Giovani volontari crescono: fra i diciottenni, più 40% in dieci anni

Zanaboni e Salvini

MONTECATINI TERME. “Come si fa a parlare di giovani con la barba e i capelli bianchi?”. E’ la domanda che si pone Andrea Salvini (Università di Pisa) nel presentare i primi risultati della ricerca ‘Giovani e volontariato’ promossa da Cesvot in collaborazione con l’università pisana. Qualche anticipazione? Fra i ragazzi nati tra il 1992 e 1994, in Toscana c’è un aumento della partecipazione alle attività associative pari al 17,7%. Negli ultimi dieci anni, nella fascia di età 18-19 anni la crescita à del 40%. La percentuale scende al 27 quando si parla della fascia 20-24 anni. 

“I giovani tendono ad evitare accuratamente qualsiasi definizione. E ricordate: non sono un soggetto collettivo”, precisa Salvini. Che, almeno stavolta, evita di elencare i dati. No, stavolta non ci sono schemi da commentare o analizzare. Il sociologo si sofferma piuttosto su una riflessione generale. “Il tema dei giovani -prosegue Salvini nel corso del seminario ‘Volontariato e politiche di welfare in Toscana’ in corso a Montecatini- si coniuga con quello dell’impegno sociale e delle politiche del territorio. Un tema sempre verde: la questione della partecipazione dei giovani è infatti un lugo privilegiato di studio e di intervento”.

Ambivalenza e contraddittorietà. Questi sono per Salvini i caratteri principali del fenomeno giovanile. “Oggi c’è una presunta ripresa partecipativa dei giovani”, precisa il sociologo. “Ma i gruppi sociali di riferimento non sono più in grado di fornire ancoraggi e indicazioni. Oggi, per i giovani, cogliere l’attimo è diventata una scelta strategica. Gli obiettivi di vita cambiano costantemente, sono sospesi. Il tutto nell’attesa di verificare l’esperienza di vita. Sarebbe dunque un errore consistente interpretare la realtà giovanile a seconda delle classificazioni”.

Salvini fa cenno all’uso delle nuove tecnologie, esprime dubbi sul fatto che i giovani debbano essere al centro di politiche specifiche. “Dobbiamo piuttosto pensare a politiche capaci di sviluppare le realtà locali. Fondamentale, in questo senso, è la costruzione delle reti di solidarietà. Qui sta il ruolo strategico del volontariato. Ma prima di ridefinire le politiche, occorre ridefinire l’idea di comunità”.

In rappresentanza del mondo del volontariato, per parlare di giovani, a Montecatini è intervenuto Mirco Zanaboni (Anpas Toscana). “Ho 32 anni e confesso di essere un po’ in difficoltà a rappresentare ancora il mondo giovanile”. Si chiede come il volontariato organizzato possa entrare in contatto con i movimenti cittadini. “La partecipazione ai movimenti non è una questione generazionale”, precisa Zanaboni rilanciando l’importanza di momenti formativi ben calibrati, utili allo scambio e alla crescita. “E’ bene che le associazioni costruiscano percorsi capaci di favorire davvero la partecipazione. Un pensiero va alle donne, così poco rappresentante nella dirigenza delle associazioni”. Non manca poi un riferimento alla scuola. “Un limite, per il volontariato, considera la scuola solo come un’occasione di incontro”, accusa Zanaboni.

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