Nasce a Roma la Coalizione per i Beni Comuni

ROMA. Dopo le tante vicissitudini che hanno accompagnato i volontari romani da agosto 2017, i cittadini si organizzano per presentare una delibera popolare per la cura dei beni comuni. Nasce così a Roma una rete informale di realtà di cittadinanza attiva nata con l’obiettivo di presentare al Comune di Roma una Delibera di Iniziativa Popolare per l’approvazione di un “Regolamento per la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni” finalizzato non solo a definire i rapporti tra le amministrazioni locali e quanti vogliono offrire il proprio contributo volontario per la cura del territorio, ma anche ad attivare nuove forme di collaborazione tra le parti, basate sul principio di sussidiarietà orizzontale e non sulla totale delega di responsabilità ai cittadini.

Con questo obiettivo il 12 gennaio, attraverso un’assemblea pubblica che tenuta il Coworking Millepiani è stata presentata la Coalizione per i Beni Comuni.

Scopo dell’Assemblea indetta dalle 75 realtà romane è stato non solo quello di illustrare e raccontare la proposta che verrà presentata al Comune di Roma, ma anche di dare il via ufficiale a tutte le procedure burocratiche per la raccolta delle 5.000 firme valide necessarie per la presentazione della stessa.

Una rete informale che continuerà a crescere e a coinvolgere gruppi organizzati e non, comitati, associazioni e cittadini fino al raggiungimento dell’obiettivo: l’approvazione del “Regolamento per la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni”.

Questa della Coalizione è una storia che viene da lontano. Gli incontri tra comitati e associazioni infatti sono iniziati a seguito della Determina Dirigenziale 624 del 3 agosto 2017 adottata dal Comune di Roma lo scorso 3 agosto. Determina che ha messo in crisi molte realtà di cittadinanza attiva che curano volontariamente spazi abbandonati dalla stessa Amministrazione Capitolina, non solo a causa del livello di controllo e burocrazia che istituisce, ma anche per l’aggravarsi dei costi assicurativi che i volontari sono da sempre costretti a pagare per potersi occupare del proprio territorio e non lasciarlo in mano al degrado.

@VolontariatOggi

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