelli a carattere educativo e ricreativo. Alle associazioni di volontariato i Comuni affidano in particolare la gestione di  servizi cosiddetti innovativi e integrativi, di supporto agli interventi “complessi”: Laboratori di animazione sociale; Interventi di sollievo e supporto psicologico; Trasporti sociali; accompagnamento; servizi agli immigrati.<strong><br />
</strong></p>
<ul>
<li><strong>Criteri di affidamento dei servizi sociali poco trasparenti</strong></li>
</ul>
<p>La breve durata degli incarichi, la carenza di controlli degli uffici comunali sull’operato del Terzo settore e in particolare sul fenomeno del lavoro nero, costituiscono elementi di forte incertezza nella ripartizione della spesa sociale e soprattutto relativamente all’erogazione di prestazioni di qualità.</p>
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		<title>Marelli su Ogm: “Gli agricoltori hanno bisogno di altro”</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Focsiv]]></category>
		<category><![CDATA[Ogm]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Marelli]]></category>
		<category><![CDATA[Ue]]></category>

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		<description><![CDATA[[di SERGIO MARELLI*] ROMA. Il via libera della Commissione Ue alla coltura in Europa della patata transgenica Amflora, per uso industriale è una decisione assolutamente non condivisibile. Non condivisibile per il modello di agricoltura che gli Ogm rappresentano e perché questo atto segna la fine, dopo 12 anni, alla moratoria sulla coltivazione di Ogm in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_564" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/patata-ogm.jpg"><img class="size-medium wp-image-564" style="margin: 2px 5px;" title="patata ogm" src="http://www.volontariatoggi.info/wp-content/uploads/2010/03/patata-ogm-300x210.jpg" alt="" width="240" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Jordan Prestrot</p></div>
<p>[di <strong>SERGIO MARELLI</strong>*] <strong>ROMA.</strong> Il <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2010/03/02/news/ogm-2479142/" target="_blank">via libera della Commissione Ue</a> alla coltura in Europa della patata transgenica Amflora, per uso industriale è una decisione <strong>assolutamente non condivisibile</strong>. Non condivisibile per il modello di agricoltura che gli Ogm rappresentano e perché questo atto segna la fine, dopo 12 anni, alla moratoria sulla coltivazione di Ogm in Europa.<span id="more-562"></span></p>
<p>Non possiamo tacere di fronte a questa decisione che mette a <strong>repentaglio la sostenibilità degli agricoltori</strong>, nel nord e nel sud del mondo a maggior ragione perché lavorando nei paesi poveri abbiamo esperienza per dire che gli Ogm non servono a combattere la fame in questi paesi. Basti pensare ai <strong>drammatici effetti</strong> che si sono verificati in grandi Paesi come l’India che avevano entusiasticamente abbracciato l’uso di sementi Ogm e che in questi anni hanno sperimentato il fallimento di migliaia di piccole aziende agricole a dimensione familiare, causa anche di numerosi suicidi.</p>
<p>Continuiamo a chiederci perché ancora si <strong>preferiscono simili soluzioni invece di aumentare l’aiuto all’agricoltura sostenibile</strong>, come per altro richiesto dal recente summit della Fao. L’unica risposta plausibile è che ancora una volta sulle persone prevalgono gli interessi economici e di profitto delle grandi lobbyes delle multinazionali delle sementi.</p>
<p><em><strong>* Segretario Generale della <a href="http://www.focsiv.org" target="_blank">FOCSIV</a></strong></em></p>
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