Tacloban Airport is covered by debris after powerful Typhoon Haiyan hit Tacloban city, in Leyte province in central Philippines, Saturday, Nov. 9, 2013. Rescuers in the central Philippines counted at least 100 people dead and many more injured Saturday, a day after one of the most powerful typhoons on record ripped through the region, wiping away buildings and leveling seaside homes with massive storm surges. (AP Photo/Bullit Marquez)

il bilancio di Caritas a due anni dal tifone Hayan

ROMA. L‘8 novembre 2013 il supertifone Haiyan (localmente conosciuto come Yolanda), proveniente dall’oceano Pacifico con venti a 320 km all’ora, devastò le Filippine, provocando più di 6mila vittime e colpendo in totale circa nove milioni di persone in numerose isole della regione delle Visayas, prima di allontanarsi verso ovest in direzione del Viet Nam. Nonostante le difficoltà e le emergenze periodiche – non più di un mese fa il tifone Koppu si è abbattuto sull’isola di Luzon – sia nella fase di emergenza che nell’impegno di ricostruzione e di riattivazione delle attività economiche e produttive, la presenza di NASSA/Caritas Filippine ha consentito un’azione pronta e capillare. “Inoltre – ha sottolineato Padre Edwin Gariguez,segretario esecutivo di Nassa/Caritas Filippine – Caritas è impegnata in una campagna di sensibilizzazione e di advocacy per assicurare che gli aiuti vadano a diretto beneficio delle vittime del disastro, evitando ingiusti profitti e speculazioni a vantaggio di pochi”.

43 Caritas nazionali da tutto il mondo hanno sostenuto gli sforzi della Caritas locale, mettendo a disposizione 24,4 milioni di euro, consentendo finora di raggiungere direttamente 955mila persone, con un programma di ricostruzione e sviluppo che continuerà anche nel 2016. Sono invece 1,8 milioni i beneficiari dell’intervento complessivo della rete Caritas con progetti per quasi 65 milioni di euro.Caritas Italiana ha contribuito all’attivazione di 50 interventi, con oltre 8 milioni di euro, in collaborazione con Nassa/Caritas Filippine, con le Caritas diocesane di Capiz, Kalibo ed in altre zone colpite dal tifone. Circa 60mila persone sono state
raggiunte direttamente da questi interventi. In particolare:

sono state ricostruite e consegnate nuove abitazioni a più di 400 famiglie. Altre 35 sono in fase di ultimazione; 4 centri di evacuazione per l’emergenza sono terminati e altri 3 sono in costruzione;più di 7.300 famiglie hanno ricevuto generi alimentari, attrezzi da lavoro e assistenza sanitaria e psicologica;a 200 famiglie sono stati forniti aiuti economici per riattivare le attività produttive che stanno procedendo con successo;quasi 100 ragazzi che avevano lasciato gli studi nella diocesi di Capiz hanno seguito corsi professionali con buoni risultati;si è fornita assistenza e accompagnamento progettuale e pastorale a 2 diocesi dell’isola di Panay (Capiz e Kalibo) dove risiedono 2 operatori di Caritas Italiana.

Attualmente Caritas Italiana sta valutando e pianificando attività sociali e di sviluppo di lungo periodo: 3 progetti di sviluppo delle capacità produttive, oltre che interventi a favore di disabili e famiglie colpite da malnutrizione e attività di difesa dei diritti degli indigeni dell’isola di Panay.

“Siamo pronti a dare ancora sostegno a Nassa e alla rete delle Caritas diocesane locali – commenta don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana – in particolare a beneficio dei gruppi da sempre ai margini della società: disabili, indigeni,carcerati e persone con disagio mentale”.

@VolontariatOggi

 

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