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Il dietro le quinte del Pistoia Blues, dalla cucina della cooperativa sociale Don Chisciotte

PISTOIA. Capita, durante tutte le edizioni del Pistoia Blues, che strane richieste arrivino alla cucina della cooperativa Don Chisciotte, aderente a Confcooperative Toscana, che da 5 anni si occupa di soddisfare i palati di artisti, musicisti e tecnici che animano il palco del festival. Capita ad esempio che in piena notte Passenger chieda ostriche o una tartare di branzino e capita di preparare colazioni all’alba a base di bagel, uova strapazzate e pancetta.

Il dietro le quinte del Pistoia Blues lo raccontano cuochi e camerieri della Don Chisciotte che rivelano anche i gusti degli artisti più noti come Mannarino, amante della panzanella nostrana e le specialità che il catering della cooperativa riesce a portare in tavola, dal carpaccio al tartufo, alla tagliata, fino alla intramontabile e di sicuro successo pappa al pomodoro.

Tanti gli aneddoti si rincorrono in cucina tra le risate dei loro protagonisti, compresi ovviamente gli “errori” più divertenti come quella foto che lo staff della cooperativa era convinto di fare con Lucky Peterson e che invece, inconsapevole, fece con il suo batterista, che gratificò tutti dicendo di aver mangiato qui “il tiramisù più buono della sua vita”.

La macchina del catering della Don Chisciotte è ormai rodata, la cooperativa mette in tavola per il festival 500 pasti, organizza turni con 5-6 alternative diverse di piatti e nello staff c’è anche chi segue il Pistoia Blues per passione, come il cuoco Alessandro che c’era alla prima edizione del festival nel 1980, “quando l’esibizione di Pino Daniele era alla cinque del pomeriggio col caldo, perché in cartellone c’erano nomi all’epoca più importanti”.

Il servizio catering al Pistoia Blues coinvolge giovani con disagio psichico come tutte le attività gestite dalla cooperativa Don Chisciotte, nata nel 2005 per offrire un’opportunità di inserimento lavorativo e una partecipazione più attiva alla vita sociale. Spiega la presidente Laura Ulivi: “L’idea è nata da un gruppo di genitori di ragazzi disabili, volevamo trovare il modo per dare loro un’opportunità di trovare un lavoro, abbiamo pensato che la forma migliore per aiutarli fosse creare una cooperativa. Abbiamo iniziato con la gestione del bar del Circolo Arci Puccini di Capostrada a cui si è aggiunto presto anche il ristorante, adesso abbiamo sette persone assunte regolarmente (circa 20 le persone coinvolte in questi anni) e abbiamo avviato altre attività dal servizio catering, all’apertura del giardino pubblico “ex Carbonile” nel centro di Pistoia, alla gestione delle attività culturali, musicali e sociali del circolo di Capostrada”.

@VolontariatOggi

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