Guzzetti: “Le Fondazioni non si fermano qui”

ROMA. Si è tenuto oggi a Roma il convegno “Esperienze di comunità, esercizi di democrazia. Il ruolo delle Fondazioni a vent’anni dalla Legge Ciampi”, organizzato da Acri in occasione della ricorrenza del ventennale dalla promulgazione della cosiddetta “Legge Ciampi” (legge n. 461/98 e d.lgs. n. 153/99), che regolamenta l’attività delle Fondazioni di origine bancaria. L’iniziativa ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Alla presenza di oltre 500 partecipanti, l’evento è stato aperto dalle relazioni introduttive di Alberto Quadrio Curzio, presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei, e di Franco Bassanini, presidente della Fondazione Astrid. A seguire, si è tenuta una tavola rotonda coordinata dal vicedirettore del Corriere della Sera Antonio Polito, a cui hanno partecipato: Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte Costituzionale; Stefano Cappiello, Dirigente generale della Direzione IV del Tesoro; Massimo Tononi, presidente della Cassa Depositi e Prestiti; Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud. In conclusione, Antonio Polito ha intervistato il presidente di Acri Giuseppe Guzzetti.

Grazie all’impianto normativo della “Legge Ciampi” le Fondazioni di origine bancaria hanno acquisito “anima e corpo” e hanno avviato un processo evolutivo che le vede oggi protagoniste dello sviluppo culturale, sociale ed economico delle comunità di riferimento e dell’intero Paese. Dal 2000, anno di piena entrata in vigore della Legge, a oggi, le 87 Fondazioni di origine bancaria hanno erogato oltre 22 miliardi di euro attraverso più di 400mila iniziative e investito significative risorse per perseguire gli obiettivi di missione che la stessa normativa indica: l’utilità sociale e la promozione dello sviluppo economico.

Il presidente di Acri Giuseppe Guzzetti ha dichiarato: “In una società in cui sembrano prevalere gli egoismi piuttosto che la solidarietà, in cui viene esaltato l’individuo a discapito della collettività, è fondamentale praticare e insegnare ancora il valore dello stare insieme. Le sfide di questi tempi, come quella sul clima, ce lo stanno insegnando: dobbiamo tener vivo il senso di comunità e valorizzare il protagonismo di chi si impegna per il bene comune per la propria comunità o per l’intero Pianeta. Qualcuno immagina il progresso come la capacità di produrre di più in un minor tempo, ma questo principio va messo in discussione in maniera radicale, per immaginare e rivendicare un futuro in cui la maggior parte delle persone possa vivere in dignità, sviluppando a pieno il proprio potenziale. Nei due decenni trascorsi dall’entrata in vigore della Legge Ciampi le Fondazioni di origine bancaria sono state motori di coesione e di innovazione sui loro territori, hanno stimolato e accompagnato la crescita del Terzo settore, la partecipazione e il protagonismo delle comunità, contribuendo così fattivamente alla vita democratica del Paese. Le Fondazioni non si fermano qui. Insieme alle comunità, continueranno a lavorare sui territori per uno sviluppo solidale e inclusivo”.

@VolontariatOggi

Print Friendly