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Riforma al via, Patriarca: “Inizia oggi una stagione più incisiva e attenta alla solidarietà”

ROMA. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Codice del Terzo settore, sono da oggi in vigore tutti e tre gli ultimi decreti legislativi necessari per completare il percorso della riforma del Terzo settore; risale infatti alle scorse settimane la pubblicazione dei decreti dedicati alla revisione in materia di impresa sociale e alla nuova disciplina dell’istituto del 5 per mille.

“Questi ultimi provvedimenti, dopo quelli già approvati sul Servizio civile e sulla Fondazione Italia sociale, concludono un complesso percorso che ho avuto l’onore di seguire fin dall’inizio. Arriva così a compimento una riforma lungamente attesa, anche se forse poco conosciuta da parte del grande pubblico. Si tratta di una riforma – dichiara Edoardo Patriarca, Presidente dell’Istituto Italiano della Donazione (IID) – che ha rilevanza costituzionale in quanto ridisegna l’architettura della società civile. Grazie ad essa si garantiscono “gambe più robuste” alla sussidiarietà orizzontale e una nuova alleanza nei territori tra Terzo settore e Pubbliche amministrazioni. In questa nuova stagione più inclusiva e più attenta alla solidarietà l’Istituto Italiano della Donazione è pronto a fare la sua parte. La riforma, infatti, vuole dare impulso alla crescita di un Terzo Settore che sia ancor più trasparente, efficace, radicato nelle comunità di riferimento e capace di affrontare sfide ambiziose, temi da sempre cari all’IID”.

A circa tre anni dal lancio delle linee guida che l’ex premier Matteo Renzi fece a Lucca in occasione del Festival Italiano del Volontariato, i provvedimenti attuativi giungono così al traguardo. La riforma nel suo complesso non solo offre nuovi strumenti fiscali ma tocca molti aspetti chiave che vanno dalle donazioni ai social bonus, dal 5 per mille ai titoli di solidarietà, fino al sostegno per lo sviluppo di progetti innovativi.

“Non stiamo parlando solo di volontariato e associazionismo, che pure sono il cuore del Terzo settore italiano, ma anche di impresa sociale. La gestione dei beni comuni – aggiunge Patriarca – può divenire una grande occasione di buona occupazione, giovanile e non solo. Il cammino è stato lungo, ma con questi ultimi provvedimenti si garantisce una risposta normativa organica ad un ambito di attività cruciale per il futuro benessere delle nostre comunità. Stiamo parlando infatti di una riforma che mette a disposizione del Terzo settore risorse pari a 190 milioni, che tocca più di 300.000 organizzazioni associative, cooperative e di volontariato e che coinvolge più di 6 milioni di cittadini che dedicano tempo all’impegno volontario”.

@VolontariatOggi

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