#GDB2017 | Il terzo settore è in transito, il guado è una possibilità

BERTINORO. “Indaghiamo non solo la trasformazione, ma anche l’evoluzione del terzo settore, il suo farsi movimento. Forme organizzative diverse che partono da prospettive diverse. Il transito è un valore da correlare alla sua natura”. Così il direttore di Aiccon Paolo Venturi ha introdotto la diciassettesima edizione e delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile. Un’edizione che vuole, nelle parole di Stefano Zamagni, “dare un contributo per orientare il transito del terzo settore da quella grande opportunità che è rappresentata dall’inevitabile guado rappresentato dalla riforma”. E nella dimensione trasformativa il terzo settore ha davanti molte strade

Dentro la metafora di movimento è stato anche l’intervento dell’economista Leonardo Becchetti che ha esordito citando Seneca: “Nessun vento è propizio al marinaio che non sa la metà Seneca”. Come a dire che non basta navigare, c’è bisogno di una bussola. E di una direzione, quindi di una vision.

Becchetti ha accennato ai tanti progetti concreti di cui segue il lato progettuale e scientifico come “cercatori di lavoro”. “Basta convegni su Olivetti -ha detto-, dobbiamo trovare gli Olivetti di oggi”. Sono le 400 buone pratiche su cui Becchetti lavorerà a Cagliari al grande evento sulle settimane sociali dei cattolici italiani.

Tutti progetti che vedono nella comunicazione e nell’innovazione un valore aggiunto. Come “Eyeonbuy” la nuova “tripadvisor” del terzo settore. “Un’avventura -ha commentato Becchetti- che è nata da pochi giorni con un comitato promotore illustre; una grande sfida anche per il mondo cooperativo”.

La sfida non è solo dentro i confini del terzo settore. “La legge di riforma -ha commentato il docente universitario Michele Tiraboschi- non deve diventare una riserva indiana, dobbiamo presidiare tutto il mercato e quindi l’idea di coltivare un terreno intermedio, non rifacendo le stesse cose che facevamo prima”.

Il terzo settore come paradigma di impresa attenta alla persona, alle logiche partecipative e di prossimità. La ripresa, o ripresina, può aiutare, ma non è tutto oro ciò che luccica nei dati sul prodotto interno lordo.
“Ci stiamo allontanando dalla crisi -ha sottolineato il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Maurizio Gardini-, ma sono preoccupato dei dati sul pil perché ci consegnano una ripresa che va in una direzione che non mi piace; una direzione di polarizzazione per classi di reddito e territorio dello sviluppo; una ripresa che non distribuisce nuovo sviluppo e qualità della vita per tutti. E ancora di più che accentua le distanze fra territori”. Un intervento, quello di Gardini, molto apprezzato dalla platea anche per la denuncia pronunciata contro le false cooperative che distruggono il lavoro e i diritti sotto il paravento dell’impresa sociale.
Lo spirito della riforma e le sue potenzialità di transito sono state esemplificate anche dal sottosegretario al lavoro Luigi Bobba. “C’è la necessità di ricostruire nuovi legami, voglio ricordare tre elementi: l’accentuazione della promozione delle reti dei soggetti del terzo settore; il rafforzamento dell’incontro fra cittadini, imprese e realtà del terzo settore con agevolazioni di carattere fiscale; il tentativo di far uscire il terzo settore dalla logica di fornitore strumentale della pubblica amministrazione e per farlo diventare un partner che co-progetta gli interventi.

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