La Comunità Papa Giovanni XXIII incontra Papa Francesco

ROMA. Domani 20 dicembre Papa Francesco riceverà in udienza privata la Comunità Papa Giovanni XXIII: lo annuncia il responsabile generale Giovanni Paolo Ramonda.Il 2014 è un anno davvero importante per la Comunità: sono trascorsi 10 anni dal riconoscimento della Santa Sede come Associazione internazionale di fedeli di diritto pontificio, e si è appena aperto il processo di beatificazione del fondatore, don Oreste Benzi.

A salutare il Papa, in prima fila, i tanti “piccoli” che abitano le case famiglia della Comunità, persone sempre considerate ai margini della società. In particolare racconteranno la propria storia al Santo Padre una famiglia di Rom e una ragazza liberata dalla schiavitù della prostituzione.
E poi carcerati ed ex carcerati, tossicodipendenti in programma terapeutico, immigrati, madri in difficoltà, bambini e adulti disabili gravi o che provengono da situazioni di disagio, tanti senza dimora accolti nelle “Capanne di Betlemme”.

«7500 persone provenienti da tutta Italia e dai 34 paesi nel mondo in cui la Comunità è presente arriveranno in Vaticano per salutare Papa Francesco – dichiara Ramonda -. Membri di Comunità, gli ultimi che vivono con noi e tanti amici che hanno voluto accompagnarci in questo momento. Tutti, come un’unica famiglia, in questa immensa gioia di abbracciare Papa Francesco. Vogliamo che le pecore abbiano l’odore del pastore, vogliamo portargli personalmente la nostra commozione e il nostro ringraziamento per l’amore smisurato ai poveri, ai piccoli della terra, che lui non finisce mai di testimoniare.»

Prevista la partecipazione di numerosi vescovi dalle diocesi in cui è attiva la Comunità.
L’udienza si svolgerà in Vaticano, Aula Paolo VI.
Dalle 10,30 alle 12 sono previste alcune testimonianze che racconteranno come il carisma della Comunità si concretizza in Italia e nel Mondo. Alle 12 l’incontro con Papa Francesco.
I partecipanti si sposteranno poi alle 15 nella Basilica di San Pietro per la messa celebrata dal cardinal Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.
L’udienza sarà trasmessa in diretta da TV2000.

I membri della Comunità Papa Giovanni XXIII sono chiamati a vivere «la condivisione diretta di vita» con i poveri e gli emarginati, e a impegnarsi nella lotta nonviolenta per rimuovere le cause dell’ingiustizia e dell’emarginazione.
Un impegno capillare e diffuso: al 31 dicembre 2013, secondo l’ultimo “bilancio sociale” dell’associazione, erano 446 le case famiglia e le altre strutture di accoglienza nel mondo; di queste 346 in Italia, con 2.174 persone accolte nel corso del 2013. 100 le case di accoglienza all’estero, distribuite tra un lungo elenco di Paesi in Europa (Italia, San Marino, Albania, Croazia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Olanda, Portogallo, Romania, Russia, Spagna, Svizzera), America (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Haiti, USA – Florida, Venezuela), Africa (Zambia, Kenya, Tanzania, Burundi, Camerun), Asia (Bangladesh, Cina, India, Israele – Territori palestinesi, Nepal, Sri Lanka) e Oceania (Australia). All’estero i missionari operano attraverso la ONG “Condivisione fra i popoli”, che promuove progetti di integrazione, assistenza sociale e sanitaria, educazione.
In Italia la Comunità ha promosso anche 14 cooperative sociali, riunite in Consorzio, che nel 2013 hanno seguito 1240 persone inserendole in programmi di recupero dalla tossicodipendenza (oltre 700), o di inserimento lavorativo ed educativo.
Una realtà dinamica che ha avuto nuovi sviluppi nel mondo anche nel corso del 2014: una casa famiglia è stata avviata in agosto ad Atene, mentre da diversi mesi è attiva una presenza in Libano di Operazione Colomba, corpo civile di pace promosso dalla Comunità. In Camerun, dopo alcuni viaggi esplorativi, si sta avviando una realtà di accoglienza per giovani carcerati, che vivono in condizioni durissime. E a gennaio alcuni giovani partiranno per Baghdad dove apriranno una casa famiglia.

 

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