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Ires al non profit, bufera sul governo. Di Maio fa dietrofront: “cambieremo la norma”

ROMA. Una vera e propria bufera si è abbattuta sul governo dopo l’approvazione della soppressione della riduzione Ires ai soggetti con personalità giuridica che operano nel terzo settore. Dopo ore di polemica e di levate di scudi da parte di autorevoli soggetti del terzo settore -dalla Caritas alla Comunità di Sant’Egidio, dalle associazioni di protezione civile al Forum del Terzo Settore- il Ministro Luigi Di Maio ha fatto oggi dietrofront, affermando che la norma sulla tassazione dell’Ires per gli enti no profit “va cambiata nel primo provvedimento utile”.

“Si volevano punire -ha detto Di Maio- coloro che fanno finto volontariato ed è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli”. Di Maio ha aggiunto che la norma non può essere cambiata subito in manovra perché si rischia “l’esercizio provvisorio”, “ma si interverrà -ha detto- nel primo provvedimento utile”.

“Non possiamo intervenire nella legge di bilancio -ha spiegato Luigi Di Maio in una nota -perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Ma prendo l’impegno di modificarla nel primo provvedimento utile”. “Inoltre, abbiamo sentito la comunità dei Frati di Assisi, che ringraziamo per il loro instancabile impegno, e li incontreremo quanto prima”.

Ma dal governo si alzano ancora voci a favore del provvedimento. “E’ giusto -ha detto il sottosegretario all’economia Laura Castelli-. “Se sei del terzo settore enti ecclesiastici e non si presuppone che tu non faccia utili visto che sei senza scopo di lucro. Noi tassiamo i profitti delle no profit mica tassiamo i soldi della beneficenza!”.

Alla Castelli ha risposto subito il Forum Nazionale del Terzo Settore. “Sorprende la dichiarazione della viceministra Castelli che sembra dimenticare che il Terzo settore, le organizzazioni senza scopo di lucro, non possono in alcun modo distribuire gli utili. Essi devono essere interamente reinvestiti nell’attività. Tassare gli utili delle organizzazioni di volontariato alla stregua di qualsiasi impresa speculativa significa semplicemente meno risorse per il reinserimento dei disabili, meno attività di contrasto della povertà minorile, meno attività culturali nelle periferie emarginate, detto in altri termini: meno sociale e più povertà.” Così Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Terzo settore.

“Agevolazioni fiscali – spiega Fiaschi – che hanno contribuito allo sviluppo del volontariato, oltre 5 milioni di cittadini impegnati, e alla realizzazione di innumerevoli attività di assistenza a favore dei più deboli. Tenendo conto che si tratta di attività realizzate grazie anche all’impegno volontario dei cittadini il danno per le nostre comunità è ancora maggiore. Il Governo ci ripensi, l’emendamento Ires è irragionevole”.

 

 

@VolontariatOggi

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