Operazione Colomba, resistenza non violenta dei volontari in Palestina

ROMA. I volontari di Operazione Colomba, corpo di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, operano a fianco del Comitato di resistenza popolare non violenta delle colline a sud di Hebron. «Quello che sta accadendo a Susiya è pulizia etnica, è la politica dell’occupazione israeliana: distruggere tutte le comunità palestinesi nel sud della Cisgiordania», queste le parole del coordinatore del Comitato Popolare.

Dal 5 maggio 340 persone, abitanti del villaggio di Susiya, rischiano di vedere le proprie case demolite e di dover abbandonare forzatamente le proprie terre.

L’Alta Corte di Giustizia Israeliana, non avendo emesso un ordine provvisorio di interruzione degli ordini di demolizione che pendono sul villaggio (vi è un ricorso degli abitanti di Susiya in attesa di sentenza), ha di fatto permesso la sua demolizione. Il rifiuto dello Stato di Israele di impegnarsi a non demolire prima della conclusione del procedimento in corso lascia intendere che ci sia la volontà di distruggere il villaggio in tempi brevi.

«Ma il punto qui è essere o non essere, rimanere o andarsene. Noi resteremo sulla nostra terra, come popolo e come comitati popolari», così conclude il coordinatore, confermando la tenacia nel continuare a resistere con metodi non violenti.

Il 13 maggio i consoli di Francia, Belgio e Gran Bretagna hanno fatto visita al villaggio e si sono interessati della questione.

La Comunità Papa Giovanni XXIII si unisce alla mobilitazione internazionale affinché il villaggio palestinese di Susiya non venga demolito.

@VolontariatOggi

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