Così la ‘spazzacorrotti’ rischia di colpire il mondo del volontariato equiparandolo ai partiti

ROMA. “Non siamo partiti, siamo persone che spendono parte del proprio tempo per aiutare gli altri; sarebbe quindi irragionevole assoggettarci agli stessi obblighi che devono rispettare le forze politiche” così Claudia Fiaschi, Portavoce nazionale del Forum del Terzo Settore, lancia l’allarme sui possibili effetti negativi che la cosiddetta legge ‘spazzacorrotti’ produrrebbe contro il mondo del volontariato e del non profit.

La mobilitazione mediatica di questi giorni ha sollecitato l’attenzione del Governo e ieri c’è stato un primo incontro da parte del Forum del Terzo Settore con il Ministro Bonafede definito positivo dal Forum stesso. Nel corso dell’incontro è stata definita la costituzione di un tavolo di lavoro tra Forum e Ministero che si riunirà già da mercoledì prossimo dal Forum stesso.

Sotto accusa è il comma della nuova legge che prevede che siano equiparate ai partiti “… le fondazioni, le associazioni, i comitati i cui organi direttivi siano composti in tutto o in parte da persone che siano o siano state, nei dieci anni precedenti, membri del Parlamento nazionale o europeo o di assemblee elettive regionali o locali, ovvero che abbiano ricoperto nei dieci anni precedenti incarichi di governo al livello nazionale, regionale e locale…

“Per ogni associazione del Terzo settore – spiega Fiaschi – questo significherebbe ad esempio farsi certificare il bilancio con costi economici e organizzativi difficilmente sostenibili per molte realtà con il rischio di distrarre risorse e impegno dalle attività “cuore” degli enti. Peraltro per adempiere ad obblighi di trasparenza che andrebbero a sommarsi a quelli già previsti dalla riforma del Terzo settore”.

Ci auguriamo – conclude Fiaschi – che l’incontro di oggi possa avviare la definizione di misure correttive adeguate. Lo slancio civico di milioni di persone va sostenuto, non mortificato. Trasparenza e legalità sono una sfida che il Terzo settore italiano ha già accolto con gli strumenti introdotti dal nuovo Codice”.

Sul tema è intervenuto anche Avis nazionale.

“Seguiamo con attenzione e al tempo stesso preoccupazione le possibili conseguenze per molte delle nostre 3.400 sedi del cosiddetto decreto ‘Spazzacorrotti’ – ha detto il presidente Gianpietro Briola. In questo senso, appoggiamo l’intervento del Forum Terzo Settore e ci auguriamo che l’incontro con il Ministro della Giustizia possa dare risultati positivi già da oggi. AVIS e il volontariato non vogliono nessuna scorciatoia normativa, né vogliono abbassare la guardia sulla trasparenza. Riteniamo però che qualsiasi equiparazione ai partiti politici sia ingiusta nella forma e nella sostanza e lo è ancora di più se porta a un aggravio di costi e burocrazia che finirebbe per rendere più difficile lo svolgimento quotidiano del nostro impegno di solidarietà”.

@VolontariatOggi

Print Friendly