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In Toscana le associazioni si prendono cura dei corsi d’acqua

LUCCA. Tantissimi volontari, delle oltre ottanta associazioni che sono convenzionate col Consorzio per il presidio e il monitoraggio dei corsi d’acqua. I ragazzi delle scuole: che partecipano ai progetti di educazione ambientale, ogni anno organizzati dall’Ente consortile. I migranti: che a titolo volontario, collaborano per la cura delle oasi e dei canali irrigui della Piana. Le istituzioni: il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, l’assessore regionale alla partecipazione Vittorio Bugli, il presidente nazionale di ANBI (l’associazione nazionale dei Consorzi) Massimo Gargano. E il mondo del volontariato, anche quello nazionale: Roberto Giarola, del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Rossana Caselli di Labsus, laboratorio per la sussidiarietà, Pier Giorgio Licheri, presidente del Centro nazionale del Volontariato.

Era un popolo numeroso e variegato quello che stamani (sabato 23 marzo) si è ritrovato al complesso San Micheletto, nel Centro storico di Lucca, per l’iniziativa “La sicurezza idraulica è un bene comune. L’esperienza di “Adotta un corso d’acqua” del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord”, organizzato dal Consorzio in collaborazione col CNV. A fare gli onori di casa il presidente dell’Ente consortile, Ismaele Ridolfi. Attraverso interventi, video, pannelli, i volontari, i giovani studenti e i migranti hanno raccontato la propria esperienza, che quotidianamente portano avanti al fianco del Consorzio. A coordinare il dibattito è stato Giulio Sensi, direttore di “Volontariato Oggi”.

“Il nostro impegno nasce da due semplici considerazioni – ha spiegato il presidente del Consorzio, Ismaele Ridolfi – La prima: solo i corsi d’acqua davvero fruibili e fruibili sono sicuri. La seconda: di fronte ai problemi, anche collegati alla sicurezza idraulica, che oggi siamo chiamati ad affrontare a causa dei cambiamenti climatici, è indispensabile la collaborazione di tutti. Per questo siamo partiti coi progetti di adozione dei fiumi e dei rii da parte di associazioni, scuole e migranti: perché si adotta e ci si prende cura solo di ciò a cui si vuole bene. Adesso, il nuovo salto di qualità dei progetti è quello di coinvolgere le associazioni anche nella pulizia periodica dei corsi d’acqua dai rifiuti, che pochi ma dannosi incivili gettano negli alvei. Da qui nasce l’iniziativa “La lotta alle plastiche in mare comincia dai fiumi: salviamo le tartarughe marine, salviamo il Mediterraneo”: un modo concreto per prevenire, appunto, i cambiamenti climatici”.

“Nei prossimi giorni estenderemo il progetto Arcipelago Pulito per la pulizia del mare con l’ausilio dei pescatori, e lo allargheremo proponendo una iniziativa per la pulizia dalla plastica dalla costa e dagli argini dei fiumi. In questo senso faremo tesoro dell’esperienza di partecipazione, portata avanti dal Consorzio 1 Toscana Nord, come rapporto efficace ed importante tra istituzioni e mondo del volontariato”, ha sottolineato l’assessore regionale, Vittorio Bugli.

“I Consorzi di Bonifica sono in prima linea per affrontare i problemi prodotti dai cambiamenti climatici – ha ricordato il direttore di ANBI, Massimo Gargano – e la sfida più grande che abbiamo di fronte è quella di trasformare le minacce in opportunità. Se il modello di sviluppo del nostro Paese continua ad essere incentrato sul “cemento”, stiamo perdendo tempo. Se invece sappiamo operare e avere una visione di lungo periodo, tutto può cambiare: imparando, contemporaneamente, a valorizzare il nostro ambiente e la nostra produzione agricola. La più grande opera che serve in questo paese è la manutenzione delle infrastrutture. Apprezzo molto che il Consorzio 1 Toscana Nord, in questa iniziativa, abbia anche presentato il suo bilancio di fine mandato: si tratta di un documento chiaro, attraverso il quale l’Ente consortile adempie al doveroso compito di realizzare un rendiconto sulla propria attività, che tutti i cittadini potranno adesso riscontrare in maniera trasparente”.

@VolontariatOggi

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