La Misericordia di Firenze ha festeggiato i 770 anni. Ma arriva l’appello di Corsinovi: “non ce la facciamo più”. Trucchi: “un nuovo patto associativo basato su umiltà, gratuità, rispetto e carità”

Il presidente delle Misericordie toscane Alberto Corsinovi

Il presidente delle Misericordie toscane Alberto Corsinovi

FIRENZE. Il 31 Maggio è stato festeggiato il 770° compleanno della Misericordia di Firenze, con un’assemblea aperta da monsignor Franco Agostinelli, Correttore nazionale delle Misericordie e vescovo di Prato. E’ stato Alberto Corsinovi, presidente della Federazione regionale delle Misericordie della Toscana, il primo a lanciare un appello sulla situazione problematica: la troppa burocrazia e ed i rimborsi insostenibili mettono a rischio l’esistenza delle Misericordie toscane.

L’APPELLO DI CORSINOVI – “Ci sono tante Misericordie sul nostro territorio che non ce la fanno più a causa di una burocrazia asfissiante che obbliga tanti dei nostri volontari a inventarsi commercialisti, avvocati, esperti di sicurezza, piuttosto che fare quello che vorrebbero, cioè aiutare il prossimo. E questo a fronte di rimborsi da parte della Regione ormai divenuti insostenibili e inaccettabili.”, ha detto Alberto Corsinovi.

“Ogni punto di emergenza sanitaria territoriale della rete del 118 (in Toscana circa 140, tutti gestiti dal volontariato) riceve 88mila euro all’anno di rimborsi –ha spiegato Corsinovi-. Il Lazio, per lo stesso servizio riconosce al volontariato 288 mila euro, il Piemonte 325 mila, la Lombardia 390 mila. E se quella stessa postazione, con 18 operatori come viene chiesto a noi, il pubblico dovesse gestirla in proprio, con personale dipendente, spenderebbe 468mila euro. A cui andrebbero aggiunti i costi per il materiale: ambulanze, attrezzature, carburanti, ecc. Gli 88 mila euro che ci vengono riconosciuti oggi sono gli stessi del 1999, con il semplice adeguamento Istat, a dispetto dei tanti adempimenti e oneri che si sono aggiunti da allora.”

Corsinovi ha concluso rendendo chiara la gravità della situazione: “le sempre maggiori difficoltà di ordine burocratico, accompagnate da simili rimborsi per le tante attività svolte, non consentono più la prosecuzione del nostro impegno.”

TESTIMONIANZE POSITIVE – All’Assemblea ha partecipato anche Roberto Trucchi, Presidente Nazionale, il quale, come Corsinovi, ha esposto la sua opinione sulla crisi che la società sta vivendo: “Stiamo vivendo un momento particolarmente difficile per tutta la società, con una crisi economica che spinge a guardare i problemi contingenti piuttosto che progettare il futuro. Difficoltà economiche che anche diverse nostre realtà stanno vivendo. E non si tratta solo delle piccole realtà, ci sono numerose grandi Misericordie, soprattutto in Toscana, che non ce la fanno davvero più”.

Ma oltre a rimarcare la problematica situazione già esposta da Corsinovi, Trucchi ha voluto mettere in luce i numerosi aspetti positivi: “Abbiamo attraversato nei secoli passati momenti di crisi, ma se oggi siamo ancora qui è perché abbiamo saputo sviluppare gli anticorpi giusti. Oggi serve un nuovo patto associativo basato su 4 punti cardine: umiltà, gratuità, rispetto e carità. E poi ci vuole il coraggio della speranza, perché solo così saremo in grado di costruire il futuro.” Trucchi ha poi voluto ringraziare “ogni singolo confratello che da quel lontano 1244 ha onorato il nome che portiamo: Misericordia”.

LE INIZIATIVE – Nel pomeriggio, conclusasi l’assemblea, i rappresentanti delle Misericordie di tutta Italia hanno partecipato ad una visita guidata alla sede storica di piazza del Duomo, ed in seguito assistito al Talk Show che ha visto protagonisti sul palco del Teatro Odeon il presidente nazionale Roberto Trucchi, il provveditore della Misericordia di Firenze Andrea Ceccherini e il responsabile delle celebrazioni per i 770 anni Maurizio Naldini. A moderare è stato il direttore de La Nazione, Marcello Mancini, e speaker Carlo Andorlini, responsabile del laboratorio “Alzaia”.

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