Le associazioni venete scrivono al Presidente Zaia: «Non legalizziamo la prostituzione»

LEGNAGO. La Comunità Papa Giovanni XXIII fondata nel 1968 a Rimini da Don Oreste Benzi ha rivolto nella giornata di oggi una lettera al Presidente della Giunta Regionale del Veneto Luca Zaia, in merito alla discussione prevista sul progetto di legge 28 sulla “disciplina dell’esercizio della prostituzione”.

«La legalizzazione e regolamentazione della prostituzione che si vuole riproporre ha fallito nei Paesi Europei che la perseguono», si legge nel testo.

Il documento esorta il legislatore ad interrogarsi sull’indicazione del Parlamento Europeo di perseguire il “modello nordico” nel contrasto alla tratta delle donne ai fini dello sfruttamento sessuale, riconoscendo colpevole gli acquirenti, piuttosto che le donne costrette alla prostituzione.

«La maggior parte delle donne che si prostituiscono sono costrette, rese schiave dalla criminalità organizzata e anche là dove c’è libera scelta in realtà essa è figlia di altre costrizioni: abbandono familiare, violenza, necessità economiche, dipendenze», sottolinea la lettera con cui i firmatari prendono le distanze da ogni forma di legalizzazione della schiavitù sessuale.

Importanti realtà regionali hanno espresso la propria adesione al documento:

Comitato Difendiamo i nostri figli Sez. di Verona, Famiglie per l’Accoglienza Regione Veneto, Cisl Veneto, Forum delle Associazioni Familiari Veneto, Azione Cattolica Veneto, Movimento per la Vita del Veneto, Caritas del Veneto, Associazione Genitori Scuole Cattoliche del Veneto, Centro Italiano Femminile Regionale del Veneto, Famiglie 2000, Associazione Italiana Genitori del Veneto.

@VolontariatOggi

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