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Migranti, l’imperdonabile ritardo che è costato vite umane

BRUXELLES. Non possiamo più accettare che il veto di alcuni Stati membri blocchi l’assunzione di responsabilità da parte dell’Unione Europea di fronte alla perdita di vite umane e alla emergenza umanitaria che preme alle frontiere europee.

L’abbiamo detto con forza nella prima assemblea plenaria a Strasburgo, nel nome di Aylan, il bimbo curdo trovato  morto sulla spiaggia di Bodrum, rilanciando e ampliando le misure per l’accoglienza e la concessione dell’asilo alle decine di migliaia di profughi che sono arrivati in questi ultimi due mesi alle porte della UE via mare o via terra. Proposte che avevamo già avanzato in maggio approvando l’Agenda della Commissione EU sull’immigrazione.

Ora tocca ai Governi europei nella riunione del Consiglio dei Ministri di oggi, 14 settembre, di assumersi le proprie responsabilità e adottare con urgenza quello che noi proponiamo, dopo le importanti aperture della Merkel e di Holland, finora reticenti.

Ma quante vite è costato questo imperdonabile ritardo nel cogliere quella che da subito si era rivelata un’emergenza umanitaria di persone e famiglie in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni in Siria, in Irak o nell’Africa sub Sahariana?!

Le nostre proposte, condivise con la Commissione europea, su cui dovranno ora pronunciarsi i 28 Governi, sostenendo anche le richieste da tempo avanzate da Italia e Grecia, sono precise e forti: non 40 mila ma 160 mila profughi richiedenti asilo devono essere accolti, aprendo le frontiere nell’area Schengen e garantendone una efficace gestione; deve essere adottato un meccanismo permanente e vincolante di ricollocazione da attivare nelle situazioni di emergenza che di fatto modifica la convenzione di Dublino (con sanzioni finanziarie per chi non lo rispetta); la CE deve dare un sostegno operativo ai paesi in prima linea come l’Italia e la Grecia tramite la gestione di punti di crisi (hot spot) e il ricorso alle Agenzie UE (Frontex, EASO, Europol) per aiutare nella registrazione dei profughi. Va  stilata una lista comune UE dei “Paesi di origine sicuri”; gli stati membri devono prevedere risorse dedicate nell’ambito del bilancio 2016; deve essere recepito urgentemente un sistema  europeo comune di asilo, insieme ad una attuazione della direttiva sui rimpatri improntata ad un trattamento umano e dignitoso; la UE deve creare canali sicuri e legali per i rifugiati, quali corridoi e visti umanitari (subito per 20 mila) e programmi di reinsediamento che consentano il ricongiungimento familiare, programmi di patrocinio privato, accordi flessibili per i visti anche ai fini di studio e lavoro; gli stati membri devono permettere di presentare domanda di asilo presso le proprie ambasciate o consolati. Devono inoltre  prevedere severe sanzioni penali contro il traffico di esseri umani, già oggetto di una importante direttiva UE e del programma Eunavfor Med, ma non penalizzare chi aiuta volontariamente i migranti per motivi umanitari.

Va riorientata la politica di sviluppo verso la creazione di società pacifiche, lotta alla corruzione e buon governo, nonché il ruolo della UE e SM nella risoluzione dei conflitti, in particolare in Siria, Irak, Libia, MO e a intensificare  il dialogo politico.

Abbiamo anche chiesto a Junker e a Federica Mogherini di convocare una Conferenza internazionale sulla crisi dei rifugiati anche con la partecipazione delle Agenzie delle Nazioni Unite, gli USA, le ONG internazionali e gli Stati arabi per mettere a punto una strategia di aiuto umanitario comune e globale.

Ora la parola passa ai Governi UE. Mi auguro che prevalgano i valori comuni su cui è fondata l’Unione europea e non egoismi e chiusure.

In particolare ai Paesi dell’Est che innalzano muri e filo spinato vorrei chiedere di non dimenticare la loro dolorosa storia e le tragiche esperienze di persecuzione e di migrazione che i loro popoli hanno conosciuto nei decenni precedenti. La riunificazione dell’Europa e’ avvenuta proprio  in nome del loro anelito alla libertà, alla democrazia e alla solidarietà.

Silvia Costa
Europarlamentare PD

@VolontariatOggi

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