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Fuga dalla povertà e dal Mediterraneo in guerra

ROMA. Intersos opera in numerose zone nel mondo che sono teatro di migrazione, sia perché paesi di partenza dei flussi migratori, come Afghanistan e Africa Subsahariana, sia perché paesi dove transitano queste persone nel loro percorso di migrazione. Da anni l’associazione aiuta persone che sono in fuga dalle guerre, dalla fame e dalla povertà estrema, perché crede che la tutela della dignità umana vada oltre ogni confine. E’ il caso del Golfo di Aden, tra Yemen e Corno d’Africa dove flussi migratori via mare di rifugiati somali, etiopi ed eritrei sono una realtà in cui operiamo da parecchi anni.

La situazione attuale nel mare Mediterraneo ha spinto Intersos ad intervenire con il progetto denominato “Mesoghios” che, nel primo rapporto annuale racconta i suoi primi sei mesi di intervento, dal luglio al dicembre 2014. Mesoghios, che in greco significa Mediterraneo, è il nome del progetto di assistenza sanitaria e sociale ai migranti, richiedenti asilo e residenti indigenti che l’organizzazione umanitaria ha avviato, a Crotone. La particolarità di questo progetto è che, dal suo inizio, interagisce e collabora in rete con le principali associazioni locali presenti sul territorio e attive nell’accoglienza, ponendo come primo obiettivo la creazione una rete forte e coordinata di risposta ai bisogni. Non solo dunque si vuole portare aiuto concreto ai migranti, ma si vuole aiutare e sviluppare l’enorme potenziale delle forze locali che sono già attive sul territorio.

I cosiddetti “sbarchi” di migranti e richiedenti asilo sulle nostre coste e la complicata situazione del medio-oriente e dei paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo ci pongono davanti all’urgenza dei bisogni di centinaia di migliaia di persone che affrontano un viaggio devastante, a cui molti non sopravvivono, pur di raggiungere una speranza, un futuro diverso da quello da cui fuggono. Ci mostrano che nella dimensione globale, e in modo particolare in quella mediterranea delle migrazioni, è in corso una reale emergenza umanitaria per cui risposte temporanee sono inadeguate e insufficienti. Ci danno l’opportunità di onorare importanti traguardi dell’umanità e dell’Europa, garantendo l’accoglienza e la tutela dei diritti, in un processo in cui le persone e la loro umana dignità vengono sfruttate in ogni modo.

Portare aiuto umanitario è un imperativo dunque attuale anche sulle nostre coste e nel nostro paese. E ugualmente fondamentale è la necessità di agire per proteggere la dignità di queste persone e permettere la loro integrazione, riducendo fenomeni di marginalità, isolamento e attriti sociali con quelle fasce di popolazione italiana che maggiormente risentono degli effetti della crisi economica. Il fenomeno della migrazione, a livello internazionale è ormai un fenomeno che si è strutturato nelle sue dinamiche, soprattutto in quelle relative allo violazione della dignità e allo sfruttamento delle persone migranti, le risposte non possono dunque essere considerate come emergenziali.

Negli ultimi due anni, circa la metà dei migranti arrivati in Italia attraverso il Mediterraneo è fuggito da guerre, violenze, persecuzioni. Con l’intensificarsi e l’inasprirsi dei conflitti in corso nell’area medio-orientale e sub-sahariana, i flussi migratori da questi paesi hanno subito un aumento: solo nel 2014, sono arrivati in Italia 60.000 siriani. Intersos è molto attiva nel portare aiuto alle vittime della crisi siriana operando in favore dei rifugiati siriani e delle comunità ospitanti in Libano, Giordania e Kurdistan iracheno.

Il quadro che delinea il rapporto di progetto ‘MESOGHIOS’ mostra chiaramente che è necessario integrare azioni urgenti e adeguate a far fronte all’emergenza con interventi strutturali che propongano soluzioni durevoli alle ricadute del fenomeno in Italia ed Europa, azioni che vadano oltre il primo soccorso e la risposta all’emergenza sbarchi e che il modello Mesoghios è riproducibile.

“In sei mesi di attività abbiamo visitato 683 pazienti, nell’ambulatorio e nei centri SPRAR” racconta Cesare Fermi, Responsabile Programma Mediterraneo per Intersos. “Si tratta, per la maggior parte di ragazzi tra i 20 e 40 anni che arrivano in prevalenza da aree di conflitto come l’Afghanistan, il Pakistan e l’Africa Subsahariana: quando partono sono spesso in un buono stato di salute. Le patologie che curiamo sono piuttosto dovute a traumi e violenze subite durante il viaggio per arrivare in Italia e soprattutto alle pessime condizioni in cui si ritrovano a vivere in Italia: moltissimi dei ragazzi visitati hanno trovato rifugio nella stazione ferroviaria di Crotone e non hanno accesso ai servizi igienici o all’acqua potabile. A volte vediamo pazienti che non venivano visitati da mesi. Molto spesso, inoltre, curiamo persone che tornano in Calabria per il rinnovo del permesso di soggiorno ottenuto anche anni prima. Costretti ogni anno a tornare per questa pratica, sono obbligati a stazionare mesi nella zona senza soldi e senza potere ritornare nei paesi dove attualmente risiedono, nel Nord dell’Europa. Attraverso il progetto Mesoghios stiamo garantendo la tutela sanitaria e il diritto alla salute ad una ampia fascia di popolazione in una condizione di vulnerabilità estrema, i migranti, che spesso ne rimangono esclusi nonostante le tutele legali previste. E questo aiuta la comunità crotonese che li ospita a ridurre fenomeni di marginalità ed esclusione e favorisce invece processi di integrazione. Anche molti pazienti residenti nella zona e non solo migranti stanno iniziando a venire per ricevere cure da noi. I bisogni e le urgenze però in questa crisi sono ancora molti”.

Intersos è un’organizzazione umanitaria che opera in contesti di emergenza a favore delle popolazioni in pericolo, vittime di conflitti armati e calamità naturali. In 18 paesi nel mondo, Intersos porta primo soccorso per salvare vite umane e assistere i più vulnerabili: donne, bambini, anziani e disabili. Organizza distribuzioni di alimenti e generi di prima necessità, coordina e gestisce campi rifugiati e sfollati e centri d’accoglienza, soccorrendo le persone meno protette e più deboli. In Italia, Intersos gestisce a Roma un centro notturno di accoglienza per minori in transito e garantisce assistenza sanitaria a migranti e indigenti nell’area di Crotone.

@VolontariatOggi

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