La vecchiaia è felice? Chiedetelo agli inglesi

ph. sean dreilinger (cc flickr)

Il laboratorio PiLeJe e l’Ifop hanno condotto uno studio-sondaggio, di cui sono stati recentemente pubblicati i risultati, sugli europei e la longevità, volto a rispondere a domande quali “Cosa ne pensano gli europei dell’invecchiare bene?” e “La percezione della vecchiaia cambia da paese a paese?”. Gli elementi che emergono dallo studio sono diversi. Innanzitutto per invecchiare bene, la maggioranza degli europei sottolinea l’importanza di uno stile di vita sano e, in particolare, della pratica regolare di uno sport (22%). Viene poi anche citata l’importanza di check-up regolari, del tenersi informati in materia di salute, del curarsi bene quando si è malati e dell’assunzione di farmaci o terapie di prevenzione.

Gli europei intervistati tendono a considerare la vecchiaia come un periodo di felicità fatta eccezione per gli inglesi, i meno positivi in assoluto da questo punto di vista, al contrario dei tedeschi che invece per l’ 84% considerano l’anzianità come un momento positivo.

Al primo posto tra le condizioni indispensabili per rendere felice la vecchiaia, gli intervistati mettono il mantenimento delle proprie capacità fisiche e intellettuali. Il fatto di disporre di un minimo di risorse è stato citato dal 31% delle persone intervistate, seguito dall’essere circondati da persone che si amano (26%) e dal continuare ad avere una vita sociale (17%).

In tutti i paesi, il fatto di conservare la propria autonomia fisica è stato citato dagli intervistati più anziani (oltre i 65 anni).
Contrariamente da quanto ci si potrebbe aspettare, solo il 52% degli europei spera di superare i 100 anni. Ma le risposte variano fortemente a seconda del paese di provenienza dell’intervistato: nel sud dell’Europa, ad esempio, una parte consistente degli intervistati spera di arrivare ad un’età piuttosto avanzata: il 62% degli italiani e il 63% degli spagnoli. In Francia e nel Regno Unito, solo il 48% e il 49% rispettivamente spera di vivere così tanto e i tedeschi risultano essere i più refrattari ad una vita molto lunga (44%).

Il 71% delle persone intervistate pensa comunque che vivrà più a lungo dei propri genitori, aspettativa espressa un po’ in tutti i paesi. Il maggior ottimismo in questa stima è stato però rilevato in Spagna e Regno Unito. La Germania si colloca nella media, mentre la Francia e, soprattutto, l’Italia (con il 66%) dimostrano qualche dubbio.

In Francia sono i più giovani a dimostrare un forte ottimismo (l’80% dei giovani compresi tra i 18 e i 24 anni si aspetta una vita più lunga di quella dei propri genitori), mentre in Italia e Germania sono, al contrario, i più pessimisti.
Il record di ottimismo va alla Francia, in cui la speranza di vita media è risultata essere 85,3 anni, subito seguita dalla Spagna (85,5 anni). Queste stime, però, superano in media di 5 anni quelle che sono le reali aspettative di vita degli europei.

Molto stranamente, soltanto in Francia le donne hanno effettuato un pronostico in media superiore a quello degli uomini (cosa che rispecchia invece la realtà).

(Fonte: Centro Maderna)

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