Plastica Addio. Fare a meno della plastica: istruzioni per un mondo e una vita “zero waste”

MILANO. Esce in libreria “Plastica addio”, un libro finalmente completo sul tema della plastica. Forse per la prima volta si raccoglie in un solo volume un’inchiesta rigorosa, che racconta la plastica in tutti i suoi aspetti – i numeri globali, la situazione in Italia, i danni prodotti su ambiente e salute, le possibili soluzioni – e un manuale pratico per cambiare le nostre abitudini e fare a meno per sempre della plastica, in tutti gli aspetti della vita quotidiana.
Un libro che propone una via italiana allo “zero waste”, con soluzioni creative e praticabili da tutti.

La plastica è un potente simbolo della modernità ma anche delle sue contraddizioni. Le tonnellate di rifiuti che infestano l’ambiente e minacciano la nostra salute non sono infatti che il riflesso di un’economia fondata sulla “crescita” illimitata. I numeri del libro non lasciano dubbi: la produzione mondiale di plastica è di circa 350 milioni di tonnellate, ed è destinata ad aumentare nei prossimi anni. Nei nostri mari, finiscono ogni anno 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. La plastica costituisce il terzo materiale umano più diffuso sulla Terra dopo l’acciaio e il cemento. I sacchetti di plastica sono il prodotto di consumo più diffuso al mondo.

Che cosa fare allora? Bisogna conoscere prima di tutto il fenomeno. Nella prima parte il libro fornisce al lettore una lettura complessiva del problema: ricostruisce la storia delle plastiche e la loro parabola discendente – da simbolo della vita moderna a catalizzatore delle critiche di chi è preoccupato per il futuro della Madre Terra -. Ne spiega tutte le pesanti conseguenze sul Pianeta e sulla nostra salute, dall’invasione degli oceani al fenomeno delle microplastiche.

Nella seconda parte le autrici analizzano invece, numeri alla mano, le “soluzioni” per correre ai ripari. Ma fanno un’amara scoperta. Il riciclo, per quanto indispensabile, non si può considerare una soluzione: da quando esistono i materiali plastici meno del 10% è stato riciclato e in natura ci sono già 6,3 miliardi di tonnellate di plastica sparse. La produzione di bio-plastiche è invece una strada importante, ma allo stato dell’arte costituisce ancora una soluzione solo parziale.

Nella terza parte invece si passa all’azione, con una proposta per un’alternativa quotidiana: ovvero centinaia di soluzioni pratiche per liberarsi dalla plastica, giorno dopo giorno. Una vita “zero waste” è a portata di mano grazie alle alternative, alle accortezze, ai trucchi fai-da-te – illustrati passo dopo passo e adatti a diversi livelli, il principiante, l’esperto e il professionista – proposti da Elisa, che consentono di preparare una lista della spesa plastic free (a partire dai sacchetti), curare la casa e l’igiene personale, scegliere gli abiti, viaggiare, gestire l’ufficio senza rifiuti plastici.

Ma tutto questo serve? Certo che sì, perché la battaglia contro la plastica è prima di tutto culturale. Il messaggio del libro è forte e chiaro: per invertire la tendenza c’è un solo modo, smettere di usare la plastica – in primis quella usa-e-getta – e soprattutto produrre meno plastica o non produrne affatto, in favore di altri materiali più sostenibili.

Apre il libro un’intervista a Paola Antonelli, senior curator del Dipartimento di architettura e design del MoMA di New York, curatrice della XXII Triennale di Milano “Broken Nature. Design Takes on Human Survival” (www.brokennature.org), che esplora il concetto di “design ricostituente” e spiega che “si può avere del design bello, sensuale, elegante e attraente, che sia anche al tempo stesso responsabile. Etica ed estetica possono convivere”.

“Plastica addio. Fare a meno della plastica: istruzioni per un mondo e una vita ‘zero waste’”, di Elisa Nicoli, Chiara Spadaro, 208 pagine, 14,50 Altreconomia.

Le autrici

Elisa Nicoli è regista di documentari e scrittrice, grande camminatrice ed esperta di autoproduzione. È autrice tra gli altri di “L’erba del vicino”, “Bolle in libertà” e della guida “L’Italia selvaggia. Guida alla scoperta di luoghi incontaminati per tutti i piedi”. (Altreconomia). I suoi siti sono elisanicoli.it e autoproduco.it.


Chiara Spadaro, antropologa e giornalista, si occupa di comunicazione per il terzo settore e gli enti locali. Scrive da dieci anni per il mensile Altreconomia, per cui è anche autrice di diversi libri. L’ultimo è “Canapa revolution. Tutto quello che c’è da sapere sulla cannabis” (2018, Altreconomia edizioni). Per scriverle: chiara@altreconomia.it.

La bella foto di copertina “EVERY… snowflake is different” è di Mandy Barker. All’interno tre illustrazioni di Alessandro Bonaccorsi.

Mandy Barker è una fotografa britannica pluripremiata a livello internazionale, il cui lavoro sui detriti di plastica marina ha ricevuto riconoscimenti in tutto il mondo. La foto di copertina fa parte del progetto “SOUP”, che ha lo scopo di coinvolgere lo spettatore combinando attrazione estetica e consapevolezza sociale. Il suo sito è mandy-barker.com.

Alessandro Bonaccorsi, visual designer e illustratore. Scrive da anni libri e contenuti su creatività e design. Ama da sempre la magia del disegno. Due anni fa ha ideato il Corso di Disegno Brutto, dalla cui esperienza sono nati i libri “La via del Disegno Brutto” (Terre di Mezzo) e “Raw Drawing” (Pavillion Books), www.bonaccorsiart.com.

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