Il terzo settore snobba lo shopping online e perde 864 milioni di donazioni

BOLOGNA. Ammonta ad almeno 864milioni di euro l’anno il mancato introito del Terzo Settore da donazioni. Il motivo? La poca conoscenza delle piattaforme di shopping solidale on-line.  Gli italiani sono da sempre molto generosi: l’Italia è fra le prime 10 nazioni al mondo nella classifica che misura le donazioni private e le iniziative di solidarietà in percentuale rispetto al Pil (rapporto di Charities Aid Foundation).

Inoltre il commercio elettronico (e-commerce) nel Bel Paese sta crescendo a doppia cifra: nel 2015 il fatturato è stato di 28,8 miliardi di euro con un incremento del 19% sul 2014 (Fonte: Casaleggio Associati), un valore quasi triplicato rispetto al 2009 che si concentra in particolare nel periodo dei regali di Natale.

Se i consumatori italiani nel 2015 avessero fatto i loro acquisti on-line passando dalle piattaforme web dedicate allo shopping solidale, senza per altro spendere nulla di più, il 3% del fatturato generato, percentuale media applicata dallo shopping solidale on-line per ogni donazione, avrebbe finanziato progetti di solidarietà proprio per 864milioni di euro.

Il mancato introito da parte del Terzo Settore è particolarmente significativo se lo si paragona con le principali raccolte fondi attive in Italia: quella della Protezione Civile a seguito delle forti scosse di terremoto che hanno colpito il centro Italia il 26 e il 30 ottobre ha raccolto, ad esempio, poco più di 15 milioni; la raccolta Telethon 2015 ha raggiunto 31,5 milioni di euro, appena il 3,6% della mancata raccolta da shopping solidale on-line.

La raccolta fondi da vendite on-line potrebbe essere solo la punta di un iceberg della solidarietà molto più esteso: se consideriamo che il commercio elettronico in Italia pesa appena il 5% sul totale degli acquisti, la diffusione di strumenti che permettano di raccogliere donazioni anche nei negozi tradizionali farebbe schizzare l’importo donato a decine di miliardi.

“Basterebbe un piccolo sforzo per cambiare le nostre abitudini di consumatori on-line – afferma Michele Placucci, presidente e fondatore di Let’s Donation(www.letsdonation.com), la prima piattaforma italiana di shopping solidale – per premiare ogni attore del sistema economico: le società non profit che avrebbero finanziati i loro progetti, le aziende che migliorerebbero la loro immagine nei confronti dei consumatori fidelizzandoli, gli stessi consumatori che vedrebbero finanziati i progetti delle organizzazioni non profit preferite. Per quanto riguarda gli acquisti nei negozi fisici ci stiamo attrezzando e presto avremo delle novità per intercettare anche questa fetta di mercato”.

@VolontariatOggi

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Commenti

  1. […] per le associazioni ma la vera sfida del mondo non profit è lo shopping solidale online: è stato, infatti, calcolato che se i consumatori italiani nel 2015 avessero fatto i loro acquisti online passando da […]