Allâinterno della tendopoli gestita dalla Croce Rossa Italiana, un team di Save the Children sta realizzando attività partecipative, ludico-ricreative ed educative destinate ai bambini e agli adolescenti migranti accompagnati e non, ospitati allâinterno del campo, per sostenerli ed aiutarli a elaborare il proprio vissuto,  superare i traumi subiti e ricevere una corretta informazione legale rispetto ai loro diritti. Save the Children si occuperà inoltre, in accordo con Croce Rossa Italiana, di facilitare il coordinamento degli interventi rivolti ai minori, operando in sinergia con le altre associazioni attive sul campo e di monitorare le esigenze ed il rispetto dei diritti dei più piccoli.
I migranti presenti nellâarea di Tiburtina sono giunti a Roma con lâintento di proseguire il loro viaggio verso altri paesi europei. Tra di loro vi sono molti adolescenti, per la maggior parte di origine eritrea, etiope e sudanese e anche gruppi familiari con bambini molto piccoli.
Lâintervento nello spazio Bambini e Adolescenti nella tendopoli della Croce Rossa a Tiburtina si svolge in collaborazione con gli educatori della Cooperativa Edi.

Migranti, spazi per l’accoglienza a misura di bambino

ROMA. Save the Children, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini e tutelarne i diritti, amplia e rafforza l’aiuto e sostegno ai minori migranti in arrivo in Italia aprendo per loro in Sicilia “spazi a misura di bambino e adolescente” (child friendly space, CFS) nelle zone di sbarco e all’interno delle strutture all’occasione utilizzate per la primissima accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

E prosegue intensa l’attività della Ong anche a Roma, dove uno spazio bambini e adolescenti è stato aperto nei giorni scorsi nel campo allestito dalla Croce Rossa per i migranti in transito, presso la Stazione Tiburtina mentre a Milano gli educatori di Save the Children operano da qualche giorno all’interno dello spazio predisposto dal Comune di Milano, accanto alla Stazione Centrale.

Gli “spazi a misura di bambino e adolescente” sono aree dove giocare, socializzare, recuperare un senso di normalità, in un ambiente sicuro e “child friendly” e dove i giovani e giovanissimi migranti possono trovare protezione dal rischio di abusi e sfruttamento, sostegno educativo, informazioni sui loro diritti e l’opportunità di far sentire la loro voce attraverso attività di partecipazione.

Intanto proseguono gli arrivi: sono circa 61.842 i migranti giunti dall’inizio dell’anno via mare fra i quali almeno 5.914 minori (3779 non accompagnati), provenienti principalmente da Siria, Eritrea e Somalia.

“I minori migranti che quotidianamente incontriamo e aiutiamo sin dal momento del loro arrivo, ci raccontano di viaggi sempre più duri e drammatici, che spesso includono l’attraversamento del deserto o di zone in guerra, prima del rischiosissimo tragitto via mare. Durante questi viaggi fronteggiano situazioni terribili: disidratazione, malnutrizione, rapimenti, detenzione, torture, schiavitù, traffico, abusi sessuali, e molti bambini sono traumatizzati quando arrivano da noi. Per questo abbiamo deciso di avviare delle attività educative e ludico-ricreative con gli “spazi a misura di bambino”, che potranno aiutarli a riacquistare un senso di normalità ed esprimere le loro emozioni”, spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children.

In Sicilia Save the Children ha da poco avviato CFS mobili, spazi che possono essere allestiti in modo flessibile e veloce, sulla base della situazione contingente nelle aree di sbarco, grazie all’utilizzo di veicoli attrezzati, con a bordo un team di operatori e tutti i materiali necessari alle attività: “spazi mobili a misura di bambino e adolescente” sono operativi di volta in volta nelle principali aree di sbarco della Sicilia e in alcune strutture all’occasione utilizzate per la primissima accoglienza nella Sicilia orientale e occidentale, dove i minori migranti vengono trasferiti poco dopo lo sbarco.

Diversi i team della Ong coinvolti nelle attività e composti, tra gli altri, da educatori, psicologi, esperti di partecipazione, mediatori culturali che operano in stretta sinergia con tutti gli attori, istituzionali e non, già attivi a livello locale.

@VolontariatOggi

Print Friendly