Giorno del dono verso l’istituzionalizzazione. Intanto il sottosegretario Borletti Buitoni accusa: “Il Ministero dei beni culturali è malato”

Lucca, Conferenza della donazione

Lucca, Conferenza della donazione

LUCCA. “Il Ministero è malato e non ha forze né risorse per il mantenimento dei beni culturali”. Un’accusa grave, pesante. A lanciarla, nel corso della Conferenza nazionale della donazione che si è svolta a Lucca, è Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario al Ministero per i beni e le attività culturali del governo Letta. “Al Ministero, anche volendo, è impossibile fare una donazione. groviglio amministrativo e burocratico”. Per il sottosegretario di Scelta Civiva, in Italia “sono stati trascurati gli ambiti del dono. A partire dal piano legislativo”.

“Il nostro paese – aggiunge Borletti Buitoni – ha espresso straordinare generosità. L’Italia ha il più alto numro di volontari d’Europa. Ma il nostro è un paese in cui la struttura di norme e leggi non aiuta l’applicazione del principio di sussidiarietà, che invece deve tradursi in azione politica. Questa giornata di Lucca mette al centro della riflessione il dono come gesto che avvicina, che genera relazioni. E che deve anche servire per denunciare lo stato di arretratezza in cui il nostro paese si trova in merito al terzo settore”.

All’annuale Conferenza nazionale della donazione – organizzata dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) in collaborazione con il Centro nazionale per il volontariato e giunta all’ottava edizione – si è svolta al teatro San Girolamo di Lucca e si è aperta con un obiettivo: lavorare con la politica e il terzo settore per l’istituzionalizzazione del “Giorno del dono” a livello nazionale, con un apposito articolo di legge.

Sottolinea Edoardo Patriarca, presidente IID e Cnv: “Vogliamo chiedere l’istituzione a livello nazionale del Giorno del dono per dare un segno forte non per istituzionalizzare la generosità spontanea, ma per valorizzare e coltivare la solidarietà degli italiani che è uno dei pilastri fondamentali da cui ripartire per uscire dalla crisi in maniera diversa da come ci siamo entrati. Il Giorno del dono è uno strumento prezioso per uscire dalla crisi economica, di senso, di valori. Questo tema non coinvolge solo le Organizzazioni non profit ma anche i bravi imprenditori e la buona politica che si lascia guidare prima dalla passione e solo poi da regole e regolamenti. Siamo felici di poter annunciare che il Giorno del dono si avvia rapidamente verso l’istituzionalizzazione: è infatti in corso il necessario iter parlamentare grazie allo stimolo dell’ex presidente Ciampi.”

“Perché torna ora di grande attualità e interesse il tema del dono?”, si chiede Marina Sereni, vicepresidente della Camera dei Deputati. “Perché in questi ultimi anni abbiamo assistito sia al fallimento del modello economico neoliberista del turbo capitalismo, senza regole e senza freni, sia all’inadeguatezza del modello neo statalista, in cui lo stato interviene e risolve tutto. Occorre una terza via, dobbiamo intraprendere nuove strade che siano in grado di trovare soluzioni veramente sostenibili, in grado cioè di non produrre risultati insostenibili che distruggono ricchezze materiali e immateriali. Lo spirito del Giorno del dono: non come mera filantropia ma come gratuità, reciprocità e strumento per costruire relazioni”.

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