Roma, 09 maggio 2018. Conferenza Disabilità e Lavoro tenutosi al Palazzo dell'informazione di Roma. Massimo Fiaschi, Angela Martino, Marcella Mallen, Paolo Bandiera.

Per 2 manager su 3 le persone con disabilità sono un’opportunità per l’azienda

ROMA. Avere colleghi di lavoro con disabilità determina ricadute positive su tutti i dipendenti: due terzi dei manager italiani (65,2%). È uno dei tanti dati che emerge dall’indagine promossa da AISM, Prioritalia, Manageritalia e Osservatorio Socialis su “I manager e la gestione dei lavoratori con disabilità”.
La ricerca, condotta da AstraRicerche, è stata presentata al convegno “Disabilità & Lavoro – La sfida dei manager” che si è svolto a Roma, mercoledì 9 maggio, e che ha segnato l’avvio della partnership istituzionale tra l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la Fondazione Prioritalia.

Per andare oltre le criticità che ancora sussitono in un ambito così importante per le persone con sclerosi multipla, ci vuole formazione, competenza, cultura, organizzazione. Il ruolo degli enti non profit che si occupano di disabilità è fondamentale per sensibilizzare le aziende e le istituzioni su questo tema.
“Il nostro obiettivo comune – ha spiegato Mario Alberto Battaglia, Presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla – sarà quello di mettere in campo una serie di iniziative per valorizzare diversità e disabilità, promuovendo insieme progetti che rispondano alle necessità delle aziende e dei loro dirigenti: sviluppare competenze manageriali nuove per un mondo che cambia velocemente”.

“Il nostro obiettivo – ha affermato Marcella Mallen, presidente Prioritalia – di portare il contributo dei manager anche fuori dalle aziende per dare slancio all’innovazione sociale esce rafforzato dalla loro gestione della disabilità come normalità con vantaggi per la produttività e il benessere di tutti. Diffondere queste pratiche sul lavoro e contaminare, prima di tutto culturalmente, la società è il prossimo passo che svilupperemo insieme ai tanti nostri alleati a partire da AISM.

La presenza di dipendenti con disabilità ha, secondo i manager intervistati, ricadute positive e “concrete”: i compiti sono stati distribuiti per tutti in modo più equo, gli spazi sono stati organizzati in modo più razionale, sono stati effettuati interventi migliorativi in termini di arredo o illuminazione, si sono sviluppate nuove forme organizzative di lavoro (dal telelavoro allo smartworking).

Non solo, la stragrande maggioranza dei manager (88,2%) ritiene che avere personale con disabilità produce un impatto positivo per le stesse capacità manageriali: “ho imparato a organizzare il lavoro in maniera più efficiente”, “ho imparato a semplificare i processi”, “ho imparato a valutare meglio le persone”.

“Le aziende di oggi hanno bisogno di nuove leve per uno sviluppo sostenibile – ha affermato Paolo Bandiera, Direttore Affari Generali AISM – e hanno compreso l’opportunità che può derivare dall’ascoltare le esigenze dei dipendenti con disabilità: su questo terreno abbiamo costruito una serie di corsi di formazione dedicati, su temi quali la diversità come valore aziendale, la presa in carico e l’individuazione di soluzioni organizzative, le clausole di flessibilità per la conciliazione vita-lavoro, le competenze necessarie ai medici del lavoro”.

“I manager intervistati affermano all’unanimità che abilitare la disabilità sul lavoro – ha detto Mario Mantovani, vicepresidente Manageritalia – è possibile e richiede un cambiamento organizzativo vantaggioso per tutti. È un’opportunità che va verso quel nuovo lavoro che serve per competere e deve mettere in campo una vera e nuova managerialità, così scarsa nel nostro paese fatto di troppe pmi familiari, capace di coniugare i nuovi modelli di business e organizzativi con empowerment e motivazione dei collaboratori, per farli crescere e dare senso al loro lavoro”.

@VolontariatOggi

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