#GDB2017 | Cresce ancora l’occupazione del non profit, tengono meglio le cooperative sociali

BERTINORO. L’occupazione nel terzo settore tiene e si espande; le cooperative sociali continuano ad essere solide e sopravvivono più facilmente rispetto alle altre imprese. È quanto emerge da alcune elaborazioni realizzate dall’Istat sulle istituzioni non profit relativa all’anno 2015 e presentate in un paper illustrato alle Giornate di Bertinoro per l’Economia civile. I dati utilizzati fanno riferimento a un archivio sperimentale in corso di completamento e validazione. I dati ufficiali verranno presentati entro la fine dell’anno.

A fornire i numeri sono stati Sabrina Stoppiello e Stefano Menghinello dell’Istat. Nel suo intervento Stoppiello ha analizzato l’evoluzione del settore non profit negli ultimi anni (2011-2015) in relazione alle sole unità persistenti tra questi due anni.

Nel breve periodo si rileva una forte vivacità demografica con tassi di mortalità e natalità più elevati rispetto al mondo delle imprese, ma una tenuta forte delle cooperative sociali. Se nella dinamica di riferimento (2011-2016), il tasso di sopravvivenza delle istituzioni non profit è pari al 70,2, inferiore quindi a quello delle imprese che è del 74,3%, le cooperative sociali hanno un tasso più alto: l’83,9%. E la dinamica occupazionale del non profit, concentrata nel 15% di istituzioni che hanno dipendenti rispetto al totale,è positiva: il 42% sono in crescita, il 25% stabili, il 32% ridotto. L’incremento dei dipendenti del settore è stato del 4,3% e maggiormente concentrato nel nord-ovest, mentre è negativo nelle isole (-0,8%). La crescita più forte dell’occupazione è nella cooperazione e solidarietà internazionale. Le nuove organizzazioni crescono soprattutto nel settore della cultura, sport e ricreazione.

 

Le caratteristiche delle istituzioni non profit che rimangono più in vita sono le seguenti: esistono da almeno 40 anni; hanno diverse sedi sul territorio; operano con 20 e più volontari; hanno dipendenti; gestiscono entrate superiori a 30mila euro annue; operano in base a Convenzioni o contratti con istituzioni pubbliche (84%); erogano più di un servizio (81,5%); si occupano di Sostegno e supporto dei soggetti deboli (82,8%).

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