Giannini: “Sconfiggere ignoranza e paura”. Oltre 6mila tweet per la legalità

FIRENZE. Nonostante siano passati 23 anni, ci sono parole in grado di scatenare un’emozione ancora oggi. Capaci, viale Amelio. Pronunciare luoghi come questi crea suoni tristemente familiari anche alle nuove generazioni. Ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non è solo far leva sul ricordo. Fissare sul calendario le date della barbara uccisione dei due giudici e degli uomini della scorta per mano della mafia significa far leva sulla memoria per costruire una rinnovata – e ci auguriamo anche diffusa – cultura della legalità. Quella cultura di cui il nostro paese ha (ancora) un disperato bisogno.

Con questo obiettio Palermo chiama l’Italia nel No mafia day. “Le piazze della legalità, che collegano il paese da nord a sud, è la migliore risposta. Si tratta di una bellissima formula. Non solo per il recupero della memoria, ma anche per la capillarità dell’iniziativa che ha coinvolto decine di migliaia di giovani” commenta il ministro dell’istruzione Stefania Giannini.

Una manifestazione diffusa, popolare. Che oltre a coinvolgere circa cinquantamila studenti è stata raccontata anche in radio e in tv. Ma anche sui social network. Con l’hashtag #PalermoChiamaItalia sono stati scritti oltre 6.200 tweet. Tra i primi, anche quelli del ministro Giannini.

“Gli studenti si sono raccolti attorno a questo ricordo. ‘Palermo chiama Italia’ non è solo un momento di riflessione, ma l’assunzione di un impegno” spiega la Giannini, che nell’occasione ha firmato una carta d’impegno sulla legalità nelle scuole che coinvolge il Miur e il Consiglio superiore della magistratura. “Un protocollo di grande valore” commenta il ministro. “Ai ragazzi occorre far vedere l’eroismo della quotidianità. E’ necessario sconfiggere insieme l’ignoranza e la paura. Il compito degli insegnanti è molto difficile perchè a loro è affidato uno dei ruoli più importanti della storia. Tra i loro alunni ci sono i prossimi Falcone e Borsellino”.

L’ha definito “collega, maestro, amico”. AnchePietro Grasso ha affidato a twitter il suo personale ricordo. “Ricordare è un impegno che dobbiamo portare avanti. Possiamo combattere la mafia e la criminalità, possiamo sconfiggerle. Questo dobbiamo gridarlo” ha detto il presidente del Senato partecipando a Firenze alla giornata di commemorazione della strage dei Georgofili. “Ricordare non è solo doveroso, ma necessario. Dobbiamo prendere un impegno con i giovani perché fatti come questi non accadano più”.

@gitesta

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