Lo stato dell’arte della comunicazione sociale

TORINO. Verrà discusso e approfondito il 14 giugno presso l’Ires Piemonte (l’Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte) il Secondo Rapporto sulla Comunicazione Sociale in Italia, presentato in anteprima al salone internazionale del libro di Torino. Il volume è in libreria da alcune settimane edito da Carocci, realizzato dal Ces.Cos e curato da Enzo Cucco, Rosaria Pagani, Maura Pasquali e Antonio Soggia.Il volume contiene saggi, riflessioni e interviste di Maria Elena Andreotti, Roberto Bernocchi, Gianfranco Bologna, Michele Boroni, Alberto Borraccino, Nicoletta Bosco, Armando Buonaiuto, Roberto Cavallo, Alberto Contri, Enzo Cucco, Vittorio Emiliani, Giuseppe Fattori, Elisa Ferro, Giovanna Gadotti, Pina Lalli, Patrizia Lemma, Silvia Musso, Rosaria Pagani, Maura Pasquali, RAI – Direzione Marketing, Francesco Rasero, Emanuela Rosio, Beppe Rovera, Gianni Silvestrini, Mario Salomone, Rossella Sobrero, Antonio Soggia, Eleonora Tosco, Marco Vanoli.
Il Rapporto ha respiro nazionale, ma scaturisce da un’esperienza fin qui inedita che è nata e vive a Torino, ancora e sempre città che riafferma la sua vocazione sociale, riflette, inventa e anticipa il futuro della comunità. A cinque anni dal primo, il Secondo Rapporto sulla Comunicazione Sociale in Italia, aperto a studiosi e contributi eterogenei, a volte divergenti nei punti di vista espressi, oltre ad aggiornare il quadro fornito nella precedente edizione, con l’inclusione dei nuovi dati disponibili e degli studi realizzati negli ultimi anni, intende porsi come strumento per approfondire un campo di ricerca mutevole, dai confini incerti, al quale occorre accostarsi senza schemi interpretativi deterministici.

E’ articolato in quattro parti, una di saggi e analisi, che raccoglie studi e riflessioni recenti; la seconda e la terza che riguardano rispettivamente la comunicazione sociale per la salute e per l’ambiente, due focus dedicati a temi attualmente considerati di particolare importanza e urgenza in questo campo; la quarta, infine, che raccoglie interviste a studiosi e operatori del settore.

In collaborazione con l’Agenzia Armando Testa, infine, a corredo e supporto della lettura e della didattica, sono state selezionate le più significative campagne di comunicazione sociale realizzate negliultimi anni in Italia, rese disponibili su www.occs.it.


I temi

La prima parte del Rapporto, al capitolo primo, apre con l’analisi dello scenario di riferimento a cinque anni dalla prima pubblicazione, solleva le criticità di un «ambito effimero» e «da preservare», introduce le potenzialità di strumenti e linguaggi utilizzati. Nel secondo capitolo, si utilizza la comunicazione sociale in ambito sanitario come caso di studio della comunicazione sociale pubblica, per riflettere su funzioni sociali, caratteristiche, modalità organizzative, criteri per la selezione dei messaggi, ecc..

Nel terzo capitolo si propongono i “numeri” più significativi della pubblicità sociale, anche attraverso l’aggiornamento di quelli forniti nel Primo Rapporto, con particolare attenzione ai dati riguardanti gli investimenti dei Ministeri e delle Organizzazioni non profit, l’andamento delle campagne sociali apagamento, le iniziative di Cause Related Marketing e, infine, l’utilizzo dei media nella pubblicità sociale.

Il quarto capitolo esplora «le nuove frontiere della comunicazione sociale», i social network, i linguaggi non convenzionali sempre più utilizzati e diffusi presso i giovani, valutandone il radicamento, il grado di conoscenza e l’uso che di essi fanno gli enti pubblici, le aziende, il non profit.

I capitoli quinto e sesto danno conto rispettivamente del lavoro e delle esperienze realizzate dal Segretariato Sociale Rai negli ultimi dieci anni e del grado di percezione che i cittadini utenti della Rai –servizio pubblico hanno della sua dimensione socialeLa seconda parte del Rapporto è dedicata alla “comunicazione sociale per la salute” ed è formata da contributi di specialisti diversi fra loro per competenze, formazione, professionalità e posizioni, conl’obiettivo di evidenziare temi, problemi, contraddizioni che al loro interno convivono, le modalità e glistrumenti con i quali si attua la comunicazione ai cittadini.

Il capitolo settimo affronta la comunicazione sanitaria nel passaggio dal paradigma tradizionale (responsabilità individuale, parere dell’esperto e comunicazione lineare) al ruolo delle variabili socioeconomiche e culturali quali “determinanti della salute” e della partecipazione attiva dei pazienti.

Il capitolo ottavo riporta l’esperienza del Centro regionale di documentazione per la promozione della salute del Piemonte (DORS).

Il capitolo nono affronta lo spinoso tema della valutazione dell’efficacia delle campagne e illustra ilmetodo della meta-analisi.

Il capitolo decimo e ultimo della seconda parte tratta del marketing sociale, una delle più collaudate tecniche di promozione della salute.

La terza parte è dedicata alla comunicazione sociale per l’ambiente, intensificata in questi anni, parallelamente alla crescita della sensibilità della pubblica opinione per la questione ambientale.

Il capitolo undici approfondisce i temi di fondo, cioè il rapporto fra media e cittadinanza, il ruolo dei soggetti pubblici e privati, la relazione fra comunicazione ambientale e cambiamento sociale.

I capitoli dodici e tredici si occupano dei problemi della sostenibilità e delle fonti rinnovabili di energia mostrando come la comunicazione incroci e influenzi le politiche pubbliche.

I capitoli quattordici e quindici analizzano i vecchi e nuovi media, le inchieste giornalistiche, il lavoro di movimenti sociali e comitati, la trattazione delle “emergenze ambientali”.

Il Capitolo sedici è dedicato ad un caso di studio: la raccolta differenziata dei rifiuti, tema sul quale la comunicazione ha raggiunto un notevole grado di elaborazione.

La quarta e ultima parte del Rapporto, infine, ospita alcune interviste su argomenti ed esperienze di attualità.

Il risultato è un lavoro composito, che offre vari piani lettura, suscita stimoli interrogativi, dubbi, con la speranza che aiuti a comprendere quanto ancora resta da fare perché la comunicazione sociale possa davvero diventare uno strumento a favore della collettività. Per altre informazioni clicca qua.

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