La forza di un dono sta nel suo “distribuirsi”

NAPOLI. E’ come se fossimo stati in guerra. Questi lunghi e duri anni di recessione economica hanno sconquassato la nostra società, spazzato via molte delle nostre certezze, e soprattutto la fiducia nel futuro.  Una crisi economica e finanziaria che ha mandato sul lastrico intere classi sociali, che via via hanno dovuto rinunciare a tanto, fino ad arrivare a scegliere tra mangiare, curarsi o vestirsi.  Per qualcuno questo è un mondo lontano eppure per chi opera nel disagio è pane quotidiano. Incontri le loro facce, ci parli, li ascolti, li aiuti e condividi il loro percorso. Eppure sei solo un volontario. E pensi che quello che fai, forse, lo dovrebbero fare le Istituzioni.

Napoli non sfugge a questo disastro e ancor di più i comuni flegrei, a nord ovest della metropoli partenopea, e precisamente Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida: centotrentamila persone. Parliamo di comuni dove è cospicuo il tasso di emigrazione e dove la marineria, lo stabilimento di impiantistica militare, la ristorazione e la nautica da diporto, con il loro indotto, ancora forniscono livelli occupazionali accettabili, sebbene alcuni distretti industriali siano in grande ridimensionamento. Ma sono tanti i settori che non tirano più e le situazioni di disagio economico, lavorativo, educativo e sociale aumentano.  Anche qui, oramai, le domande di aiuto sono tante e diverse, ma chi risponde?

A Bacoli c’è Anna Gallo, presidente dell’associazione di volontariato, “La Casetta dell’accoglienza e della solidarietà”, aperta nel 1999. Anna la puoi incontrare nella sede dell’associazione che è mensa, centro di accoglienza per minori, centro di cottura pasti da asporto e punto di partenza dell’unità di strada. Anna ha un grande sorriso e lavora in prima linea con i suoi volontari e le tante persone che vengono a dare una mano ogni tanto. C’è chi porta una cassa di frutta, chi della pasta, chi dei vestiti.

L’associazione ha come mission quella di contrastare le devianze giovanili e adolescenziali, dando accoglienza e aiuto ai ragazzi.  Oggi accoglie non solo minori a rischio, ma distribuisce anche pacchi viveri alle famiglie che non arrivano alla seconda settimana del mese. Lo fa anche grazie al supporto della Fondazione Progetto Arca. Secondo Anna: “ In questo mondo scompensato, dove l’equilibrio, la stabilità è solo un lontano ricordo, è bello che arrivi un dono. Una sorpresa che regala a tanti la possibilità di riscoprirsi e dare frutto. Questo dono vuole colmare ciò che manca nei tuoi fratelli, nei tuoi amici, nei tuoi parenti, nelle persone che incontri sul tuo sentiero di vita. Ecco perché mi sono impacchettata e con grande semplicità ho incominciato a distribuirmi”.

Anna non stringe i denti ma sorride. Alla Casetta ogni mese arrivano centinai di persone. Ogni mese si deve pagare l’affitto dei locali, la benzina del pulmino, la luce, l’acqua. Ogni mese è una scommessa che si gioca senza le Istituzioni. “Ho incominciato a donare amore. Solo amore. Il resto si è costruito da se.  Mi sono fatta una domanda: “Anna, qual è la direzione prima di ogni altra cosa?” Pochi minuti, poi il mio cuore mi ha risposto, “prima di tutto l’amore”.

Raffaele Picilli
Francesco Scotto Di Santolo
Fundraiser

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